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  • domenica 5 luglio 2015

Al referendum in Grecia ha vinto il No

Le proposte dei creditori sono state respinte, Tsipras ha detto che ricomincerà la trattativa e la Grecia resterà nell'euro: ma cosa accadrà adesso non è chiaro a nessuno

Sostenitori del No festeggiano davanti al Parlamento, Atene, 5 luglio 2015. (LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images)

Al referendum in Grecia hanno vinto largamente i No, con il 61 per cento circa dei voti: gli elettori greci hanno quindi deciso a maggioranza di rifiutare le condizioni poste dai creditori internazionali per un nuovo prestito che permette alla Grecia di evitare la bancarotta. Il referendum era stato annunciato solo una settimana fa, con una decisione unilaterale del governo Tsipras: le controparti dell’accordo – l’Unione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale – hanno criticato la decisione e hanno poi ritirato la proposta su cui si sono espressi i cittadini greci.

– Le foto dei festeggiamenti ad Atene

Cosa succederà adesso, non è immediatamente chiaro: domani dovrebbero vedersi la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese François Hollande, che hanno proposto per martedì un incontro tra i capi di stato e di governo dei paesi che condividono l’euro come moneta (l’incontro si terrà martedì alle 18, ha confermato poi il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk).

La Grecia durante la settimana è andata in default nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, mancando un pagamento per restituire una rata di un precedente prestito, e ha dovuto chiudere le banche e imporre grossi limiti ai prelievi di denaro dai bancomat per far fronte a una grave crisi di liquidità. Ha ancora bisogno di un prestito per pagare stipendi e pensioni ed evitare la bancarotta, insomma. Il primo ministro Alexis Tsipras, che aveva invitato i greci a votare No – l’ex primo ministro Antonis Samaras, che aveva invitato a votare Sì, si è dimesso da capo di Nuova Democrazia – ha detto che in caso di vittoria del No la trattativa sarebbe ripresa immediatamente e che è possibile arrivare a un accordo nel giro di 48 ore. Tsipras, parlando ad Atene dopo la vittoria del No, ha detto anche che “il mandato che mi avete dato non è un mandato contro l’Europa: uscire dall’euro non è una possibilità”.

Per il momento dai creditori non sono arrivate però dichiarazioni concilianti: Sigmar Gabriel, vice-cancelliere tedesco, ministro dell’Economia e presidente dei socialdemocratici, ha detto che ritiene difficile una ripresa delle trattative e che Tsipras «ha bruciato l’ultimo ponte che portava al compromesso con l’Europa». Il prestito alla Grecia di cui si parla sarebbe il terzo nel giro di pochi anni: il paese ha gravi problemi economici dal 2007, dopo anni di crescita gonfiata e conti truccati che hanno generato un debito pubblico enorme.

Come si è arrivati a questo punto in Grecia

Se la vittoria del No rende più vicino un accordo favorevole alla Grecia, ogni giorno che passa rende più difficile per la Grecia rifiutare le condizioni dei creditori. La prima mossa fondamentale è in mano a Mario Draghi, capo della Banca Centrale Europea, che deve decidere se ripristinare la liquidità verso le banche greche, che hanno finito i soldi. Solo la BCE può decidere di prolungare e aumentare il programma ELA che concede aiuti di emergenza alle banche del paese. La banca centrale greca chiederà questa notte alla BCE di proseguire con l’ELA e di aumentarne il tetto: se la risposta sarà negativa, martedì mattina per i greci sarà impossibile ritirare dai loro conti bancari o riscuotere le loro pensioni.

Nel caso in cui il programma ELA dovesse proseguire, il governo greco dovrà comunque ritornare a trattare con i creditori e trovare un accordo per ricevere nuovi prestiti con cui pagare gli stipendi e mantenere in piedi la macchina dello stato. La scadenza per questa trattativa è il 20 luglio, quando scadrà il termine di un prestito da 3,5 miliardi concesso alla Grecia dalla BCE. Se il paese non restituirà il prestito, la BCE sarà costretta a interrompere il programma ELA. Riassumendo: è possibile, anche se improbabile, che il sistema bancario greco fallisca martedì, nel caso in cui la BCE decidesse di interrompere il programma ELA. In ogni caso è probabile che le banche resteranno chiuse, almeno fino a che il paese non raggiungerà un accordo definitivo con i creditori. Questo accordo deve necessariamente arrivare entro il 20 luglio.

