Sergio Mattarella nel suo studio il 22 agosto 2019. (Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse)

Ne riparliamo martedì

Mattarella ha dato qualche giorno ai partiti per verificare se c’è una nuova maggioranza, altrimenti si vota: PD e M5S stanno trattando, ma la Lega non si chiama fuori

Sergio Mattarella nel suo studio il 22 agosto 2019. (Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato che darà ai partiti qualche giorno in più per verificare se il Parlamento è in grado di esprimere una nuova maggioranza, e che terrà un nuovo giro di consultazioni martedì prossimo; nel suo discorso – nel corso del quale è apparso piuttosto seccato – però ha sottolineato più volte che la crisi di governo dev’essere breve, facendo un esplicito riferimento allo scioglimento delle camere e quindi alle elezioni anticipate in mancanza di un accordo in tempi rapidi.

Nel frattempo il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle hanno iniziato a trattare per formare una nuova maggioranza. Il principale punto in discussione al momento è il taglio del numero dei parlamentari, voluto dal Movimento 5 Stelle, ma considerato con maggiore freddezza dal PD. Nel frattempo anche la Lega continua a cercare di ripristinare l’alleanza con il Movimento 5 Stelle – Matteo Salvini nel pomeriggio aveva aperto ancora questa possibilità, nonostante il governo sia caduto per sua decisione – e sembra che abbia chiesto al presidente della Repubblica ulteriore tempo per fare «nuove verifiche» con gli ex alleati.

Il Post ha seguito gli avvenimenti della giornata con un liveblog

***

20.21 – Se le trattative dovessero andare male, e Mattarella dovesse sciogliere le camere martedì 27 agosto, la prima data utile per votare sarebbe il 3 novembre.

20.09 – Il presidente ha annunciato quindi nuove consultazioni per martedì prossimo.

20.08 – Mattarella dice che diverse forze politiche gli hanno chiesto del tempo in più per trattare.

20.07 – Soluzioni chiare significa accordi per formare un nuovo governo con un programma concreto. Se non ci fosse questo accordo l’unica soluzione sarebbe il ricorso agli elettori, ma questa è una decisione delicata che non va presa alla leggera.

20.06 – Mattarella ricorda che il governo è caduto in seguito alla tensione sviluppatasi tra Movimento 5 Stelle e Lega. Questa crisi, continua, ha bisogno di soluzioni chiare.

20.05 – Sta parlando Mattarella.

20.03 – Se tutte queste voci e indiscrezioni fossero corrette il presidente della Repubblica dovrebbe uscire tra poco e annunciare che concederà qualche giorno in più alle forze politiche per ultimare le loro trattative.

20.01 – Sembra che l’assemblea dei parlamentari del Movimento 5 Stelle abbia approvato per acclamazione la proposta di trattare con il PD sul taglio dei parlamentari e la possibile formazione di un nuovo governo.

20.00 – Secondo Marco Di Fonzo, giornalista parlamentare di SkyTg24, fonti vicine al governo negano che siano in corso contatti con la Lega.

19.50 – Le agenzie hanno pubblicato una frase che Di Maio avrebbe detto durante l’assemblea dei parlamentari M5S, dove non sono presenti giornalisti. Di Maio avrebbe detto: «Chiediamo all’assemblea del Movimento di aprire un’interlocuzione con i capigruppo del PD per capire se ci stanno sul taglio dei parlamentari». Sarebbe il segnale che il Movimento ha scelto di trattare con il PD.

19.37 – Insomma, il sentimento dei commentatori è che in queste ore il Movimento 5 Stelle stia provando a trovare un accordo sia con la Lega che con il PD e cerchi di capire chi offre di più. Il punto però è cosa è stato detto al presidente della Repubblica e cosa quindi Mattarella deciderà di fare. Il presidente dovrebbe parlare tra circa 15 minuti.

19.36 – Di Maio ha postato un video dalla riunione dei gruppi parlamentari del Movimento 5 Stelle, che dovrebbe essere in corso in questi minuti.

Noi ci siamo! Uniti e compatti!Forza!

Gepostet von Luigi Di Maio am Donnerstag, 22. August 2019

19.31 – Piero Grasso è uno dei pochi leader che nel corso di questa crisi politica ha detto cose piuttosto chiare e trasparenti. Il problema è che Piero Grasso non conta proprio moltissimo in questa crisi politica (anche se, attenzione, il governo PD-M5S avrebbe bisogno dei suoi voti per avere la maggioranza al Senato).

