avetrana

Zio Michele tatuato sul petto

Pare che in Puglia vada forte il tatuaggio di Michele Misseri (per chi non se lo ricordasse è quello di Avetrana, quello delle mille versioni sull’omicidio di Sarah Scazzi). No, non è che Michele Misseri si sia fatto un tatuaggio.

Gran Circo Avetrana

Ieri, fuori dal tribunale di Taranto dov’era prevista l’udienza preliminare per gli indagati coinvolti a vario titolo nell’omicidio di Sarah Scazzi, c’era un sacco di gente. Giornalisti, tanti. E curiosi, tanti anche loro. Urlavano a Michele Misseri che entrava nel

Avetrana, altra puntata

Le telecamere erano arrivate ad Avetrana già da qualche giorno, i giornalisti si erano telefonati: «Oh, guarda che arrestano la madre» «Quando?» «Adesso, tra un’ora. Al massimo domani. Entro la settimana, comunque». Lo sapevano tutti, lo sapeva anche lei, Cosima

Avetrana, cambio giro

Michele Misseri scagiona sua figlia Sabrina. Ha scritto due lettere prima di Natale, la prima alla stessa Sabrina l’altra alla figlia Valentina. In pratica chiede scusa alla secondogenita per averla accusata. E chiede scusa all’altra figlia per aver accusato sua

Venite via da Avetrana, tutti

Venite via, basta. Parte uno, partono tutti. Lasciate Avetrana, è ora. Scrivo di cronaca, me ne occupo per lavoro. Credo che vada raccontata: è ciò che accade, e ciò che accade va descritto, si capiscono i mondi e la gente,

Siamo lo stesso coinvolti

Aldo Grasso prova a ricordare che qualcosa non va bene nel modo in cui i media hanno usato la storia di Sarah Scazzi

La storia di Avetrana

Lo sento dire da ieri, e quante volte lo sentiremo oggi e nei giorni che verranno: «Io lo sapevo che era stata Sabrina», «Io l’avevo detto subito». Come se fosse un gioco a premi, una gara a scrivere la sceneggiatura