Molti non vogliono Jeff Bezos al Met Gala

Eppure stasera siederà assieme a sua moglie Lauren Sanchez vicino all'organizzatrice Anna Wintour, perché ne è lo sponsor principale

Un uomo a New York affigge un poster che invita a boicottare l'edizione del Met Gala di quest'anno finanziata dal miliardario Jeff Bezos (Shannon Stapleton/Reuters)
Un uomo a New York affigge un poster che invita a boicottare l'edizione del Met Gala di quest'anno finanziata dal miliardario Jeff Bezos (Shannon Stapleton/Reuters)
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Lunedì sera a New York si terrà il Met Gala, l’annuale evento di beneficenza del Metropolitan Museum of Art e tra i più fotografati e discussi appuntamenti mondani dello show business americano. Quest’anno è stato più discusso del solito soprattutto per la presenza, come sponsor e ospiti d’onore, di Jeff Bezos e di sua moglie Lauren Sanchez. Significa che siederanno in una posizione molto visibile, in cima alla scalinata del museo, vicino a Anna Wintour, che da anni è la principale organizzatrice della serata.

Il Met Gala è considerato l’evento più importante e più esclusivo della moda internazionale. Serve a raccogliere fondi per il Costume Institute, il dipartimento del museo dedicato alla moda, e per mettere in mostra le celebrità più affermate del momento e i loro abiti vistosi, ricercati, sontuosi, stravaganti, disegnati dai più importanti stilisti al mondo. Ogni anno viene sostenuto da sponsor diversi, che fanno donazioni molto consistenti per coprire i costi della serata e della mostra associata, che quest’anno è dedicata al rapporto tra arte e moda. Gli sponsor principali sono proprio Bezos e Sanchez, mentre il marchio Saint Laurent sponsorizza il catalogo della mostra.

Dopo l’annuncio del loro coinvolgimento è partita una campagna di protesta da parte del gruppo di attivisti che si fa chiamare “Everyone Hates Elon” (Tutti odiano Elon), che osteggia Elon Musk, il miliardario proprietario di Tesla e di Twitter. In un post pubblicato su Instagram, il gruppo aveva scritto che Jeff Bezos pensava di poter ripulire la propria immagine partecipando a eventi di beneficenza insieme a celebrità come Beyoncé, ma che nessuno si dimenticava del suo sostegno a Donald Trump. Per questo, ad aprile, gli attivisti hanno affisso a New York manifesti e striscioni contro Bezos, con slogan come «Boicotta il Met di Bezos» e «Bezos ti invita a fare festa come se fosse il 1939: la democrazia è roba del passato».

Nei giorni scorsi il gruppo ha anche rivendicato un’azione simbolica: l’introduzione al Met di circa 300 bottigliette con un liquido simile all’urina, per richiamare una situazione che era stata notoriamente descritta in alcune indagini giornalistiche anni fa, secondo le quali alcuni dipendenti di Amazon erano stati costretti a fare pipì dentro a bottigliette d’acqua non potendo fare pause (Amazon contestò a lungo quella ricostruzione sostenendo che non riguardasse i lavoratori dei suoi magazzini, ma a un certo punto dovette smentire le sue smentite, ammettendo che nel caso degli autisti il fatto si era verificato).

Nonostante il Met Gala sia un evento elitario – i biglietti per parteciparvi costano decine di migliaia di dollari e per essere invitati bisogna essere nelle grazie dell’organizzatrice Anna Wintour – in passato è stato usato come piattaforma di dissenso politico. Nel 2021 la deputata Alexandria Ocasio-Cortez vi partecipò indossando un abito della stilista Aurora James che dietro aveva stampata in rosso la scritta “Tax the Rich”, mentre l’allora sindaco di New York Eric Adams l’anno successivo prese parte al Met Gala indossando una giacca che sul retro aveva ricamata la scritta «End gun violence».

Negli ultimi anni il Met Gala è stato sempre più spesso oggetto di critiche e tentativi di boicottaggio, da parte di chi lo considera un evento esageratamente distante da ciò che succede nel mondo. Nel 2024 erano state organizzate proteste per richiamare l’attenzione sull’invasione israeliana a Gaza, mentre l’anno scorso le polemiche avevano riguardato la scelta di TikTok, società cinese, come sponsor.

In questo contesto, Bezos è diventato il simbolo più immediato di queste contestazioni: la sua immagine di miliardario estremamente ricco e politicamente conservatore contrasta con quella che per anni il Met aveva cercato di costruire, cioè un luogo dedicato alla celebrazione della cultura anche queer e comunque progressista. Chi critica l’evento, però, sa che è solo una parte del problema: «È facile trasformarlo nel cattivo, quando in realtà il problema è il sistema», ha detto al New York Times Molly Gaebe, cofondatrice del Debt Gala, una raccolta fondi nata quattro anni fa per contribuire alla riduzione del debito sanitario.

Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, socialista, ha detto che non parteciperà perché si vuole concentrare su rendere «accessibile la città più costosa degli Stati Uniti». È una decisione di rottura rispetto al passato perché negli ultimi anni i sindaci di New York avevano partecipato al Met Gala, anche come gesto simbolico di sostegno a una delle principali istituzioni culturali della città.

L’attrice Cynthia Nixon, nota per il ruolo di Miranda in Sex and the City e candidata nel 2018 a governatrice dello stato di New York, ha appoggiato la decisione. Ha detto al New York Times che il Met Gala sta offrendo a Bezos proprio «quel tipo lavaggio di reputazione e di carburante culturale di cui ha bisogno per continuare a distruggere l’America».

Secondo l’Hollywood Reporter, quest’anno avrebbe dovuto eccezionalmente partecipare al Met Gala anche l’attrice Meryl Streep, invitata a co-presiedere l’evento in virtù della sua amicizia con Wintour e del film attualmente al cinema in cui ne interpreta una versione romanzata, Il diavolo veste Prada 2. Ma secondo la rivista di cinema, Streep avrebbe rinunciato proprio per via della presenza di Bezos. Non parteciperà nemmeno l’attrice Zendaya, che ci andava da sette anni di fila sempre da protagonista, ma anche se è stato ipotizzato non c’è nessuna conferma che dipenda da Bezos.

Da tempo Bezos e Sanchez cercano di entrare più stabilmente nel mondo della moda. Hanno partecipato a diverse sfilate sedendo in prima fila e, nel 2025, Vogue ha dedicato a Sanchez la copertina digitale di marzo, con un servizio fotografico in abito da sposa e un’intervista fatta dalla direttrice Chloe Malle. La giornalista Vanessa Friedman del New York Times aveva scritto che sembrava che Wintour stesse «vendendo la rivista o almeno la sua anima elegante» a Bezos.

Bezos aveva già partecipato al Met Gala come sponsor nel 2012, quando Amazon finanziò l’evento. All’epoca, però, la sua immagine pubblica era diversa: era ancora considerato soprattutto un imprenditore tecnologico, più che una figura politica o controversa.

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