Le aggressioni dei “caporali” ai braccianti nei vigneti delle Langhe
La polizia di Cuneo, in Piemonte, ha arrestato tre persone che sfruttavano lavoratori stranieri e li bastonavano quando tentavano di ribellarsi

La polizia di Cuneo, in Piemonte, ha arrestato tre persone che sfruttavano lavoratori stranieri e li bastonavano quando tentavano di ribellarsi


I malfunzionamenti e la cattiva gestione delle cooperative che si occupano di accoglienza hanno ragioni che arrivano da lontano

Passano le giornate nel piazzale dell'azienda ProSus, che li ha licenziati dopo che avevano occupato la fabbrica in solidarietà con alcuni colleghi lasciati senza lavoro

Dopo la morte di Satnam Singh a giugno, i datori di lavoro preferiscono rinunciare ai braccianti piuttosto che metterli in regola: e per i braccianti è un grosso problema

«Nessuno come loro, in questi trentaquattro anni, mi ha tenuto tanto compagnia. Come quella in terza elementare, che mi indusse a rifiutare per quasi dieci giorni gli inviti dei miei compagni. Crescevo, capivo, soffrivo, amavo, ed erano sempre lì»

Studi e denunce stimano che un quarto di tutti i braccianti lavori senza regolare contratto e in condizioni molto dure

Abbiamo documentato paghe infime e giornate lunghissime, permesse da una norma poco nota
