Che ne sai tu di un campo di grano?
È il titolo del nuovo numero di Cose spiegate bene: parla di agricoltura e allevamento, e abbonate e abbonati del Post possono già ordinarlo
Sappiamo che il latte che beviamo viene dalle vacche, ma pochi sanno come funziona davvero un allevamento e il mercato che lo regola. Sappiamo che esistono sfruttamento e caporalato, ma è difficile associarli ai pomodori che compriamo al supermercato. Nel mezzo tra i campi coltivati o gli allevamenti e le nostre tavole ci sono macchinari guidati da satelliti, sussidi europei da miliardi di euro, lo sviluppo dell’agricoltura di precisione e animali che non vedono mai la luce del sole.
Il nuovo numero di Cose spiegate bene – la rivista che in ogni numero racconta e approfondisce singoli argomenti – si chiama Che ne sai tu di un campo di grano?, considerando le molte curiosità che possiamo avere su molti dei nostri rapporti quotidiani con il lavoro agroalimentare, e uscirà in libreria il 13 maggio: ma le abbonate e gli abbonati del Post possono comprarlo già da oggi nello shop e riceverlo a casa prima della sua uscita in libreria.
Agricoltura e allevamento occupano la maggior parte del territorio italiano e sono presenti nella vita di tutti, ogni giorno. Ma quello che succede prima che il cibo arrivi sulle nostre tavole – chi lo produce, come, con quali costi e quali conseguenze – è un mondo che la maggior parte di noi conosce solo superficialmente, o per sentito dire.
In questo numero ci sono le storie di chi lavora davvero nei campi (e spesso non è italiano), le domande scomode sul benessere animale, i meccanismi poco trasparenti dei sussidi, le sperimentazioni insolite su come allevare polpi o produrre fertilizzanti con l’urina. E poi i prodotti quotidiani su cui c’è tanto da sapere: i tre cereali che reggono l’alimentazione mondiale, il perché mangiamo sempre lo stesso tipo di banana, e chi ha deciso che il salmone nel sushi fosse una buona idea (spoiler: i norvegesi, per ragioni commerciali).
Questo diciottesimo numero di COSE Spiegate bene arriva dopo quelli dedicati alla cultura e ai linguaggi – editoria, teatro, giornali, musica, parole e cinema –, a temi sociali e civili, come le questioni di genere, la giustizia, le droghe e la politica degli Stati Uniti, e ai contesti e ai luoghi, dalla geografia all’Italia del Novecento. Negli anni la rivista si è occupata anche di corpi e quotidianità, con numeri su cibo, oggetti e corpo umano, e di eventi e ricorrenze come Natale e Olimpiadi.
Anche questo numero è stato disegnato dallo studio Tomo Tomo e pubblicato in collaborazione con l’editore Iperborea. Le illustrazioni sono di Francesco Fidani, e gli autori e le autrici ospiti con i loro racconti e riflessioni sono Daria Catulini, Antonio Pascale, Diletta Sereni e Michele Serra. Nicola Sofri ed Emanuele Menietti hanno curato e coordinato la pubblicazione, e le persone della redazione hanno lavorato a tutto il resto, con testi inediti e articoli elaborati dal Post.
Per ricevere a casa Che ne sai tu di un campo di grano? nelle due settimane prima dell’uscita in libreria (con spedizione gratuita) occorre un abbonamento al Post, con cui accedere alla pagina dello shop. Si può preordinare anche nelle librerie online di IBS, Feltrinelli, Mondadori e Amazon (con consegne a partire dal 13 maggio): o potete cominciare a chiederlo alle vostre librerie, generose complici del successo degli altri numeri, e dove speriamo anche di vedervi nelle presentazioni che metteremo in calendario per i prossimi mesi. Sullo shop del Post è disponibile anche il cofanetto per raccogliere i numeri di Cose spiegate bene, gratuito con l’acquisto di cinque o più libri del Post.
Alcune delle pagine di Che ne sai tu di un campo di grano?
Qui la pagina dello shop per acquistarlo in prevendita.