19.25 – Un altro problema è che Di Maio e il Movimento 5 Stelle continuano a tenere aperta la trattativa con la Lega, senza dire chiaramente che la possibilità di proseguire il governo con loro è finita. Questa strategia probabilmente l’avete sentita chiamare “dei due forni” anche in queste ore. È una vecchia espressione della Prima Repubblica e se volete sapere da dove arriva, la Treccani viene in vostro aiuto.

19.20 – In questo momento tutte le agenzie stanno riportando una frase non ufficiale di Di Maio: «Il taglio dei parlamentari è il presupposto per il prosieguo della legislatura e per darle solidità». Il PD sarebbe freddo nei confronti del taglio, se non contrario, e quindi la nota non ufficiale viene considerata in questi minuti un ostacolo alle trattative tra i due partiti. Certo, bisogna ricordare che poco più di un’ora fa Di Maio aveva detto di ignorare qualsiasi cosa le agenzie gli avessero attribuito. Quindi insomma, decidete voi come prenderla.

19.10 – Per dirvi del clima: in questo momento giornalisti e opinionisti si interrogano sul fatto che al termine delle consultazioni Zingaretti ha fatto esplicitamente il nome del “Movimento 5 Stelle”. Di Maio, invece, quando è arrivato il suo turno, è sembrato fare alcune aperture, ma non ha detto esplicitamente le parole “Partito Democratico”.

18.08 – Noi qui rallentiamo un po’ gli aggiornamenti nell’attesa delle comunicazioni di Mattarella. Voi invece avete ancora due ore per diventare analisti politici.

18.01 – Cerchiamo di capirci qualcosa: Lega e PD sono entrambi disposti ad allearsi con il Movimento 5 Stelle. La Lega, per ora, sembra non chiedere condizioni, mentre il PD avrebbe alzato il prezzo della sua alleanza nel corso della giornata. Di Maio è sembrato ammettere i colloqui in corso con il PD, ma ha anche elencato le «irrinunciabili» priorità del Movimento, che non sembrano perfettamente compatibili con quelle del PD. Il fatto che Mattarella parlerà solo tra due ore può significare di tutto, ovviamente. Sia che siamo molto vicini a un accordo e che è necessaria un’ultima verifica, sia che le trattative sono a un passo dal fallimento.

17.55 – E questo tweet noi ora come dovremmo interpretarlo?

17.50 – Il Quirinale comunica che Mattarella rifletterà su quanto ascoltato e tra due ore, intorno alle 20, riferirà ai giornalisti.

17.48 – Il passaggio chiave del discorso di Di Maio, secondo gli osservatori, è una frase di vero e proprio linguaggio della Prima Repubblica. Di Maio ha parlato di «interlocuzioni» per la formazione «di una maggioranza solida». Sarebbe questo il riferimento al PD.

17.47 – Secondo alcuni abili decodificatori di dimaiese, il discorso del capo politico del Movimento 5 Stelle è stato un segnale di inizio della vera trattativa con il PD.

17.43 – Siamo rimasti un po’ così di fronte al discorso di Di Maio. Due cose sono certe: è stato critico, senza mai citarlo, con Salvini e con la crisi scatenata dal leader della Lega. Non ha mai nominato nemmeno il PD, ma ha presentato una lunga serie di cose che vuol fare, il che fa pensare che abbia in mente di poter trascorrere ancora molto tempo al governo.

17.41 – Di Maio dice che stare al governo ha danneggiato i consensi del Movimento 5 Stelle e che i leader del Movimento sono stati tentati dall’idea di non andare mai più al governo per evitare di perderne altri in futuro. O almeno questo è quello che abbiamo capito noi.

17.40 – Di Maio dice che il Movimento non ha paura del voto, ma che il voto non può essere usato per sfuggire alle promesse fatte agli italiani.

17.36 – I dieci punti sono: il taglio dei parlamentari; una manovra che scongiuri l’aumento dell’IVA, taglio delle tasse e aumento degli stipendi, sostegno alla natalità e molte altre misure, un «cambio di paradigma dell’ambiente» e un «green new deal»; una legge sul conflitto di interessi e una riforma della RAI; riforma della giustizia e cambiamento del metodo di elezione del Consiglio superiore della magistratura; un’autonomia differenziata e maggiore autonomia agli enti locali; maggiore severità nella lotta all’evasione e pene più severe per i grandi evasori; un piano straordinario di investimenti per il Sud; una riforma del sistema bancario; «tutela dei beni comuni», come acqua, scuola pubblica, sanità e infrastrutture e quindi la modifica del funzionamento dell’attuale settore autostradale.