***

Di seguito, la cronaca dello spoglio elettorale e della serata:

22:42 5 Lug 2015

22:42 5 Lug 2015

Poliziotti in tenuta antisommossa all’entrata del parlamento a piazza Syntagma, Atene.

22:40 5 Lug 2015

Intanto il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis, che poco fa aveva tenuto una conferenza stampa in maglietta, se n’è andato via in moto, circondato dai giornalisti.

22:37 5 Lug 2015

Tsipras dice che che votando “no” al referendum gli elettori non gli hanno affidato un mandato per rompere con l’Europa, ma l’incarico di negoziare condizioni migliori con i creditori. L’idea di uscire dall’Euro deve essere «completamente rimossa dal campo delle possibilità».

22:34 5 Lug 2015

Sta parlando il primo ministro greco Alexis Tsipras.

22:21 5 Lug 2015

Siamo al 80 per cento dei voti scrutinati e il risultato non cambia: i “no” sono al 61,5 per cento, mentre i “sì” sono fermi al 38,5.

22:19 5 Lug 2015

Angela Merkel e François Hollande chiedono una riunione dei leader dell’eurozona per martedì.

22:16 5 Lug 2015

Ad Atene da un paio d’ore si festeggia la vittoria del No. A piazza Klafthmonos sono raccolti i sostenitori di Syriza – il partito di Alexis Tsipras, che ha fatto campagna per il No – mentre piazza Syntagma davanti al Parlamento è piena di gente che sventola bandiere greche, si abbraccia e si bacia, attorno alla fontana illuminata di rosso. Tutte le foto dei festeggiamenti si vedono qui

22:13 5 Lug 2015

Al ministero delle Finanze greco c’è un solo ufficio con una luce accesa.

22:11 5 Lug 2015

Il leader del partito Nea Dimokratia, principale partito di opposizione in Grecia, Antonis Samaras, che ha fatto campagna per il “sì”, si è dimesso.

22:10 5 Lug 2015

Altre due foto del ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis che tiene una conferenza stampa ad Atene. In maglietta.

22:09 5 Lug 2015

L’agenzia di stampa Bloomberg dice che sono in corso colloqui telefonici tra Angela Merkel e François Hollande (che si vedranno domani) per organizzare una riunione tra i leader dell’eurozona.

22:03 5 Lug 2015

Anche bandiere No Tav ad Atene per festeggiare la vittoria del “no”.

21:58 5 Lug 2015

Siamo al 70 per cento dei voti scrutinati e il risultato non cambia: i “no” sono al 61,4 per cento, mentre i “sì” sono fermi al 38,6.

21:53 5 Lug 2015

21:50 5 Lug 2015

Da notare: Angela Merkel non ha parlato nei giorni scorsi e non ha ancora diffuso alcuna dichiarazione, così come non si è ancora espresso nessuno dei membri del governo che appartengono al suo partito.

21:48 5 Lug 2015

Il ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha tenuto poco fa una conferenza stampa ad Atene. Varoufakis si è presentato di fronte ai giornalisti in maglietta e in molti hanno commentato il suo abbigliamento, piuttosto inusuale per un ministro.

21:43 5 Lug 2015

La dichiarazione più dura arrivata fino ad ora sul risultato greco è del socialdemocratico Sigmar Gabriel, vice-cancelliere e ministro dell’Economia tedesco. Gabriel ha detto che ritiene difficile una ripresa delle trattative visti i risultati del referendum e, secondo l’agenzia di stampa Reuters, ha aggiunto che Tsipras «ha bruciato l’ultimo ponte che portava al compromesso con l’Europa».

21:42 5 Lug 2015

I risultati parziali del referendum proiettati su un muro del Museo nazionale di arte contemporanea di Atene.

