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  • Giovedì 24 settembre 2026

Trump e Xi Jinping non vogliono fare passi falsi

Il loro incontro a Washington serve soprattutto a mantenere un equilibrio molto precario: e infatti fin qui non è successo granché

Il presidente statunitense Donald Trump accoglie quello cinese Xi Jinping in una base militare in Maryland, 23 settembre 2026 (AP Photo/Alex Brandon)
Il presidente statunitense Donald Trump accoglie quello cinese Xi Jinping in una base militare in Maryland, 23 settembre 2026 (AP Photo/Alex Brandon)
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Il presidente statunitense Donald Trump e quello cinese Xi Jinping si sono incontrati a Washington giovedì: è la prima visita di Xi Jinping negli Stati Uniti in più di 10 anni. L’obiettivo principale di entrambi è non fare troppi passi falsi e cercare di mantenere una tregua nei rapporti che va avanti da un anno, e che fa molto comodo a entrambi.

Xi dovrebbe rimanere negli Stati Uniti fino al 25 settembre, e durante il primo giorno di incontri non ci sono stati annunci rilevanti. Tra Stati Uniti e Cina ci sono molte questioni aperte, come lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, la guerra in Medio Oriente, il commercio internazionale e lo status di Taiwan, un’isola che di fatto si autogoverna ma che la Cina rivendica come propria. Difficilmente però l’incontro porterà conseguenze molto rilevanti, proprio perché in questo momento il risultato principale è considerato riuscire a mantenere l’equilibrio.

Giovedì pomeriggio (quando in Italia era sera) Xi e Trump hanno avuto un incontro a porte chiuse. Non si sa di cosa abbiano discusso esattamente, ma secondo i media di stato cinesi durante l’incontro Xi ha ribadito la posizione ufficiale della Cina su Taiwan, sostenendo che spera che gli Stati Uniti si opporranno alla sua indipendenza. Ha anche sostenuto che Iran e Stati Uniti dovrebbero riprendere i negoziati per provare a mettere fine alla guerra in corso da fine febbraio. A parte questo, però, non ci sono state novità degne di nota.

Xi Jinping è atterrato alla base militare Andrews, in Maryland, ed è stato accolto con tutti gli onori, compreso un tappeto rosso lungo 30 metri

I rapporti tra Trump e la Cina sono sempre stati molto burrascosi. Trump vinse le sue prime elezioni presidenziali nel 2016 anche grazie a una campagna brutale contro la Cina, e avviò una guerra commerciale che ha cambiato in maniera perenne le relazioni tra i due paesi. Poi all’inizio del suo secondo mandato, nel 2025, Trump impose dazi altissimi contro tutto il mondo, alleati compresi, riservando i più alti di tutti proprio alla Cina. I due paesi andarono vicino a mettere in atto misure che avrebbero potuto distruggere le rispettive economie.

La guerra dei dazi si è conclusa a ottobre del 2025 con una tregua, e da allora Donald Trump e Xi Jinping hanno capito una lezione importante: per il momento, la cosa migliore è tenersi buono l’altro. Stati Uniti e Cina sono nel pieno di una competizione epocale che riguarda la tecnologia, gli aspetti militari e quelli economici. Questa competizione non si è fermata.

Ma dal punto di vista delle relazioni diplomatiche e tra i due leader, la situazione si è in un certo senso stabilizzata: hanno smesso di attaccarsi frontalmente per dedicarsi ciascuno ai propri problemi interni. Trump è impegnato nella guerra in Medio Oriente e non vuole che nuove turbolenze con la Cina peggiorino la situazione economica degli Stati Uniti a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato. Xi non ha problemi di elettorato, ma deve comunque affrontare una seria crisi economica nel paese. L’anno prossimo inoltre si terrà in Cina il delicato Congresso che a meno di sorprese darà a Xi il suo quarto mandato da leader del paese: sarà la prima volta nella storia cinese recente.

Per questo il patto tra Trump e Xi è tacito: pur nella piena consapevolezza che i due paesi sono coinvolti in una competizione che probabilmente andrà avanti per i prossimi decenni, non è il momento di pestarsi troppo i piedi a vicenda.

Xi Jinping, settembre 2026 (Alexander Kazakov, Sputnik, Kremlin/Pool Photo via AP)

Xi Jinping, settembre 2026 (Alexander Kazakov, Sputnik, Kremlin/Pool Photo via AP)

Prima dell’incontro ci si aspettava che Trump e Xi avrebbero discusso dello sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI). Di recente vari imprenditori statunitensi del settore hanno chiesto di limitare la rapidità dello sviluppo della tecnologia e di imporre nuove regole, temendo che possa sfuggire di mano e danneggiare l’intera umanità.

È comunque difficile che i due facciano un accordo per creare delle regole globali sull’AI: Trump è contrario mentre la Cina sta adottando una strategia di sviluppo differente da quella degli Stati Uniti.

– Leggi anche: C’è davvero una “corsa all’AI” con la Cina?

Un’altra questione riguarda Taiwan, l’isola che si governa in maniera indipendente ma che la Cina rivendica come propria. Da anni la Cina spera che Trump faccia dichiarazioni più decise a favore della posizione cinese, ma finora si è sempre mantenuto abbastanza allineato alla storica posizione degli Stati Uniti, che è molto delicata ma si può sintetizzare in: sostegno militare ma non diplomatico a Taiwan. Xi vorrebbe anche che gli Stati Uniti interrompessero o riducessero la vendita di armi difensive a Taiwan.

L’arrivo di Xi Jinping e di sua moglie Peng Liyuan alla Casa Bianca, giovedì

Prima dell’inizio dell’incontro, il segretario al Tesoro statunitense (che corrisponde più o meno al ministro dell’Economia) Scott Bessent ha detto che la tregua commerciale dello scorso ottobre è stata rinnovata per altri due mesi, e ci si aspetta che alcuni dazi vengano ulteriormente abbassati. La Cina potrebbe fare nuove promesse sugli acquisti di merci statunitensi, in particolare prodotti agricoli. Dovrebbe inoltre mantenere aperto il commercio di terre rare, un gruppo di 17 metalli fondamentali per molte industrie tecnologiche, e su cui la Cina ha una specie di monopolio.

I due leader hanno anche parlato della guerra Medio Oriente, ma anche qui non ci sono state per ora dichiarazioni significative. Negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno cercato di strangolare l’Iran a livello economico, imponendo sanzioni molto pesanti sul paese e su tutti i suoi partner commerciali. Non hanno posto però gravi sanzioni contro la Cina, con l’eccezione di qualche azienda e attività particolarmente evidente, proprio per evitare di guastare eccessivamente i rapporti. È un’altra prova del fatto che in questo momento Trump e Xi cercano l’uno dall’altro soprattutto stabilità.

– Leggi anche: Come fa la Cina a comprare il petrolio dell’Iran