17.35 – Di Maio dice di aver presentato dieci impegni al presidente della Repubblica che dovranno essere mantenuti nei prossimi mesi.

17.34 – Di Maio parte elencando tutti i problemi causati dalla crisi di governo, come crisi aziendali non risolte e problemi economici se non si riuscisse a formar presto un nuovo governo. «A pagare questa crisi saranno proprio i cittadini italiani», dice.

17.32 – Sta parlando Di Maio.

17.17 – Sono gli ultimi minuti per fare quelli che ne sanno di politica con i vostri amici.

17.15 – Ed eccoli qui: i delegati del Movimento 5 Stelle a colloquio con il presidente della Repubblica.

17.11 – Siamo quasi alla fine di questa giornata. Quello che ci aspetta adesso: entro la prossima ora la delegazione del Movimento 5 Stelle uscirà dallo studio del presidente della Repubblica. Per il momento ci si aspetta che Di Maio faccia un qualche tipo di apertura al PD, ma tutto rimane ancora possibile. Dopo l’intervento di Di Maio dovrebbe uscire il presidente Mattarella in persona e comunicare come intende procedere. Due possibilità sono date come più probabili: la prima è che conceda qualche altro giorno di trattativa alle varie forze politiche e che quindi convochi nuove consultazioni per la prossima settimana. La seconda è che invece annunci il fallimento totale delle trattative e quindi la nomina di un governo di garanzia in vista delle elezioni anticipate (ma se questo fosse l’esito, la dichiarazione di Di Maio dovrebbe indicarcelo).

16.59 – Nel frattempo la delegazione del Movimento 5 Stelle è entrata nello studio del presidente della Repubblica.

16.57 – Salvini ha concluso il suo intervento.

16.54 – La descrizione del discorso di Salvini da parte di quasi tutti gli opinionisti comprende la parola «comizio» mentre i più pungenti si spingono fino ad utilizzare l’apertamente derogatorio «comizietto».

16.53 – Salvini mantiene la porta aperta al Movimento 5 Stelle e dice che Di Maio ha lavorato bene (anche questo abbastanza prevedibile).

16.51 – Salvini sta parlando di qualsiasi cosa, tranne di quello che si è detto con il presidente della Repubblica e di quello che intende fare nei prossimi giorni (non che ci abbia sorpreso).

16.49 – Salvini accusa qualsiasi eventuale governo dovesse arrivare dopo il suo di essere un governo «non per, ma contro, contro la Lega e Salvini».

16.46 – Parte in stile comizio: «La Lega è una forza coesa», «Vogliamo mostrare gli italiani le cose che i partiti della vecchia politica avrebbero tenuto nel chiuso delle stanze», «Il governo è caduto per i troppi no, noi siamo il partito dei sì».

16.45 – Sta parlando Salvini.

16.42 – La delegazione della Lega non è ancora uscita, ma quella del Movimento 5 Stelle è appena arrivata nel cortile del Quirinale.

16.38 – E invece non ancora: la delegazione della Lega è arrivata al Quirinale un’ora fa, ma avrebbe concluso l’incontro da oltre 15 minuti (insomma, Salvini si starebbe consultando con i suoi capigruppo prima di parlare ai giornalisti).

16.28 – Tra poco dovrebbe parlare Matteo Salvini.

16.26 – Dal Movimento 5 Stelle intanto è arrivato questo: «Smentiamo ogni notizia diffusa dalle agenzie di stampa e dagli organi di informazione che citi “fonti” o riporti indiscrezioni di qualsiasi genere sul M5S. La posizione del M5S sarà espressa al termine delle consultazioni e passerà solo attraverso i consueti canali ufficiali del Movimento e del capo politico Luigi Di Maio». Bel tentativo, ma difficilmente riuscirà a impedire agli esponenti del Movimento 5 Stelle di parlare con i giornalisti.

16.19 – In tutto questo lo sapevate che Carlo Taormina (ex avvocato tra gli altri di Annamaria Franzoni, nonché ex deputato di Forza Italia) si era iscritto al Movimento 5 Stelle?

16.17 – Andrea Orlando, ex ministro della Giustizia e importante alleato del segretario Zingaretti, ha detto che il PD è disposto a prendere in considerazione il taglio dei parlamentari «anche con questa legge», cioè quella votata fino ad ora dal Movimento, purché la legge sia accompagnata da un «quadro» di altre riforme. Insomma, una posizione non proprio precisissima, anche se non appare un ultimatum.