21:37 5 Lug 2015

Siamo al 64 per cento dei voti scrutinati: i “no” sono al 61,3 per cento, mentre i “sì” sono fermi al 38,7.

21:36 5 Lug 2015

Si fanno commenti scherzosi sull’abbigliamento di Varoufakis durante la conferenza stampa:

21:35 5 Lug 2015

Intanto parla il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis e attacca i creditori della Grecia dicendo che il loro obbiettivo era umiliare il paese e chiudere le sue banche.


Varoufakis sta parlando ai giornalisti in maglietta.

21:28 5 Lug 2015

“Colonialismo culturale”, dopo Bella ciao di prima ora anche Bandiera Rossa.

21:24 5 Lug 2015

Ekathimerini, il principale giornale greco in lingua inglese, scrive che la BCE ora ha le «chiavi della Grecia». Nella riunione della sua direzione domani deciderà se far fallire il sistema bancario greco o, nella migliore delle ipotesi, di far riaprire le sue banche (qui abbiamo spiegato per punti questa faccenda). Secondo i principali esperti lo scenario più probabile è una via di mezzo: al sistema bancario greco saranno concessi aiuti per mantenere le banche chiuse e con forti limiti alla quantità di denaro che si potrà prelevare.

21:18 5 Lug 2015

21:17 5 Lug 2015

La festa dei sostenitori del “no” a piazza Syntagma ad Atene.

21:08 5 Lug 2015
Quindi cosa succede da domani?

• La cosa più urgente per la Grecia è ricevere ulteriore liquidità per le sue banche che, anche con i limiti ai prelievi di questi giorni (da una settimana è possibile ritirare dai bancomat solo 60 euro al giorno) hanno oramai finito i soldi. Solo la BCE può decidere di prolungare e aumentare il programma ELA che concede aiuti di emergenza alle banche del paese.

• La banca centrale greca chiederà questa notte alla BCE di proseguire con l’ELA e di aumentarne il tetto. Se la risposta sarà negativa, martedì mattina per i greci sarà impossibile ritirare dai loro conti bancari o riscuotere le loro pensioni.

• Nel caso in cui gli ELA dovessero proseguire, il governo greco dovrà comunque ritornare a trattare con i creditori e trovare un accordo per ricevere nuovi prestiti con cui pagare gli stipendi e mantenere in piedi la macchina dello stato. 

• La scadenza per questa trattativa è il 20 luglio, quando scadrà il termine di un prestito da 3,5 miliardi concesso alla Grecia dalla BCE. Se il paese non restituirà il prestito, la BCE sarà costretta a interrompere l’ELA.

• Riassumendo: è possibile, anche se improbabile, che il sistema bancario greco fallisca martedì, nel caso in cui la BCE decidesse di interrompere gli ELA. In ogni caso è probabile che le banche resteranno chiuse, almeno fino a che il paese non raggiungerà un accordo definitivo con i creditori. Questo accordo deve necessariamente arrivare entro il 20 luglio.

21:03 5 Lug 2015

20:57 5 Lug 2015

Una battuta un po’ oscura in cui il direttore di IL fa riferimento a questo:

20:51 5 Lug 2015

I “no” hanno vinto. Siamo a più del 50 per cento dei voti scrutinati e sono al 61,2 per cento, mentre i “sì” sono fermi al 38,8.

20:48 5 Lug 2015

Cosa succederà domani alla Grecia rimane ancora molto incerto. Alexandra Katsoulis, giornalista di CNBC, scrive che il ministro del Lavoro greco ha preferito non rispondere quando gli ha chiesto cosa accadrà alle banche greche questa settimana (senza gli aiuti della BCE, infatti, rischiano di dover chiudere in massa).

20:47 5 Lug 2015

In piazza Klafthmonos, ad Atene, i sostenitori del “no” cantano “Bella ciao”.

L’origine della canzone “Bella ciao” non è chiara. Già in passato, comunque, era stata durante alcune proteste contro l’austerità in Grecia.

