Un papa al Meeting di Rimini è una rarità

Prima della visita di sabato di Leone XIV l'ultimo era stato Giovanni Paolo II, 44 anni fa: come mai quelle assenze e questa presenza?

(uUfficio stampa del Meeting per l'amicizia fra i popoli)
(uUfficio stampa del Meeting per l'amicizia fra i popoli)
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Durante una giornata di visite e celebrazioni in Romagna, sabato Papa Leone XIV ha partecipato anche al Meeting per l’amicizia fra i popoli, organizzato ogni anno a Rimini dall’influente movimento cattolico Comunione e Liberazione (detta anche CL). È stata la prima visita di un papa dal 1982, durante il pontificato di Giovanni Paolo II. Da allora i papi che gli erano succeduti si erano limitati a inviare un saluto per iscritto.

Al Meeting, Leone XIV ha tenuto un discorso di una ventina di minuti davanti a circa 60mila persone. È stato un discorso piuttosto tradizionale, per Leone XIV: ha parlato dell’importanza di riconoscere l’umanità delle persone «prima di confini, definizioni e istituzioni» – un tema su cui torna spesso – e ha invitato in più momenti le persone davanti a lui a praticare un atteggiamento di «unità».

Il concetto di «unità» è probabilmente quello più significativo per spiegare sia il contenuto del suo discorso sia le ragioni della visita.

Comunione e Liberazione è un movimento di natura conservatrice, il cui fondatore – don Luigi Giussani – predicava una presenza fortissima dei suoi seguaci nella società civile, in modo da condizionarne le scelte. Era un’idea di Chiesa assai muscolare e del tutto sovrapponibile a quella di Giovanni Paolo II. Che infatti era amico di don Giussani e fu ospite nella terza edizione del Meeting, quando Comunione e Liberazione era un movimento ancora piccolo e semi-sconosciuto.

Negli anni l’impostazione di don Giussani si è riflessa sia in un intenso impegno dei suoi seguaci in politica, nell’imprenditoria e nella pubblica amministrazione, sia nella trasformazione del Meeting in un evento a cui invitare le persone più potenti del momento. L’influenza di CL e quella del Meeting si sono alimentate a vicenda, e oggi l’evento di Rimini ospita ogni anno buona parte del governo in carica (oltre a centinaia di incontri di contorno). Nel 2012 fu ospite l’allora presidente del Consiglio Mario Monti, nel 2015 toccò a Matteo Renzi, nel 2017 a Paolo Gentiloni, nel 2022 a Mario Draghi, nel 2025 a Giorgia Meloni. Tutti applauditissimi.

Nel tempo la ricerca di questa prossimità col potere, unita a una certa autoreferenzialità, ha alienato CL da altri pezzi della Chiesa, soprattutto quelli più progressisti. Anche per questo probabilmente i papi successivi a Giovanni Paolo II si sono tenuti lontani dal Meeting di Rimini. Papa Francesco aveva persino rimproverato pubblicamente CL, accusandola di limitarsi a celebrare «le ceneri» di don Giussani e di avere «seri problemi» al suo interno. Nel 2021 aveva anche rimosso i dirigenti dei Memores Domini, una delle più note e influenti associazioni legate a CL (ne faceva parte anche l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni).

Dopo un periodo di cambiamenti interni e distanza dalla politica, ultimamente CL è tornata ad avere con quest’ultima rapporti piuttosto disinvolti, benché sostenga di non avere partiti di riferimento: il suo nuovo capo Davide Prosperi ha invitato i membri del gruppo a votare Sì al referendum sulla giustizia. Un certo ritorno al passato ha però agitato tensioni dentro la stessa CL: anche per questo, forse, nel suo discorso Papa Leone XIV ha sottolineato l’importanza dell’«unità tra voi» e «con coloro che sono chiamati a guidare il Movimento».

D’altronde sembra che Leone stesso nel suo primo anno di pontificato stia cercando di tenere insieme le varie anime della Chiesa Cattolica, anche attraverso i suoi incontri pubblici: a cercare lui stesso, insomma, di perseguire una certa unità.

Soltanto negli ultimi mesi, infatti, oltre al Meeting di Rimini è stato a Lampedusa a sottolineare l’importanza dell’accoglienza dei migranti (tema molto caro ai cattolici progressisti), ma anche a Napoli dove ha omaggiato il culto popolare di san Gennaro, e ad Assisi dove ha partecipato a un raduno giovanile della influente comunità francescana.