16.12 – Un bel clima naturale e disteso in questa foto.

16.08 – Vi abbiamo raccontato che oggi pomeriggio l’accordo Pd-M5S è divenuto più difficile, in particolare perché il Movimento si sarebbe irrigidito di fronte alle richieste di Zingaretti. Ma il Movimento 5 Stelle è anche un partito al governo, con molti parlamentari che, in base ai sondaggi, non saranno rieletti in caso di voto anticipato. Non c’è molto da stupirsi quindi se accanto allo scetticismo di alcuni le agenzie riportino anche anonime dichiarazioni di fonti M5S di questo tenore: «La stragrande maggioranza dei parlamentari M5s vuole la nascita di un nuovo governo e vede il Pd come unica alternativa al voto».

16.01 – Alessandra Sardoni, una delle più esperte giornaliste politiche in circolazione, dice che sarà Mattarella a parlare al termine delle consultazioni. Sembra che ci siano due possibilità: la prima è che comunichi il fallimento delle consultazioni e la nomina di un governo di garanzia che porti il paese ad elezioni. La seconda è che conceda alle forze politiche qualche giorno in più per trattare e trovare un accordo di governo.

15.56 – Nel frattempo, tra pochi giorni manderemo il dimissionario Giuseppe Conte al prossimo G7 (non avrà moltissimo da dire, ci azzardiamo a ipotizzare).

15.51 – Arrivano notizie un po’ contradditorie dal Movimento 5 Stelle. A quanto pare in questo momento è in corso una riunione tra Luigi Di Maio e i capigruppo del Movimento 5 Stelle, che tra poco più di un’ora dovrebbero essere ricevuti dal presidente della Repubblica. Alcuni scrivono però che la riunione più importante sarà fatta soltanto dopo il colloquio con Mattarella, questa sera quindi, e che vi prenderanno parte tutti i deputati e senatori. Insomma, è possibile che al termine delle consultazioni la situazione risulti ancora molto incerta e che le decisioni definitive vengano prese solo nei prossimi giorni.

15.46 – Come dicevamo un’oretta fa, non ci aspettiamo niente di sorprendente da Salvini. Al presidente della Repubblica dovrebbe dire che vuole il voto, ma che anche disposto a riallacciare i rapporti con il Movimento 5 Stelle, se si presentassero le giuste circostanze. Quello che tutti stanno aspettando davvero è il prossimo, e ultimo, incontro: quello tra il presidente della Repubblica e il Movimento 5 Stelle.

15.40 – Con un po’ di anticipo la delegazione della Lega è arrivata al Quirinale. Insieme a Matteo Salvini ci sono i capigruppi di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.

15.34 – Graziano Delrio, capogruppo PD alla Camera, è intervenuto sulla questione del taglio dei parlamentari, che nelle ultime ore sembra diventato il pomo della discordia tra PD e Movimento 5 Stelle: «Siamo a favore del taglio dei parlamentari – dice Delrio – ma chiediamo sia inserito in una agenda complessiva che tenga conto di una riforma della legge elettorale che garantisca rappresentanza democratica ai territori».

15.26 – In tutto questo va anche detto che PD e Movimento 5 Stelle stanno trattando su un sacco di questioni e in ogni trattativa minacciare di alzarsi e andarsene è, prima di tutto, una tattica negoziale.

15.20 – A che punto siamo? Siamo al punto che dice il vicedirettore di Democratica, il giornale online del PD.

15.15 – Insomma, per farla breve è da stamattina che tra gli addetti ai lavori circola un crescente scetticismo sulla possibilità che Movimento 5 Stelle e PD riescano davvero a raggiungere un accordo. La giornata comunque è ancora lunga e in questo agosto matterello ci aspettiamo un po’ di tutto.

15.12 – Qui invece trovate una ricostruzione del giornalista dell’Huffington Post in cui conferma che Zingaretti avrebbe posto al Movimento tre condizioni molto specifiche e in cui racconta della reazione del Movimento 5 Stelle che sarebbe stata di sorpresa e chiusura.