Il testo di Bella ciao venne cantato pubblicamente per la prima volta nel 1948 al Festival della Gioventù di Berlino da un gruppo di studenti italiani. La sua origine non è però molto chiara. Si tratta di un canto popolare e la musica è di un autore sconosciuto: c’è chi sostiene sia ispirato alla melodia di un canto delle mondine che lavoravano nelle risaie della Pianura Padana, c’è chi invece lo fa derivare da una melodia yiddish. La canzone, diffusa prima del 1945 soprattutto in Emilia Romagna, è poi diventata il simbolo della Resistenza italiana, nonostante il canto più diffuso tra le brigate partigiane fosse allora “Fischia il vento”. Nel libro Canti della Resistenza italiana si spiega: «Presumibilmente “Bella ciao” non fu mai cantata durante la guerra partigiana, ma nacque nell’immediato dopoguerra». La sua diffusione al di fuori dell’Italia avvenne comunque dopo la guerra, entrando (tradotta nelle varie lingue) nelle tradizioni dei comunisti greci, del movimento della sinistra rivoluzionaria in Turchia, il TKP, e anche in molte comunità zapatiste del Chiapas.

(Continua a leggere la storia di Bella Ciao sul Post)

20:40 5 Lug 2015

Le buffe guardie presidenziali greche di fronte al Parlamento di Atene, e le loro buffe calzature.

20:32 5 Lug 2015

Secondo molti giornalisti la vittoria del “no” è attribuibile almeno in parte alla promessa di Tsipras di raggiungere un accordo con i creditori entro due giorni dalla data del referendum.

20:32 5 Lug 2015

Lui aveva capito tutto già un’ora fa.

20:30 5 Lug 2015

Si comincia a festeggiare sul serio a piazza Syntagma: siamo a più del 40 per cento delle schede scrutinate, il “no” è avanti con il 61 per cento dei voti.

20:28 5 Lug 2015

Siamo a più del 40 per cento dei voti scrutinati e il “no” è sempre 61 per cento, mentre i “sì” sono fermi al 39.

20:24 5 Lug 2015

Altra questione di cui tenere conto: intorno al 12 luglio il governo greco dovrà pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, ma senza un accordo con i creditori non ci sono i soldi per farlo.

20:24 5 Lug 2015

Gianni Barlassina del Post è sempre davanti alla sede di Syriza, il partito di Tsipras, ad Atene, dove sembra siano in corso grandi festeggiamenti.

20:19 5 Lug 2015

Una piccola, ma interessante questione secondaria: il video del ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis che dice che otterrà un accordo con i creditori «ventiquattro ore dopo il voto». Varoufakis aveva smentito la dichiarazione subito dopo la chiusura dei seggi.

20:18 5 Lug 2015

Alcuni membri di L’Altra Europa con Tsipras – lista elettorale italiana di sinistra che si è formata per sostenere la candidatura di Tsipras a presidente della Commissione europea alle elezioni del 2014 – vanno verso piazza Syntagma ad Atene per festeggiare la quasi certa vittoria del “no”.

20:10 5 Lug 2015

Altri sostenitori del “no” ad Atene, visibilmente felici.

20:09 5 Lug 2015

Marine Le Pen, leader del Front National, un partito di destra radicale francese, si è congratulata per i risultati del referendum in Grecia.

20:07 5 Lug 2015

20:05 5 Lug 2015

I voti scrutinati hanno superato il 30 per cento e il “no” è al 60,69 per cento, il “sì” al 39,31 per cento.

20:04 5 Lug 2015

Nella sede di Syriza di Atene si seguono i risultati dello spoglio in diretta.

20:01 5 Lug 2015

Anche di fronte alla sede di Syriza di Atene si cominciano a sentire i primi festeggiamenti per quella che sembra essere una vittoria del “no”.

20:00 5 Lug 2015

Qui trovate una spiegazione lunga di cosa potrebbe succedere se vincesse il no, come al momento sembra molto probabile.

19:59 5 Lug 2015

I primi festeggiamenti per il “no” a piazza Syntagma, ad Atene.

19:54 5 Lug 2015

Secondo l’agenzia di stampa AFP, questa notte i funzionari della banca centrale greca chiederanno ufficialmente alla BCE di alzare il tetto dell’ELA, il programma di finanziamento straordinario che ha permesso fino ad oggi alle banche greche di continuare ad erogare denaro (anche se con il limite di 60 euro di prelievo al giorno).  Dalla risposta della BCE dipenderà se il governo greco avrà il tempo di condurre ulteriori trattative con i suoi creditori.

