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  • Giovedì 24 settembre 2026

La storia dell’incontro che ha agitato i partiti francesi sulla Russia

L'ha organizzato Macron la settimana scorsa per condividere informazioni su possibili attacchi: tutti sono usciti molto scossi

Emmanuel Macron, settembre 2026 (Thomas Samson/Pool Photo via AP)
Emmanuel Macron, settembre 2026 (Thomas Samson/Pool Photo via AP)
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Giovedì il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha minimizzato gli allarmi su possibili attacchi russi contro l’Europa. Ha fatto riferimento in particolare a un articolo del giornale spagnolo El Mundo, che parla di un possibile piano russo scoperto dalla CIA per colpire con droni Italia, Francia e Spagna. La posizione di Crosetto – e quindi del governo italiano – è minoritaria in Europa, dove invece la maggior parte dei leader sta esprimendo pubblicamente una grossa preoccupazione su possibili attacchi russi.

La posizione più forte è probabilmente quella del presidente francese Emmanuel Macron, che la settimana scorsa ha tenuto all’Eliseo (il palazzo presidenziale) una riunione con i rappresentanti di tutti i partiti politici del paese. Di questa riunione si continua a parlare a circa una settimana di distanza, per la risonanza che ha avuto in tutta Europa e per le conseguenze sulla politica francese.

Sotto molti punti di vista, anzi, la notizia del Mundo su possibili attacchi russi contro la Francia (oltre che l’Italia e la Spagna) consente di collegare vari eventi e di fare ipotesi più circostanziate su perché negli ultimi giorni ci sia stata molta agitazione tra tutti i leader europei, tranne quelli italiani e pochi altri.

L’incontro all’Eliseo era un modo per Macron di «fare il punto» con i leader politici francesi davanti al «rapido deterioramento» della situazione internazionale.

Tra i leader più importanti mancavano Jean-Luc Mélenchon, del partito di estrema sinistra La France insoumise, e Marine Le Pen del partito di estrema destra Rassemblement National. Entrambi però avevano mandato alla riunione un loro rappresentante (per il Rassemblement National c’era l’altro presidente del partito, Jordan Bardella).

Di fatto erano presenti circa una decina di possibili candidati alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo, a cui Macron non potrà ricandidarsi. All’incontro hanno partecipato anche i capi del servizio di intelligence esterno (DGSE) e di quello interno (DGSI).

Tra i temi trattati ci sono stati l’energia e la guerra in Medio Oriente, ma la questione principale è stata la crescita degli attacchi ibridi della Russia. Con attacchi ibridi si intendono azioni violente e militari contro un paese, che però non arrivano alla soglia della guerra aperta. Negli scorsi mesi, quelli attribuiti alla Russia sono stati moltissimi e in continuo aumento. Non si sa precisamente cosa abbiano detto ai politici francesi Macron e i capi dell’intelligence. La tv FranceInfo ha avuto accesso ad alcuni documenti riservati in cui si ipotizza che gli attacchi russi potrebbero colpire centrali e reti elettriche, ferroviarie, di telecomunicazioni e di distribuzione dell’acqua in Francia.

In ogni caso, i leader politici sono usciti dalla riunione dell’Eliseo piuttosto scossi. Guillaume Lacroix, il leader del Partito Radicale di Sinistra, dopo la riunione ha scritto sui social: «Dall’alto dei miei 50 anni raramente ho provato questo senso di vertigine».

Macron ha poi parlato ai giornalisti dicendo che «il governo sta preparando un piano per proteggere la nostra infrastruttura fondamentale» e ha detto che la Francia continuerà a sostenere l’Ucraina: «L’intenzione dietro a tutto questo è cercare di intimidirci e farci rinunciare al sostegno verso gli ucraini. La conseguenza sarà l’opposto. Non saremo intimiditi». Macron non ha specificato cosa intendesse per «tutto questo».

I due leader del Rassemblement National, Marine Le Pen e Jordan Bardella, 8 luglio 2026 (AP Photo/Michel Euler)

La reazione più notevole è stata però quella del Rassemblement National, un partito che ha sempre avuto posizioni molto vicine a quelle della Russia, soprattutto per tramite di Le Pen. Tra le altre cose Le Pen è stata più volte accusata di aver ricevuto finanziamenti russi.

Dopo la riunione invece Le Pen e Bardella hanno diffuso un comunicato molto duro contro la Russia, in cui tra le altre cose si legge: «Non tollereremo mai che una potenza straniera come la Russia cerchi di decidere, direttamente o indirettamente, la politica del nostro paese tramite intimidazioni, minacce, destabilizzazione o pressione psicologica». La posizione di Le Pen è comunque ancora ben lontana da quella di Macron. Proprio giovedì ha fatto un’intervista con Politico in cui ha detto che secondo lei la Francia dovrebbe interrompere gli aiuti finanziari e militari all’Ucraina, perché stanno costando troppo.

In queste settimane più o meno tutti i leader europei hanno fatto dichiarazioni di grande preoccupazione davanti al possibile aumento di attacchi e minacce da parte della Russia. Per questo la notizia del Mundo aiuta a ricollegare i puntini: è possibile che report come quello rivelato dal quotidiano spagnolo si siano diffusi tra i vari governi europei, portando a un aumento dell’allarme.