Le condanne in Francia per dei clamorosi furti di libri rari
Sei cittadini georgiani sono stati incarcerati per aver rubato dalle biblioteche volumi russi da centinaia di migliaia di euro, mai più trovati

In Francia un tribunale ha condannato sei cittadini georgiani a pene fino a sette anni di carcere per aver rubato libri russi rari e costosi da varie biblioteche a Parigi e a Lione, tra il 2022 e il 2023. Tra questi ci sono edizioni di opere di Aleksandr Puškin, Nikolaj Gogol’ e Michail Lermontov dal valore di centinaia di migliaia di euro, che i ladri hanno rimpiazzato con copie false. Nessuno dei libri rubati è più stato trovato.
I sei cittadini georgiani, cinque uomini e una donna, fanno parte di un gruppo criminale diventato noto per aver compiuto una serie di furti eclatanti di libri russi in vari paesi europei, tra cui appunto la Francia. Lì sono avvenuti alla Bibliothèque Nationale de France e alla Biblioteca Universitaria di Lingue e Civiltà, entrambe a Parigi, e alla Biblioteca Diderot dell’Ecole Normale Supérieure a Lione.
L’uomo che ha ricevuto la condanna più severa, 7 anni di carcere, si chiama Mikheil Zamtaradze, ha 50 anni ed è ritenuto uno degli ideatori dei furti. Nel 2025 era già stato condannato in Lituania a tre anni e 4 mesi di carcere sempre per un furto di libri russi dell’Ottocento che complessivamente valgono oltre 600mila euro.
La storia di questi furti è stata ricostruita nei dettagli un anno fa dall’Economist, e racconta gli espedienti quasi da film messi in atto dai ladri, che hanno usato identità false e tecniche di contraffazione sofisticate. Riassumendola molto, è questa: i ladri andavano nelle biblioteche dove c’erano le edizioni preziose, che sono consultabili ma non si possono prendere in prestito; le fotografavano e le misuravano per poterne fare delle copie molto attendibili; e poi tornavano in seguito a rubare quelle vere e sostituirle.

L’interno della Bibliothèque Nationale de France (AP Photo/Francois Mori)
Ciascuno aveva un compito: alcuni componenti del gruppo si occupavano di procurare i documenti contraffatti con cui registrarsi nelle biblioteche; altri facevano ricerche sui libri. C’erano poi falsari specializzati nel creare le copie dei libri, nel giro di due-tre settimane, utilizzando anche materiale d’epoca. Secondo quanto ricostruito, tra marzo e ottobre del 2023 Zamtaradze aveva visitato la BNF una quarantina di volte, sostenendo di stare conducendo una ricerca. A novembre la biblioteca si accorse che nove opere erano state sostituite da copie: la perdita è stimata sui 650mila euro.
A giugno del 2024 la casa d’aste russa Litfond ha inserito nel suo catalogo un’edizione del Prigioniero del Caucaso di Puškin corrispondente a quella rubata alla BNF. Ha poi sostenuto di avere tutti i documenti che dimostravano l’acquisto legittimo dal precedente proprietario, dieci anni prima.
Il movente del gruppo era prevalentemente economico, cioè fare soldi vendendo libri rari, ma secondo l’accusa le ragioni non si esaurivano lì. I criminali avrebbero agito su commissione. L’ipotesi è che il gruppo volesse riportare i libri in Russia, in un momento in cui le relazioni tra il paese e il resto dell’Unione Europea si erano fortemente deteriorate a causa dell’invasione russa su larga scala dell’Ucraina, iniziata a febbraio del 2022.
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