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  • Giovedì 24 settembre 2026

La Russia è in vantaggio sull’Ucraina nelle innovazioni militari

I nuovi modelli di missili e droni sfruttano le lacune nelle difese ucraine, con effetti devastanti

di Daniele Raineri

Una colonna di fumo si alza su Kyiv dopo un attacco missilistico russo, 5 agosto 2026 (REUTERS/Vladyslav Sodel)
Una colonna di fumo si alza su Kyiv dopo un attacco missilistico russo, 5 agosto 2026 (REUTERS/Vladyslav Sodel)
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Fino a pochi mesi fa, l’Ucraina era riuscita a mantenere un vantaggio risicato ma importante sulla Russia riguardo alle armi innovative. La guerra di resistenza contro l’invasione russa è anche una sfida a colpi di evoluzioni tecnologiche: gli ucraini inventano qualcosa, i russi inventano una contromisura, allora gli ucraini inventano qualcos’altro e i russi anche, e così via. 

I russi hanno a disposizione più soldati, più risorse e più industrie belliche, ma sono anche più lenti a evolversi. Gli ucraini, costretti dalle circostanze disperate della guerra, sono stati i più veloci a trovare nuove soluzioni. 

Gli ucraini hanno cominciato a usare per primi in massa i piccoli droni esplosivi che inseguono e uccidono i soldati. Hanno trasformato questo vantaggio in un modo di fare la guerra che prima non esisteva. Oggi non esiste nemmeno più il fronte e al suo posto c’è una fascia profonda una trentina di chilometri e sorvolata da migliaia di piccoli droni, dove i soldati cercano di non fare movimenti inutili per non farsi vedere dall’alto.    

Un piccolo drone FPV (First Person View), cioè con visuale in prima persona, viene riparato nella regione di Kharkiv, Ucraina, 5 settembre 2026 (Carlo Bravo/Anadolu via Getty Images)

In questi mesi anche la Russia è riuscita a sviluppare tecnologie innovative che stanno cambiando la guerra. Quando si parla di innovazione nel conflitto in Ucraina è bene ricordare che non si parla di armi sofisticate e costose, che richiedono decenni di ricerca. Si parla invece di trovare un modo per rendere un’arma meno costosa, o più veloce, o più semplice da produrre in massa. 

Oggi tra ucraini e russi la gara è a chi riesce a fabbricare più droni capaci di volare per centinaia di chilometri nei prossimi tre mesi e al costo più basso possibile, non a chi progetta un bombardiere invisibile tra dieci anni. 

Tra le innovazioni russe più importanti ci sono i droni Geran-4 e Geran-5.  

La Russia cominciò a lanciare grandi droni del tipo Shahed – che i russi chiamano Geran, “geranio” – contro le città ucraine nel settembre del 2022, circa sette mesi dopo l’inizio della guerra. Sono droni iraniani a forma triangolare che volano a non più di 180 chilometri all’ora con un motore a scoppio. Quando passano a bassa quota, soprattutto di notte, fanno un suono caratteristico, da scooter tirato al massimo. Sono guidati con coordinate preimpostate, nel senso che prima del decollo i russi programmano il punto dove il drone deve andare a esplodere e il drone esegue. 

Un drone russo Geran-2, basato sul modello iraniano Shahed 136, vicino a un edificio di Kyiv, Ucraina, 16 aprile 2026 (REUTERS/Valentyn Ogirenko)

Da settembre del 2022 fino a tutto il 2025 i russi hanno lanciato circa 70mila droni di quel tipo, anche se molti non avevano testate esplosive ed erano soltanto droni inerti fatti volare verso il territorio ucraino per consumare inutilmente le difese aeree dell’Ucraina. 

Gli ucraini sono diventati molto efficienti nell’abbattere i droni Geran. Hanno anche inventato dei contro-droni, come gli Sting, che intercettano i Geran e li fanno esplodere in volo. Nel 2025 la percentuale di Geran abbattuti è stata superiore al 90 per cento. 

– Leggi anche: Questo coso di plastica è l’arma ucraina più desiderata al mondo

Ora però i russi hanno creato nuovi modelli di Geran, il 4 e il 5, che volano grazie a un propulsore jet prodotto relativamente a basso costo in Cina. Grazie al motore jet i nuovi Geran volano fino a 600 chilometri all’ora e sono più difficili da raggiungere. La percentuale di intercettazioni è scesa al 60 per cento. 

Vuol dire che ora quando i russi lanciano un’ondata di droni contro Kyiv possono aspettarsi che quasi la metà esploda contro i bersagli decisi in anticipo. I bombardamenti stanno peggiorando e il numero di civili ucraini uccisi è in aumento. 

Il regime cinese aiuta l’invasione della Russia in Ucraina con alcune decisioni discrete ma importanti: la fornitura di motori jet per i droni è una di queste.

