• Mondo
  • Giovedì 24 settembre 2026

Il fratello di Diana contro Carlo, 29 anni dopo

Charles Spencer ha scritto un libro in cui accusa il re d’aver reagito con sollievo alla morte dell’ex moglie, e la monarchia gli ha risposto

Copie di Swan Song (Canto del cigno nell'edizione italiana) in vendita in una libreria di Londra, il 22 settembre
Copie di Swan Song (Canto del cigno nell'edizione italiana) in vendita in una libreria di Londra, il 22 settembre (AP Photo/Kin Cheung)
Caricamento player

Martedì è uscito nel Regno Unito e nel resto del mondo il libro di memorie di Charles Spencer, il fratello dell’assai più nota Lady Diana, l’ex moglie di re Carlo ancora circondata da un mito a quasi trent’anni dalla morte in un incidente automobilistico a Parigi, nel 1997.

Il libro s’intitola Swan Song (in italiano è pubblicato come Canto del cigno da Mondadori) e dà la versione di Spencer sulla morte di Diana e su quello che è successo dopo, che poi è la ragione per cui se ne sta parlando. Mentre abbonda il gossip sulla monarchia britannica, infatti, sono rari i racconti diretti dei suoi membri: l’unico vero precedente è Spare, l’autobiografia del principe Harry critica verso la famiglia reale. Anche per Swan Song il principale motivo d’interesse sono gli attacchi ai reali, in particolare a re Carlo.

– Leggi anche: Non ne abbiamo mai abbastanza di Diana Spencer

Alcuni dei passaggi più commentati raccontano la reazione di Carlo alla morte di Diana, da cui si era separato cinque anni prima. Spencer scrive che Carlo «aveva un tono tra l’allegro e l’euforico. Ricordo di aver pensato che sembrava avesse appena vinto alla lotteria. […] Considerando l’enormità del disastro, suonava tutto molto concreto e sbrigativo». Spencer suggerisce fosse dovuto alla possibilità di sposare Camilla, l’attuale regina, con cui aveva riallacciato una relazione dopo il matrimonio con Diana.

Un altro è sul cerimoniale dei funerali. Spencer scrive che Carlo voleva che i figli William e Harry – all’epoca di 15 e 12 anni – sfilassero dietro il feretro della madre. Spencer, loro zio, era contrario: gli sembrava un trauma eccessivo da sopportare, e ci fu un litigio al telefono. «Riversò al telefono quella che ho sempre considerato la manifestazione del suo astio represso nei confronti di Diana e dell’orrore al pensiero che il mondo fosse così sconvolto per la sua morte: “Stia pur sicuro” sibilò, “ce la dimenticheremo in men che non si dica!”».

Il principe Filippo, il principe William, Charles Spencer, il principe Harry, e l'allora principe Carlo, durante i funerali di Diana a Londra, il 6 settembre 1997

Il principe Filippo, il principe William, Charles Spencer, il principe Harry, e l’allora principe Carlo, durante i funerali di Diana, il 6 settembre 1997 (AP Photo/David Brauchli)

Entrambi questi passaggi erano stati anticipati qualche giorno prima dell’uscita del libro dal tabloid Daily Mail, peraltro nello stesso periodo in cui la stampa britannica si occupava più del solito, se possibile, dei reali per via del ritorno nel Regno Unito di Harry e Meghan Markle dopo sei anni negli Stati Uniti. I passaggi hanno portato – altra cosa rara – a una replica formale della monarchia, di solito restia a darne per timore di amplificare le voci che vuole smentire: «Sua Maestà è consapevole che il dolore per la sofferenza fraterna può offuscare la ragione, influenzare il giudizio e distorcere i ricordi in modi che gli altri non riconoscono, anche molti anni dopo una perdita del genere».

– Leggi anche: Il principe William stava meglio prima

Charles Spencer è conte e di mestiere fa lo storico, ma è generalmente noto come “fratello di Diana” nel Regno Unito e tra gli appassionati dei reali britannici. Durante i funerali pronunciò un discorso duro contro i giornali, in cui trasparivano anche critiche alla famiglia reale (oggi dice che non fu concordato). Suscitò un applauso a cui la famiglia reale non si unì, con l’eccezione di William e Harry. Tina Brown, giornalista e autrice dell’apprezzata biografia The Diana Chronicles, ha definito il discorso «la cosa più vicina a una sedizione che si poteva avere a fine ventesimo secolo».

Spencer ebbe un ruolo nel convincere Diana a concedere la famosissima intervista alla BBC del 1995 in cui parlò esplicitamente del tradimento di Carlo, dicendo che il loro «era un matrimonio a tre». Nel 2021 la BBC ha stabilito che fu ottenuta con metodi illeciti: per indurlo a fidarsi di lui, il giornalista Martin Bashir mostrò a Charles Spencer documenti bancari falsi da cui risultava che uno dei collaboratori di Diana ricevesse denaro in cambio di informazioni riservate sulla famiglia da fornire ai tabloid. L’intervista a Diana fu uno dei più grandi scoop nella storia recente della BBC.

Negli ultimi trent’anni i media britannici hanno parlato di Spencer anche per i suoi tre divorzi – si è sposato la quarta volta quest’anno – oltreché per le iniziative in ricordo della sorella.

Charles Spencer nel luglio 2021

Charles Spencer nel luglio 2021 (AP Photo/Frank Augstein)

Più che sul contenuto del libro, larga parte del dibattito sui media britannici verte sulla domanda: perché esporsi proprio ora, e dopo tutto questo tempo? Il Daily Mail ha scritto che «per i sostenitori del re è una vendetta servita così fredda da avere uno strato di permafrost». I commentatori e i giornali più filomonarchici, ma anche il Guardian che invece è quello più obiettivo e distaccato nella copertura della famiglia reale, si sono chiesti se non ci siano ragioni economiche, raccontando il casato degli Spencer come piuttosto spiantato e alle prese con gli onerosi costi per la tenuta di Althorp, nel Northamptonshire, che la famiglia possiede dal Sedicesimo secolo.

Spencer ha sostenuto di voler lasciare un racconto definitivo «per la posterità» adesso che, con l’avvicinarsi del trentennale della morte di Diana nel 2027, stava ricevendo moltissime richieste di intervista e immaginava sarebbero usciti altri libri, documentari o film su Diana. Peraltro si è dovuto scusare con il giornalista britannico Piers Morgan per un passaggio in cui gli attribuiva la pubblicazione sul Daily Mirror di alcune foto in palestra di Diana nel 1993, prima che Morgan ci andasse a lavorare. Verosimilmente, quel passaggio verrà modificato. Morgan gli ha fatto comunque causa e ha detto che verserà un eventuale risarcimento a una fondazione di re Carlo.

Scavallate le “rivelazioni” del libro, i media britannici si sono progressivamente concentrati sullo scontro e sulle polemiche che sono seguite. Un imprecisato amico del re – formula con cui i giornali proteggono le loro fonti nella monarchia, quando la monarchia dà loro imbeccate – ha detto al Times che pensa il caso stia rientrando, paragonandolo agli effetti di un temporale su una macchina: «Scalfisce il cofano, ma non rompe il telaio». Il Guardian ha definito il libro «un documento affascinante che ci dice poco su Diana e molto su Charles Spencer, forse anche cose che non avevamo bisogno di sapere». Il settimanale New Statesman ha scritto che vedere due cognati litigare ricorda che la famiglia reale è una famiglia come tutte le altre.