Nei festival piccoli spesso c’è la musica buona
Specialmente dopo la pandemia in Italia si sono affermati quelli più intimi e defilati, apprezzati ma non sempre sostenibili economicamente

Specialmente dopo la pandemia in Italia si sono affermati quelli più intimi e defilati, apprezzati ma non sempre sostenibili economicamente

Per creare il più famoso tra i cappelli – quello che portava sempre Humphrey Bogart, per capirci – ci vogliono in media sette settimane e cinquanta passaggi

Lo stilista italo-belga è uno dei più talentuosi del momento ed è il nuovo direttore creativo della storica casa di moda francese

E lo fanno sempre più persone, come mostra il successo delle grandi catene che li vendono, negli Stati Uniti come in Italia

Per farle diventare di moda (e farci usare meno bottigliette usa e getta) 24Bottles le ha portate sulle passerelle delle sfilate e a ogni stagione propone nuove collezioni

Una scena dal nuovo romanzo di Ilaria Gaspari, "La reputazione", su una boutique a Roma negli anni Ottanta che vestiva le adolescenti senza passare dalle madri

Dopo essere diventata famosa per le sue installazioni, come la finta boutique di Prada, ora Marfa è troppo cara per i suoi residenti

Soprattutto sui red carpet: le celebrità li scelgono perché hanno un loro prestigio, i marchi perché valorizzano la loro storia e c'è anche una questione ambientalista

Un programma lungimirante di contributi pubblici ha permesso la proliferazione di eventi di ispirazione internazionale e meno preoccupati dei bilanci

Funziona, almeno per influencer e pubblicitari che hanno trovato il modo di comunicare in video aspetti da sempre difficili da rendere a parole

Negli ultimi anni se ne sono viste con le renne, coi baci, con le facce di Maradona: se può farne così tante c'è un motivo

Anche in Italia si torna a parlare di concerti, con un sacco di difficoltà e timori, ma per la prima volta da oltre un anno con cauto ottimismo

«Nel frattempo, al Club Recordo, anche le furiose note di “Metal Militia“ sfumano, il volume si abbassa. Mi sa che i partecipanti non si aspettavano di sentire un intero album metal, dall’inizio alla fine»

Rispetto ad altri paesi ci sono meno soldi e luoghi adatti, e una scarsa predisposizione del pubblico: ma forse non è solo un male

La stilista francese, morta cinquant'anni fa, rivoluzionò il modo in cui si vestivano le donne, liberandole da corsetti e crinoline: e si fece notare per mille altre cose

«Il 2 aprile 1984 i Queen, travestiti da casalinghe inglesi, lanciarono una canzone che era un grido di liberazione: "I Want To Break Free". Poi arrivarono gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Culture Club. Ma la vera esplosione arrivò a ottobre, quando uscirono i Bronski Beat, Depeche Mode, Frankie Goes To Hollywood e Madonna. Nel giro di pochi mesi “l’amore che non si può dire”, come lo aveva battezzato un secolo prima Oscar Wilde, si dichiarava orgogliosamente al mondo. Fu la vera nascita del “pride”. Attraverso quelle canzoni l’omosessualità maschile entrava in scena in quanto esplicita produttrice di musica, cultura e immaginario. L’inizio di quell’onda continua ancora oggi, ma è talmente sovrapposta al paesaggio culturale e ai consumi da esserne ormai indistinguibile»

Belli e "accessibili", tutti tra la 26ma e la 40ma strada

Le case di moda lo fanno sempre più spesso, nonostante i rischi economici: comporta spesso l'assunzione dei suoi collaboratori e il rinnovo delle boutique

Se ne vendono milioni ogni giorno, ci sono più di 400 gusti (!), si comprano in boutique di lusso e si regalano agli amici tornando da un viaggio