15.02 – Zingaretti ha appena smentito la ricostruzione dei “tre punti” e confermato che le condizioni per portare avanti la trattativa sono invece i “cinque punti” approvati dalla direzione nazionale di ieri (quelli molto generici). Ecco il suo testo della sua smentita:

«I punti alla base della possibile trattativa per un nuovo governo sono quelli decisi all’unanimità dalla Direzione di ieri e che abbiamo presentato oggi al Presidente della Repubblica. Qualora ce ne fossero le condizioni e la disponibilità, è giunto il tempo di aprire una fase di confronto e approfondimento»

14.59 – Per dire com’è cambiato il quadro politico, esattamente un mese fa Ascani dell’accordo col Movimento 5 Stelle diceva questo:

14.55 – Anna Ascani, deputata del PD e molto vicina a Matteo Renzi, ha diffuso un comunicato: «Se di fronte al rischio della destra così come ancora si presenta, con Salvini e Meloni in primissima linea, qualcuno nel Pd pensa di far saltare il banco di un possibile governo, istituzionale o di legislatura, sul taglio dei parlamentari, se ne assumerà la responsabilità di fronte al Paese e all’Europa». Che, tradotto, è una critica diretta a Zingaretti che, secondo quanto riferiscono diversi giornali, avrebbe messo la sospensione del taglio dei parlamentari tra le condizioni fondamentali per fare l’accordo con il Movimento 5 Stelle.

14.45 – Gianluigi Paragone, deputato del Movimento 5 Stelle, ex direttore del giornale leghista La Padania e considerato oggi uno degli esponenti del Movimento più vicini a Matteo Salvini.

Più sento parlare quelli del Pd e più avverto quel solito senso di spocchia e di superiorità che mal sopporto… Sanno…

Gepostet von Gianluigi Paragone am Donnerstag, 22. August 2019

14.30 – Come per Forza Italia e Fratelli d’Italia, anche dalla Lega non ci si aspettano grandi novità dopo l’incontro con Mattarella. Salvini ha già detto in tutte le salse e su tutti i media, social e non, cosa intende fare: andare subito a elezioni o, se fosse ancora possibile, tornare ad accordarsi con il Movimento 5 Stelle. Ieri, in una bizzarra conferenza stampa tenuta di fronte alla Camera con alle spalle tutti i suoi parlamentari, in piedi sotto il sole (una sorta di show di forza per dimostrare la compatezza del partito nonostante la sconfitta subita), Salvini ha detto di essere pronto al voto e che il suo partito ha già scritto una manovra economica da «50 miliardi di euro», una dichiarazione già “elettorale” e secondo molti un segnale che Salvini non pensa sia oramai più possibile rimanere al governo.

14.26 – Ricordiamo che le consultazioni sono in pausa e che ricominceranno alle 16 con la Lega.

14.24 – Diverse agenzie riportano che alcuni “renziani” sarebbero rimasti sorpresi e che non sarebbero per nulla contenti delle condizioni che secondo alcuni giornali Zingaretti avrebbe chiesto per dare il suo assenso al governo con il Movimento 5 Stelle. L’idea che viene riportata è che i “renziani” avrebbero paura che queste condizioni siano state escogitate per far fallire la trattativa, il che porterebbe il paese a nuove elezioni alle quali Zingaretti candiderebbe soprattutto parlamentari a lui fedeli.

13.51 – Sia Repubblica che lo Huffington Post scrivono che Nicola Zingaretti abbia posto tre condizioni non negoziabili e molto precise al Movimento 5 Stelle, oltre a quelle generiche che ha esposto dopo l’incontro con il presidente della Repubblica. Primo: a tutela della democrazia rappresentativa, la riforma che taglia il numero dei parlamentari va abbandonata e ridiscussa nell’ambito di un più ampio ridisegno delle prerogative delle camere, per esempio il bicameralismo perfetto; definire il contenuto della legge di bilancio; cancellare i due “decreti sicurezza”. Non sono condizioni particolarmente sorprendenti, viste le note posizioni del PD su questi temi, ma ovviamente potrebbero non essere accettate del M5S.

Il punto alle 13
• Questa mattina il presidente della Repubblica ha incontrato le delegazioni di Fratelli d’Italia, PD e Forza Italia
• Il PD ha confermato la sua disponibilità ad un’alleanza con il Movimento 5 Stelle e altre forze politiche per fare un governo che duri fino alla fine della legislatura
• Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno fatto sapere di essere interessati solo a un governo di centrodestra o a nuove elezioni
• Dalle 16 il presidente della Repubblica incontrerà la Lega e infine la delegazione più attesa, quella del Movimento 5 Stelle

12.40 – Berlusconi conclude con una nota molto enigmatica: mette in guardia contro alcune “leggi” che sarebbero allo studio per «danneggiare le imprese editoriali», giornali e televisioni. Non è chiaro a cosa si riferisca, ma probabilmente pensa che PD e Movimento 5 Stelle possano accordarsi su un qualche tipo di legge che colpisca le aziende mediatiche del gruppo della famiglia Berlusconi.

