Se passa la nuova legge elettorale ci sarà il voto per i fuori sede

L'Italia è rimasto uno dei pochi paesi europei a costringere studenti e lavoratori a tornare nel comune di residenza per votare

Un seggio a Milano in occasione dei referendum sulla giustizia del 2022 (LaPresse)
Un seggio a Milano in occasione dei referendum sulla giustizia del 2022 (LaPresse)
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La Camera ha approvato all’unanimità un emendamento alla legge elettorale che prevede il voto dei fuori sede alle elezioni, cioè per chi vive in un comune diverso da quello di residenza. La legge elettorale è in discussione in parlamento, verrà approvata oggi dalla Camera e poi si passerà al Senato, dove non è scontato che venga approvata. Se lo fosse, il voto per i fuori sede ci sarà. L’Italia è uno dei pochi paesi europei a costringere a tornare nel proprio comune di residenza per votare.

L’emendamento lo avevano presentato i partiti al governo, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, e prevede l’iscrizione in un apposito elenco nel comune di domicilio per chi non vive nel proprio comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche. Bisognerà presentare il documento d’identità e avere un indirizzo valido di domicilio. Ci si può iscrivere entro il 31 dicembre di ogni anno per l’anno successivo, oppure entro 30 giorni dal trasferimento e in ogni caso almeno 45 giorni prima del voto.

Per poterlo fare bisogna innanzitutto che il trasferimento sia in un comune fuori dalla provincia di residenza, e che si preveda di rimanerci per almeno nove mesi.

Una volta inserite nelle liste, le persone fuorisede potranno votare direttamente nel comune di domicilio per le elezioni politiche, europee e per i referendum (non per le amministrative). Alle elezioni politiche ed europee gli elettori fuorisede voteranno per i candidati del collegio della circoscrizione in cui hanno il domicilio. Quindi una persona residente a Gioia del Colle (Bari) ma che vive a Milano per lavoro voterà per i candidati di Milano, a seconda della zona in cui vive, e non per quelli di Gioia del Colle.

Negli ultimi anni erano state trovate altre vie per far votare le persone anche fuori dai comuni di residenza. C’era stata una prima sperimentazione per il voto dei soli studenti fuori sede alle elezioni europee del 2024, che poi era stata estesa ai lavoratori per i referendum del 2025; non fu previsto niente invece per il referendum sulla riforma della magistratura di marzo.