Una canzone dei 1975
Tra il naturale e l’artificiale, come tutto

Tra il naturale e l’artificiale, come tutto

Doveste portarvi un solo artista su un’isola deserta, chi sarebbe?

E una questione ormai antica

Degli sforzi bisogna che li facciamo tutti

Ma parliamo d'altro

Uno scultore che è arrivato alla musica da outsider, ambientandosi bene grazie a un bel po’ di amici

E un saluto a voi, amici esempi, a volte foglie

Fasi, passaggi, in balia dei destini e di altro da noi

Eravamo in un altro mondo di pensieri e aspettative

Una sassofonista bolognese che l’ha intitolato come un meme ambientalista, con fatalismo ma anche una certa leggerezza

Mettiamoci addosso dell'allegria

E una vecchia storia di portarsi dietro cose e persone

Con un’idea di cui letteratura, cinema e musica hanno molto approfittato

Una cantante di gospel del Ghana, dove i poliritmi (lo sapete cosa sono?) sono un’arma contro le difficoltà della vita

Nel peggiore dei casi è bella da canticchiare

Magari l'ho capìta a modo mio

E godersi il bicchiere mezzo pieno

Un gruppo di Londra che fa musica del presente lavorando sugli strumenti e sul repertorio folk di secoli fa

Guardate che lo so

E altre cose di cognomi toscani