12.38 – Come Meloni, Berlusconi dice che il centrodestra è la maggioranza naturale del paese, trascurando, come Meloni, che non è maggioranza nell’unico posto che conta per andare al governo: il Parlamento.

12.35 – Come se non fosse già implicito, Berlusconi ribadisce che con quel governo non avrà nulla a che fare.

12.33 – Come previsto, ora sta attaccando l’ipotetica maggioranza tra PD e Movimento 5 Stelle. La definisce «Una presa in giro degli elettori, un tradimento delle loro volontà» e la accusa di essere «sbilanciata a sinistra» e rischioso per le imprese intenzionato a mettere una tassa patrimoniale.

12.31 – Berlusconi è molto posato e parla con voce grave mentre dice che questa crisi è molto preoccupante ed è stata scatenata nel momento più sbagliato. Se alle consultazioni di un anno fa aveva scelto un registro leggero da showman, oggi invece si rivolge ai giornalisti con un atteggiamento da padre della patria.

12.29 – Berlusconi è appena uscito dallo studio del presidente della Repubblica con l’aria di un gatto che fa le fusa.

12.26 – Sul fatto che Mattarella abbia intenzione di dare il via a un “governo elettorale” in caso di fallimento delle attuali trattative abbiamo qualcosa in più delle voci raccolte dai giornalisti. Già un anno fa, prima dell’accordo Lega-Movimento 5 Stelle, Mattarella aveva fatto capire che, piuttosto che far gestire le elezioni all’uscente e dimissionario governo Gentiloni, ne avrebbe nominato un altro, destinato all’immediata sfiducia, e con l’esclusivo compito di portare il paese ad elezioni.

12.20 – Cartabia sarebbe la prima presidente del Consiglio donna nella storia d’Italia, anche se il suo incarico sarebbe con ogni probabilità molto breve: il tempo di gestire le procedure elettorali e portare il paese al voto entro l’inizio dell’autunno. O almeno, questo è quello che scrivono i giornali.

12.17 – Mentre aspettiamo l’uscita delle delegazione di Forza Italia vale la pena spendere due parole su un nome che forse questa mattina avete già sentito: Marta Cartabia, giudice della Corte Costituzionale. Secondo numerosi articoli pubblicati oggi, il suo sarebbe uno dei possibili nomi per il “governo elettorale” che nascerebbe in caso di fallimento delle consultazioni.

12.09 – Ed ecco la delegazione di Forza Italia, con un Berlusconi che sembra straordinariamente a suo agio. La prima volta in cui partecipò a delle consultazioni fu 25 anni fa, nel 1994. Oggi al Post lavorano redattori che in quei giorni camminavano a malapena.

12.05 – Questa mattina girava su Twitter un sondaggio realizzato dopo lo scoppio della crisi e che mostrava la Lega in ulteriore crescita di consenso. A quanto pare però:

11.55 – A proposito, ve la ricordate l’ultima volta di Berlusconi alle consultazioni? È stato un anno fa e allora il centrodestra si presentò unito dal presidente della Repubblica e dopo il colloquio Berlusconi fece un grande show.

11.53 – La delegazione di Forza Italia è appena arrivata al Quirinale. Ci sono Silvio Berlusconi, il vicepresidente del partito Antonio Tajani e le capigruppo di Camera e Senato Mariastella Gelmini e Annamaria Bernini.

11.50 – Fino ad oggi, i principali dirigenti di Forza Italia hanno espresso posizioni simili a quelle di Fratelli d’Italia: non voteranno nuovi governi tranne che se fossero guidati dal solo centrodestra (ma visto che a Lega, FI e FdI mancano circa un centinaio di voti per arrivare alla maggioranza è un’eventualità irrealizzabile). Non c’è ragione di aspettarsi che queste consultazioni cambino qualcosa.

11.46 – Forza Italia, la cui delegazione dovrebbe arrivare a minuti, al momento è un partito davvero nei guai. Alle Europee ha ottenuto il risultato più basso della sua storia e ora i sondaggi lo danno sotto persino a Fratelli d’Italia. I suoi dirigenti continuano ad abbandonare il partito per entrare nella Lega e chi è rimasto è diviso su come fronteggiare questa crisi.

