A Venezia ha vinto a sorpresa il centrodestra
È stato eletto sindaco Simone Venturini con oltre 10 punti di distacco sul candidato del centrosinistra: i sondaggi dicevano tutt'altro

A sorpresa il nuovo sindaco di Venezia è Simone Venturini, sostenuto da un’ampia coalizione di centrodestra ed ex assessore alla Coesione sociale della giunta di centrodestra di Luigi Brugnaro, che ha governato la città per oltre dieci anni. Contrariamente a quanto avevano rilevato diversi sondaggi locali pubblicati nelle scorse settimane, Venturini ha vinto al primo turno con un ampio distacco rispetto al suo principale rivale, il senatore del Partito Democratico Andrea Martella. Manca ancora lo scrutinio di circa un quinto delle sezioni e Venturini è dato al 52 per cento contro il 38 di Martella, che diversi sondaggi davano in vantaggio anche di 6 o 7 punti.
La vittoria di Venturini, 38 anni, è in realtà inaspettata anche per la destra, tanto che nelle scorse settimane i leader dei partiti della maggioranza non si erano particolarmente esposti in suo sostegno. Solo negli ultimi giorni il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro della Difesa Guido Crosetto erano andati a Mestre per la chiusura della campagna elettorale. Al contrario il centrosinistra si era speso parecchio per Martella, tanto che all’evento di chiusura della campagna elettorale a Mestre la segretaria del PD Elly Schlein aveva lasciato trapelare un certo ottimismo sulla possibile vittoria.
Alla luce di tutto questo, si capisce anche il senso della frecciata nel post su X pubblicato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni prima ancora che venisse chiamata la vittoria di Venturini: «E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra, lo rimandiamo a domani», ha scritto Meloni.
Il fatto che Venturini abbia vinto in modo così netto certifica anche l’approvazione, da parte della maggioranza di elettori ed elettrici, del lavoro della giunta di Brugnaro, che pure era stata molto criticata in questi anni. Lo si vede dai voti ottenuti dalla lista di Venturini, molto più numerosi di quelli delle altre liste della coalizione, e dalla distribuzione geografica del voto: Venturini è stato molto più votato sulla “terraferma”, cioè a Mestre e a Marghera, che fanno sempre parte del comune di Venezia, dove anche Brugnaro aveva molti più consensi rispetto al centro storico.
Venturini, 38 anni e nato a Marghera, aveva impostato la sua campagna elettorale sulla scia del lavoro fatto dall’amministrazione di Brugnaro. Aveva insistito in particolare su infrastrutture (come il nuovo stadio, il palazzetto dello sport, la stazione di Mestre e la nuova questura di Marghera), sicurezza, porto, iniziative di contrasto al degrado urbano. E poi aveva annunciato l’intenzione di creare una sorta di “polo digitale” a Venezia in grado di attirare professionisti e aziende disposte a investire, e di voler ripopolare il centro storico di Venezia, un’annosa questione.
Da assessore con delega anche al Turismo, Venturini ha molto sostenuto in campagna elettorale l’iniziativa del biglietto a pagamento per visitare la città, che invece Martella aveva promesso di smantellare se fosse stato eletto. In queste settimane Venturini ha poi molto puntato sul fatto che tutta la sua carriera politica si è svolta a Venezia, al contrario di quella di Martella, che invece ha avuto incarichi prevalentemente a livello nazionale (tra le varie cose è stato anche sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria nel secondo governo di Giuseppe Conte).
Commentando i risultati con i giornalisti ha infatti detto che in questi mesi ha voluto presentarsi come «come Simone, come un ragazzo che da Marghera è partito, ha fatto la gavetta, si è impegnato nel territorio». La sua carriera politica era iniziata a Venezia nel 2010, quando era stato eletto consigliere comunale a 22 anni con l’Unione di Centro. Cinque anni dopo era stato eletto di nuovo e il sindaco Brugnaro lo aveva nominato assessore alla Coesione sociale, carica confermata anche nel 2020, con alcune altre deleghe.
Martella si era presentato a queste elezioni sostenuto da tutto il cosiddetto campo largo (la coalizione di centrosinistra che oltre al PD comprende il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva e +Europa). La sua candidatura era stata molto appoggiata anche dalle associazioni e in generale dal terzo settore veneziano, che erano stati attivamente coinvolti nella stesura del programma. Durante la campagna elettorale si era molto concentrato sulla necessità di ripopolare il centro storico di Venezia con un nuovo piano per la casa e con misure per limitare il turismo di massa, agendo in particolare sugli affitti brevi.
In modo un po’ inusuale per un candidato del centrosinistra, Martella aveva deciso di coinvolgere come consulente per la sicurezza Franco Gabrielli, ex capo della polizia e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza con il governo di Mario Draghi. Il tema della sicurezza è infatti molto sentito a Venezia, soprattutto tra Mestre e Marghera, dove da tempo gli abitanti lamentano uno scarso intervento delle autorità locali per affrontare problemi legati allo spaccio di sostanze stupefacenti e alle persone cosiddette ai margini.
C’erano poi altri sei candidati sindaci, che però si sono fermati sotto il 3,5 per cento. Il più votato tra questi è stato l’economista Michele Boldrin, con la sua lista “Venezia Ora!”, che ha preso il 3,23 per cento.



