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  • Venerdì 10 ottobre 2025

Come i leader scoprono le grosse notizie mentre sono impegnati in altro

Con bigliettini come Trump qualche giorno fa, sussurri, visite e telefonate: François Hollande sentì proprio le esplosioni

Il presidente George W. Bush avvertito da Andrew Card degli attacchi dell'11 settembre 2001, mentre era in una scuola in Florida (AP Photo/Doug Mills)
Il presidente George W. Bush avvertito da Andrew Card degli attacchi dell'11 settembre 2001, mentre era in una scuola in Florida (AP Photo/Doug Mills)
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Mercoledì Donald Trump stava tenendo un incontro alla Casa Bianca con alcuni influencer conservatori quando il segretario di Stato Marco Rubio lo ha interrotto, gli ha consegnato un foglietto scritto a mano e sussurrato una cosa all’orecchio. Era la notizia che l’accordo fra Israele e Hamas era «very close», molto vicino, e che avrebbe dovuto annunciarlo con un post sul suo social Truth. Trump stava parlando del movimento di estrema sinistra Antifa (che ha recentemente designato come «organizzazione di terrorismo interno»), ma ha rapidamente interrotto l’incontro.

Presidenti e leader mondiali spesso ricevono notizie importanti e non previste mentre sono impegnati a fare altro. In passato ci sono stati bigliettini e interruzioni: la prontezza con cui sono arrivate le comunicazioni e il modo in cui i leader hanno reagito sono spesso diventati una parte della storia e sono ricordate anche a distanza di molti anni.

Il caso più citato è quello dell’11 settembre 2001, l’attacco alle Torri Gemelle di New York: l’allora presidente George W. Bush era in visita a una scuola elementare a Sarasota, Florida, in un evento programmato per promuovere la sua riforma del sistema scolastico. Entrando in classe fu informato che un primo aereo si era schiantato su una delle torri, ma le notizie a disposizione allora erano parziali e si pensò a un piccolo velivolo e a un incidente. Più tardi, mentre Bush leggeva con i bambini The Pet Goat (La capra domestica), un testo pensato per esercitare i bambini alla lettura, il suo capo dello staff Andrew Card lo interruppe per sussurrargli all’orecchio che un secondo aereo aveva colpito le torri e che gli Stati Uniti erano «sotto attacco». Bush non disse niente e continuò per alcuni minuti la lettura, spiegando in seguito di averlo fatto per non spaventare i bambini. Ma quella reazione fu molto criticata e finì anche nel documentario Fahrenheit 9/11 del regista Michael Moore.

Lo stesso giorno in Gran Bretagna il primo ministro Tony Blair era a Brighton, dove stava preparando un intervento all’Unione dei sindacati (TUC), quando un assistente accese la televisione per mostrargli cosa stava accadendo: l’evento fu subito annullato.

Prima di internet essere colti di sorpresa da notizie inattese era più frequente: il 12 aprile 1945 il vicepresidente Harry Truman fu raggiunto da una telefonata in una lounge del Senato, una specie di bar dove i politici chiudevano le giornate lavorative. Lo avvertivano della morte del presidente Franklin Delano Roosevelt, che avrebbe quindi dovuto sostituire.

Il giuramento di Harry Truman, al centro a sinistra, il 12 aprile 1945 (AP Photo/Herbert K. White)

In India alcuni testimoni raccontarono di come nel 1980 la prima ministra Indira Gandhi apprese della morte del secondo figlio ed erede politico Sanjay da un assistente che entrò durante una riunione di lavoro, portandole la notizia.

La prima ministra Indira Gandhi con il primo figlio Rajiv al funerale di Sanjay, nel 1980 (AP Photo)

Il 18 agosto del 1991 il segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Michail Gorbaciov si trovava in una dacia in Crimea (una villa in campagna usata per le vacanze) quando alcuni membri del governo tentarono un colpo di stato. Interruppero ogni comunicazione in ingresso e uscita dalla dacia, e Gorbaciov seppe di essere stato destituito da una visita personale di alcuni dei congiuranti, con cui si rifiutò di collaborare.

Michail Gorbaciov di ritorno a Mosca dalla Crimea dopo il fallimento del colpo di stato, nel 1991 (AP Photo)

Anche il presidente francese François Hollande si trovò al centro degli eventi durante gli attentati di Parigi del 13 novembre 2015: era allo Stade de France per l’amichevole di calcio fra Francia e Germania quando tre attentatori si fecero esplodere vicino all’impianto (non essendo riusciti ad entrare). Hollande sentì le detonazioni dalla tribuna, fu informato da una telefonata del prefetto locale e fu portato negli uffici di controllo sicurezza dello stadio. Da lì scoprì che erano in corso altri attacchi, e lasciò lo stadio per andare negli uffici del ministero dell’Interno.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky il 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione russa, era al telefono con il presidente statunitense Joe Biden quando un collaboratore lo interruppe per informarlo che i russi avevano attaccato l’aeroporto di Kiev Hostomel. Poco dopo avrebbe registrato e pubblicato il primo video dalle strade di Kiev, per rassicurare la popolazione sul fatto che il presidente e il governo non sarebbero fuggiti.

È molto raccontato un episodio che riguarda Barack Obama, che invece dovette nascondere informazioni molto importanti. La sera prima dell’operazione che avrebbe portato all’uccisione del capo di Al Qaida Osama Bin Laden Obama aveva tenuto la consueta Cena dei Corrispondenti, un appuntamento annuale in cui il presidente ospita i giornalisti che seguono la Casa Bianca e tiene una specie di monologo comico. Nel testo che gli era stato preparato c’era anche una battuta su Bin Laden: il presidente aveva appena autorizzato l’operazione per ucciderlo e la cambiò, evitando di citarlo. Quella stessa sera alla cena il comico Seth Meyers fece una battuta sul fatto che Bin Laden fosse introvabile, e la reazione divertita di Obama circolò molto dopo la morte del leader di Al Qaida.