11.41 – Ricordiamo qualche numerino della “possibile” maggioranza PD-Movimento 5 Stelle
• Alla Camera non dovrebbero esserci problemi: il Movimento 5 Stelle ha 216 deputati e il PD 111 (327 in tutto), cioè più della maggioranza che è fissata a 315
• Al Senato le cose sono più complicate: il Movimento conta 106 senatori e il PD 51: in tutto fanno 157, quattro meno della maggioranza, fissata a 161.
Significa che la nuova ipotetica maggioranza avrà bisogno di qualche aiuto al Senato, probabilmente proveniente dai senatori di LeU che siedono nel Gruppo misto.

11.31 – Corazzieri di guardia di fronte alla porta che conduce allo studio del presidente.

(ANSA/ETTORE FERRARI)

11.25 – Tra circa mezz’ora sarà il turno della delegazione di Forza Italia.

11.24 – Al termine del suo brevissimo intervento, che di fatto non aggiunge nulla di nuovo, Zingaretti si allontana insieme alla delegazione PD senza accettare domande dai giornalisti.

11.23 – Se non sarà possibile raggiungere un accordo, continua Zingaretti, l’unica alternativa sono le elezioni anticipate a cui il PD è pronto.

11.22 – Zingaretti dice che il PD è disponibile a formare un «governo di svolta» ed elenca i cinque punti «non negoziabili» per il PD (quelli approvati ieri dalla direzione nazionale del partito): vicinanza all’Unione Europea, valori democratici e centralità del parlamento, nuove politiche migratorie, economiche e sull’equità sociale (tutti punti molto generici).

11.20 – Sta parlando Zingaretti.

11.18 – Come sempre durante le crisi politiche il presidente della Repubblica parla solo ufficialmente e lo fa con grande parsimonia, ma possiede comunque dei metodi per far conoscere quel che pensa (confidenze ai leader di partito, chiacchiere tra alti funzionari e giornalisti esperti di Quirinale). Basandosi su queste fonti “informali” tutti i giornali scrivono che questa volta Mattarella ha in mente una crisi brevissima.

Non concederà ai partiti settimane intere per condurre le trattative. Se oggi un accordo sembrerà possibile, ma non ancora ultimato, scrivono, concederà qualche giorno in più per nuove trattative. Se non dovesse andare bene, lo scioglimento delle camere e le elezioni anticipate sono ancora sul tavolo.

11.13 – Poco fa dicevamo dell’apparente unità dei gruppi dirigenti PD su come gestire la crisi. C’è però una vistosa eccezione: l’eurodeputato Carlo Calenda, attivissimo su Twitter e fuori, che ha fatto sapere che se il PD si alleerà con il Movimento 5 Stelle lui uscirà dal partito (a dire il vero non è la prima volta che fa una simile minaccia). Poi, ieri, ha fatto una nuova dichiarazione.

Per qualche minuto nella nostra redazione c’è stato il dubbio se organizzare alcune scommesse su questa promessa. La nostra professionalità ha però avuto rapidamente la meglio.

11.04 – Come i più attenti tra di voi avranno già notato, questa volta i corazzieri che montano la guardia di fronte alla porta che conduce allo studio del presidente della Repubblica sono vestiti di bianco, invece che con la solita giacca nera. La ragione è molto semplice: si tratta della versione estiva della grande uniforme che i corazzieri indossano quando prestano servizio al Quirinale (sul sito dei Carabinieri ci sono tutte le informazioni in merito di cui potreste avere bisogno).

Roma, Italia (ANSA)

10.57 – C’è stato bisogno di un supplemento di sedie per farli accomodare tutti quanti.

10.56 – La delegazione è formata dal segretario Nicola Zingaretti, dal presidente Paolo Gentiloni, dalla vicesegretaria Paola De Micheli e dai capigruppo di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci.

10.55 – La delegazione PD è appena arrivata al Quirinale.

10.50 – Il gruppo dirigente del PD è insolitamente unito nel voler trattare con il Movimento 5 Stelle: sono d’accordo sia il segretario Zingaretti e i suoi alleati che Matteo Renzi, fino a pochi giorni fa ostile a qualsiasi apertura al partito guidato da Luigi Di Maio. Rimangono però alcune piccole differenze tra le due fazioni: Renzi è a favore di un governo breve che definisce “istituzionale”. Zingaretti, dopo un’iniziale freddezza, ha detto di volere un governo politico che duri fino alla fine della legislatura. La mozione approvata ieri dalla direzione esclude esplicitamente la prima alternativa e appoggia la seconda.

10.46 – In realtà sembra che effettivamente la vicesegretaria del PD Paola De Micheli dovrebbe essere presente all’incontro con il presidente della Repubblica.

