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  • sabato 30 luglio 2011

Bush spiega la sua reazione all’11 settembre

In un'intervista televisiva, George W. Bush torna a parlare delle famose immagini nella scuola quando ricevette la notizia

In una delle rare interviste televisive concesse dopo la fine del suo mandato presidenziale, George W. Bush è tornato a parlare della sua reazione immediata agli attacchi dell’11 settembre 2001, che in passato è stata oggetto di molte critiche.

La mattina dell’11 settembre 2001 George W. Bush, presidente degli Stati Uniti da poco meno di otto mesi, si trovava alla scuola elementare “Emma E. Booker” di Sarasota, in Florida. Era arrivato alla scuola poco prima delle nove del mattino: alle 8.46 il volo American Airlines 11, dirottato dai terroristi, colpiva la Torre Nord del World Trade Center di New York. Alle 9.03 venne colpita anche la seconda torre.

Ci sono versioni discordanti su quando George W. Bush sia stato informato dell’attacco. L’ex presidente ha sempre detto che la notizia gli è arrivata solamente dopo il suo arrivo nella scuola. Secondo altri, non è possibile che siano passati così tanti minuti prima che il presidente sia stato informato, e che la notizia dell’attacco deve essergli arrivata lungo il tragitto per la scuola elementare. I principali network televisivi iniziarono la diretta dal World Trade Center a partire dalle 8.48, informando dell’attacco milioni di persone, mentre il presidente degli Stati Uniti ne sarebbe rimasto all’oscuro ancora per più di dieci minuti.

In ogni caso, Bush decise inizialmente di non modificare i programmi stabiliti. Rimase circa 20 minuti con i bambini della scuola elementare, leggendo con loro una storia di animali, in una scena che poi avrebbe fatto il giro del mondo. Più tardi erano programmate alcune foto con i bambini per promuovere il suo piano per l’educazione, e alle 9.30 una breve conferenza stampa. Durante la lettura, mentre Bush si trovava in classe, il capo dello staff presidenziale Andy Card gli avvicina e gli parla brevemente all’orecchio: è il momento in cui il presidente viene informato che anche un secondo aereo ha colpito le Torri Gemelle.

Quelle immagini furono poi analizzate e commentate per anni, e offrirono il destro a molte critiche sull’apparente indifferenza del presidente rispetto a una notizia di quelle dimensioni. Nell’intervista di circa un’ora rilasciata al National Geographic Channel e registrata lo scorso maggio, l’ex presidente richiama quei momenti e descrive la sua reazione e i suoi pensieri. L’intervista andrà in onda il prossimo 28 agosto, ma ne è stato mostrato un estratto ad alcuni critici televisivi pochi giorni fa. Secondo Reuters, l’ex presidente descrive così la sua reazione:

La mia prima reazione è stata di rabbia. Chi diavolo avrebbe potuto fare questo all’America? Poi mi sono concentrato subito sui bambini, e sul contrasto tra l’attacco e la loro innocenza.

In fondo alla classe, i reporter iniziavano a ricevere la notizia sui cellulari e ad agitarsi, anche se rimanevano in silenzio e cercavano di non fare rumore. Bush dice oggi che capì subito che molte persone, in futuro, avrebbero osservato con attenzione i suoi comportamenti all’arrivo della notizia dell’attacco.

Quindi decisi di non saltare in piedi immediatamente e lasciare l’aula. Non volevo scuotere i bambini. Volevo trasmettere un senso di calma. Sono stato in abbastanza situazioni di crisi per sapere che la prima cosa da fare, per un leader, è di trasmettere calma.

AP Photo/Doug Mills/File