Bertolt Brecht non lascia che ci si pianga addosso



Non era di Brecht, oltre alla sgradevolezza del paragone tra le sorti dell'onorevole Cosentino e l'Olocausto


Le storie del rock di oggi raccontate da Massimo Cotto

Cominciò 70 anni fa, fu uno dei più grossi scandali di spionaggio della Guerra fredda e probabilmente portò alla condanna a morte di un'innocente

Tra gli anni '50 e '60 il collettivo di Fausto Amodei definì un nuovo approccio di scrivere canzoni, coinvolgendo gente come Italo Calvino e Gianni Rodari

Sessant'anni fa furono uccisi gli unici due civili condannati a morte per spionaggio durante la Guerra fredda, accusati di aver rivelato all'URSS come costruire la bomba atomica

Con 309 voti contrari la Camera ha respinto la richiesta della procura di Napoli

O meglio al Lido, dove il più longevo festival cinematografico al mondo è riuscito a sopravvivere a quasi un secolo di avvenimenti

Prima di finire su una delle copertine più famose della storia della musica lei fu studentessa dell'Università per stranieri e lui le fece visita in varie occasioni

«Nelle storie il nostro desiderio conta tantissimo o meglio contano le nostre aspettative. Il dilemma è come costruire narrazioni che non alimentino un blando effetto placebo? Come costruire storie capaci di leggere la realtà a costo di deludere le aspettative, ma senza perdere la necessaria fiducia, il patto narratore-lettore, senza il quale non puoi nemmeno cominciare a raccontare?»

Filippomaria Pontani racconta come "senza nemmeno volerlo è rimasta l’unico emblema di una scommessa aperta"

Tra il festival alla Brandeis University e il concerto alla Carnegie Hall ci sono appena cinque mesi, ma i tempi stanno decisamente cambiando, non solo per Dylan [Continua]

Date retta a Democrito, e iscrivetevi al corso della scuola Belleville

Vent'anni fa morì una cantante che attraversò con tormento la musica e la società nera del Novecento, a lungo dimenticata e poi diventata leggendaria

Quando William Zantzinger irruppe nell'Emerson Hotel era passata da un po' la mezzanotte dell'otto febbraio [Continua]

Dalla sentenza sul fondo salva-stati allo sgombero di Tacheles, Filippomaria Pontani racconta una città che fatica ad accordarsi con il suo ruolo di guida

«Dal balcone, in estate, vedo solo le cime degli alberi; la sera sento il vento tra i rami, qualche uccello notturno e, tra maggio e settembre, una volpe che ha fatto la sua tana vicino al muro di cinta, in un’area ancora inutilizzata. Ogni tarda primavera, anno dopo anno, sforna una cucciolata di quattro o cinque volpacchiotti casinisti e vivacissimi, in barba al mortorio che li circonda. Segue semplicemente il ciclo della natura e le leggi dell’esistenza, e io non posso non pensare all’ironia di chi, in un luogo simile, scava la terra per far nascere vita, invece che per metterci una pietra sopra»
