Dagli Appennini a Saint-Tropez
«Siamo davvero nell’ora tra il cane e il lupo, in bilico, sospesi»

«Siamo davvero nell’ora tra il cane e il lupo, in bilico, sospesi»

«Ma è normale che una presidente del Consiglio, formalmente a capo del Paese e dunque munita di un pulpito non solo potentissimo, ma delicato e istituzionale, passi il suo tempo a incazzarsi per quello che scrivono i giornalisti?»

«Tanta ira deve pure avere avuto, da parte mia, un qualche innesco. Una qualche responsabilità. Ho detto, ho fatto qualcosa che non va?»

«Disobbedisco ai neuroni-sentinella e mi iscrivo al giochino social del momento, “preferisci Melania Trump o Rama Duwaji?”, molto praticato nei peggiori siti social d’America»

«Mi capita spesso di invidiare chi sa poco del mondo, è poco informato, e nella nebbia (metaforica) vive avvolto per tutto l’anno»

Come la pausa prima di iniziare un video e altri comportamenti superati che i più giovani non mancano di far notare





Da lunedì prossimo, e poi ogni lunedì





«Trovo qualcosa di scorretto, in generale, nell’abitudine a derubricare ogni critica al nuovo come nostalgia dei vecchi tempi. I capannoni diroccati sulle cui macerie sono sorti grattacieli di lusso potevano diventare parchi, scuole, case popolari; gli oneri di urbanizzazione potevano essere investiti in biblioteche e asili; le pedonalizzazioni potevano essere accompagnate da restrizioni al dilagare dei dehors. L’alternativa non è fra gli iPhone 15 e le tavolette d’argilla. I futuri possibili già l’altro ieri erano moltissimi»



