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  • Martedì 5 maggio 2026

Trump ha attaccato di nuovo il papa

Secondo lui Leone XIV è favorevole all’idea che l’Iran abbia un’arma nucleare, e lo ha accusato di mettere «in pericolo molti cattolici»

Papa Leone XIV durante una celebrazione nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, 2 maggio 2026 (AP Photo/Andrew Medichini)
Papa Leone XIV durante una celebrazione nella basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, 2 maggio 2026 (AP Photo/Andrew Medichini)
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Durante un’intervista per un programma radio conservatore, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha accusato papa Leone XIV di mettere «in pericolo molti cattolici e molte persone» perché, dal suo punto di vista, sarebbe favorevole all’idea che l’Iran abbia un’arma nucleare. Non è la prima volta che Trump attacca duramente il papa, ma è significativo che lo stia criticando di nuovo adesso.

Tra due giorni infatti il segretario di Stato Marco Rubio sarà in Vaticano per incontrare Leone XIV, il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin e il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, proprio nel tentativo di migliorare i rapporti.

Parlando con alcuni giornalisti fuori da Castel Gandolfo, una delle residenze papali, martedì sera Leone XIV ha commentato le frasi di Trump dicendo che da anni la Chiesa si oppone a «tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio». Ha poi ricordato che la missione della Chiesa è «predicare il Vangelo e la pace» e ha aggiunto: «Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia con la verità».

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Leone XIV non ha mai detto se sia giusto o meno che l’Iran abbia un’arma nucleare, né ha mai condiviso le proprie idee sul programma nucleare iraniano. Nelle ultime settimane però si era dimostrato inaspettatamente coraggioso nell’esprimere posizioni critiche sulla guerra in Medio Oriente e, di conseguenza, sulle decisioni degli Stati Uniti, che l’hanno cominciata attaccando l’Iran assieme a Israele.

Tra le altre cose il papa aveva detto che Dio «non ascolta la preghiera di chi fa la guerra», e aveva criticato chi usa la religione per giustificare i propri scopi politici e militari. I suoi commenti erano stati interpretati come un riferimento alle citazioni bibliche – a volte inventate – usate dall’amministrazione statunitense proprio a sostegno delle azioni di guerra contro l’Iran.

La presa di posizione di Leone XIV aveva generato uno scontro con Trump, che lo aveva definito «debole sul crimine e terribile per la politica estera»: il papa aveva risposto di non avere paura dell’amministrazione Trump, e che avrebbe continuato a esprimersi contro la guerra. Nello scontro si era inserito anche il vicepresidente statunitense JD Vance, che è dichiaratamente cattolico e che aveva invitato il papa ad «attenersi alle questioni morali» e a fare «attenzione quando parla di questioni teologiche».

Le tensioni avevano spinto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni a intervenire a sua volta in difesa del papa, incrinando così il rapporto con Trump, che fino a quel momento era stato molto buono.

Martedì il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso di nuovo sostegno a Leone XIV, dicendo che gli attacchi di Trump «non sono né condivisibili né utili», mentre la segretaria del PD Elly Schlein ha definito il presidente statunitense «un bullo prepotente», e il leader della Lega Matteo Salvini ha detto che «il papa non si discute, si ascolta».

A proposito dell’incontro con Rubio, il papa ha detto di augurarsi che sia «un buon dialogo per arrivare «con fiducia» e «con apertura» a «comprenderci bene».

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