Inoltre questi droni più evoluti sono pilotati con nuove soluzioni, come la rete radio cosiddetta “a maglia”, nel senso che ogni drone funziona come un ripetitore radio per i droni vicini e questo rende meno efficienti i tentativi ucraini di disturbare i russi con contromisure elettroniche. I nuovi droni possono fare manovre elusive, possono dare la caccia a bersagli in movimento e sono così veloci che il tempo tra l’inizio delle sirene d’allarme e le esplosioni è di pochi minuti. 

L’intelligence militare ucraina stima che i russi riescano a produrre 3mila di questi nuovi droni ogni mese. Gli ucraini stanno sperimentando con successo nuovi contro-droni, equipaggiati anche questi con motori jet, che sono abbastanza veloci da raggiungere e abbattere anche i Geran più evoluti. Però vuol dire che sono anche più costosi e difficili da produrre. 

– Leggi anche: Una notte tra i nuovi droni ucraini

Un’altra innovazione della Russia è il missile Banderol, che in russo vuol dire “pacco postale”. I Banderol sono missili non balistici e il loro costo è ridotto rispetto agli altri missili che la Russia lancia contro le città ucraine. Non sono i migliori missili della loro categoria, ma permettono ai russi di sfruttare questa fase della guerra nel modo migliore, per loro.

Il cratere causato da un missile russo, Kyiv, Ucraina, 2 luglio 2026 (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Da quando il presidente statunitense Donald Trump ha deciso di interrompere gli aiuti militari all’Ucraina, all’inizio del suo secondo mandato, gli ucraini sono rimasti senza difese contro i missili russi. La Russia produce circa 100 missili balistici ogni mese, che sono costosi e difficili da intercettare. Come ha detto un mese fa Iryna Terekh, fondatrice dell’azienda ucraina di missili Fire Point, i russi producono così tanti missili balistici che anche se l’Ucraina avesse tutti i missili intercettori (vale a dire i missili che abbattono i missili balistici e proteggono le città) prodotti oggi nel mondo, comunque non basterebbero. 

– Leggi anche: L’Ucraina è senza difese contro i missili russi

A questi 100 missili balistici la Russia può adesso aggiungere la produzione di 60 Banderol al mese, che costano meno e sarebbero più facili da intercettare per gli ucraini, se avessero ancora difese aeree. Sono numeri decisamente brutti per l’Ucraina. I russi prendono di mira infrastrutture civili come centrali elettriche e del riscaldamento, acquedotti, centri commerciali e impianti fognari. Nel giro di poche settimane gli ucraini dovranno affrontare le prime notti con temperature sottozero.  

I russi hanno usato i Banderol per colpire a ripetizione i porti ucraini da dove partono le navi che trasportano il grano, uno dei principali prodotti del paese, all’estero. I Banderol hanno fatto crollare l’esportazione di grano ucraino. 

Oliver Carroll, un giornalista dell’Economist inviato in Ucraina, lunedì ha segnalato che i russi hanno lanciato contro la capitale Kyiv un drone Shahed (detto anche Geran, come abbiamo visto) che trasportava alcuni piccoli droni esplosivi. In pratica lo Shahed funzionava da drone-madre, e se non fosse stato abbattuto avrebbe lanciato i droni più piccoli nelle strade della città. Carroll dice che era un esperimento, e che i russi cominciano così: prima fanno questi esperimenti e poi, da tre a sei mesi dopo, usano la stessa arma in massa. 

Un uomo davanti a un centro commerciale colpito da un attacco russo a Kryvyi Rih, Ucraina, 22 agosto 2026 (REUTERS/Ihor Kuznietsov)

La prima innovazione russa importante durante la tentata occupazione dell’Ucraina fu l’introduzione dei droni a fibra ottica, che non possono essere bloccati da disturbi elettronici e che i soldati ucraini adottarono con molta rapidità, anche se procurarsi la fibra ottica era difficile. 

Da parte ucraina, ci sono voci sul possibile arrivo di armi innovative nelle prossime settimane, nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Per la prima volta l’Ucraina potrebbe avere missili balistici, quindi difficili da intercettare, da lanciare contro la Russia entro il 2026. Sarebbe un pareggio con i russi. Già oggi i droni a lungo raggio ucraini causano danni in territorio russo, ma i missili balistici farebbero peggio. 

C’è anche un progetto per produrre in Ucraina un missile intercettore a costo ridotto per fermare i missili russi, con la partecipazione di nove paesi europei, Italia inclusa. Sarà un surrogato dei missili Patriot statunitensi e si chiamerà Freya, come la dea della bellezza e della guerra nella mitologia nordica. È senz’altro il progetto che richiederà più tempo.

– Leggi anche: La più letale e avanzata azienda di armi dell’Ucraina