10.43 – Secondo quanto riferiscono tutti i principali quotidiani le trattative tra PD e Movimento 5 Stelle sono già iniziate e c’è un accordo di massima per “provarci” (LeU, la cui piccola delegazione al Senato potrebbe essere fondamentale per avere la maggioranza, ha già fatto sapere di essere convintamente disponibile). Zingaretti probabilmente dirà al presidente della Repubblica che un accordo per una nuova maggioranza è quindi possibile e che avrà bisogno di qualche altra giornata per ultimarlo.

10.40 – Per quanto riguarda le questioni più strettamente parlamentari: la delegazione PD andrà dal presidente della Repubblica con un mandato chiaro, affidato al segretario dalla direzione nazionale del partito che si è tenuta ieri. I delegati presenti in direzione hanno acclamato all’unanimità una mozione in cui Zingaretti proponeva di trattare per la formazione di un governo basato su una «larga maggioranza» (quindi con il Movimento 5 Stelle, ma anche altre forze se si trovassero) e che abbia l’obiettivo di durare per il resto della legislatura.

10.36 – A meno di sorprese (come la presenza della vicesegretaria Paola De Micheli) i delegati PD saranno tutti maschi, così come era composta da soli maschi anche la delegazione inviata alle consultazioni dell’anno scorso (la trovate qui sotto).

10.33 – Tra mezz’ora inizierà uno degli incontri più importanti della giornata: quello con il PD. La delegazione del PD dovrebbe essere formata dal segretario Nicola Zingaretti e dai capigruppo Graziano Delrio e Andrea Marcucci (quello dell’elicottero, vedi sotto).

10.31 – Scusate, ci eravamo persi la consueta foto dell’ufficio stampa del Quirinale con gli ospiti di Mattarella seduti davanti al tavolino da caffè.

10.29 – Insomma, tutto come da attese. Meloni ora chiede se ci sono domande.

10.27 – Meloni dice che l’unico modo di avere un governo stabile è andare a votare (che da sempre in Italia è la giustificazione per far cadere i governi e andare ad elezioni anticipate).

10.25 – Ora si sta impelagando in una complicata riflessione costituzionale sul perché Mattarella dovrebbe sciogliere il Parlamento e andare al voto anche se ci fosse una maggioranza alternativa. Non le sta uscendo benissimo.

10.23 – Meloni ammette che la consultazione con la sua delegazione è quella che desta meno “suspense” (dice che lo rivendica con orgoglio perché segno della loro coerenza e costanza – purtroppo per lei anche della sua scarsa rilevanza).

10.22 – Giorgia Meloni è appena uscita e sta iniziando a parlare.

10.21 – Gli scenari più probabili alla fine di questa giornata sono: l’inizio di un accordo tra PD e Movimento 5 Stelle (che, è bene sottolinearlo, non necessariamente porterà alla formazione di un nuovo governo) oppure, meno probabile, il riconoscimento che le consultazioni sono fallite e la nomina da parte del presidente della Repubblica di un governo di “garanzia elettorale”, cioè che porti il paese alle elezioni rapidamente, potenzialmente senza bisogno di ottenere la fiducia (gli scenari li trovate elaborati un po’ meglio qui).

10.15 – Tornando alle consultazioni: non ci si aspetta granché dall’incontro tra Mattarella e Fratelli d’Italia. Il partito guidato da Meloni è da sempre favorevole a un ritorno alle urne e ad un’alleanza con la Lega. Insomma, non sono disposti ad appoggiare altre maggioranze, attaccheranno qualsiasi accordo tra altre forze politiche e invocheranno per gli italiani il diritto a esprimersi votando.

10.10 – Una nota di colore: il capogruppo al Senato del PD, il renziano Andrea Marcucci (che tra poco sarà insieme al segretario Zingaretti nella delegazione inviata alle consultazioni), in questi giorni ha fatto la spola tra Roma e la sua villa sulle colline fiorentine con l’elicottero di sua proprietà. Marcucci è infatti l’erede di una ricca famiglia di finanzieri con grossi interessi nel settore farmaceutico.

10.05 – Puntualissima, è appena entrata al Quirinale la delegazione di Fratelli d’Italia guidata dalla presidente del partito Giorgia Meloni.

10.02 – Intanto per cominciare un breve riassunto degli incontri di oggi al Quirinale:
• Ore 10: Fratelli d’Italia
• Ore 11: PD
• Ore 12: Forza Italia
• Ore 16: Lega Nord
• Ore 17: Movimento 5 Stelle

10.00 – Buongiorno e benvenuti al liveblog del Post sul secondo giorno di consultazioni!