19:54 5 Lug 2015

Giornalisti fuori dalla sede di Syriza, vicino a piazza Syntagma: tra loro anche il nostro Gianni Barlassina.

19:47 5 Lug 2015

Primi effetti della probabile vittoria del “no”: secondo l’Huffington Post Greece, il governo ha deciso che da domani non si potrà più ritirare il denaro depositato nelle cassette di sicurezza delle banche.

19:42 5 Lug 2015

Lo spoglio intanto ha superato il 20 per cento dei voti e i “no” sono al 60,4 per cento, i “si” al 39,58.

19:40 5 Lug 2015

Secondo le proiezioni della società incaricata di gestire e comunicare i risultati del referendum il “no” potrebbe ottenere più del 61 per cento dei voti.

19:39 5 Lug 2015

Un ragazzo e una ragazza sostenitori del “no”, ad Atene.

19:36 5 Lug 2015

Nate Silver, esperto di elezioni e direttore del sito FiveThirtyEight dice che se fossimo negli Stati Uniti, con lo spoglio a questo punto sarebbe già stata decretata la vittoria del “no”.

19:32 5 Lug 2015

Una mappa del sito del referendum mostra in tempo reale i risultati. Per ora è tutta arancione, il colore che indica la vittoria del “No” in una data regione (il colore del “Sì” è il verde).

19:29 5 Lug 2015

C’è anche chi non pensa che il governo greco abbia molto da festeggiare:

19:27 5 Lug 2015

19:27 5 Lug 2015

Un venditore di bandiere della Grecia va verso piazza Syntagma ad Atene.

19:25 5 Lug 2015

Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Interno (in aggiornamento) l’affluenza è stata del 55,8 per cento. Per il momento è un dato di quasi dieci punti inferiore rispetto alle elezioni politiche dello scorso gennaio, quando andarono a votare il 63,8 per cento degli aventi diritto.

19:24 5 Lug 2015

Lo spoglio sta procedendo piuttosto rapidamente: siamo al 13,17 per cento delle schede scrutinate, e il “No” è al 60,15 per cento.

19:24 5 Lug 2015

Se dovesse davvero vincere il “no” c’è chi pensa che l’attenzione dell’Europa sarà tutta concentrata sulla Grecia e quindi potrebbe essere un buon momento per prendersi un altro pezzo di Ucraina.

19:20 5 Lug 2015

Siamo appena all’inizio dello spoglio, ma in tutte le regioni per ora è nettamente avanti il “No”.

19:19 5 Lug 2015

La regione più avanti nello scrutinio è la Macedonia Occidentale, che confina con Albania e Macedonia. Sono state scrutinate il 19 per cento delle schede, il “No” finora ha ottenuto il 56,49 per cento.

19:18 5 Lug 2015

Una sostenitrice del “no” ad Atene.

19:13 5 Lug 2015

Un aggiornamento sui dati reali: alle 19.12 italiane e sull’8,67 per cento di schede scrutinate, il No ha quasi il sessanta per cento dei voti.

19:10 5 Lug 2015

Secondo Reuters, la Banca Greca chiederà alla Banca Centrale Europea nuova liquidità “di emergenza” per le banche greche.

19:06 5 Lug 2015

Secondo i dati ufficiali del ministero dell’Interno l’affluenza al referendum è stata superiore al 50 per cento.

19:04 5 Lug 2015

L’equivalente greco del nostro sottosegretario alla presidenza del Consiglio, il ministro dello Stato Nikos Pappas, dice che un nuovo accordo con i creditori sarà raggiunto entro il 20 luglio. Oggi avevamo spiegato perché questa è la scadenza ultima e definitiva per decidere se la Grecia resterà dentro o fuori dall’euro.

19:01 5 Lug 2015

Ancora sulle dichiarazioni di Varoufakis (Rodríguez è un giornalista del Mundo).

19:01 5 Lug 2015

Si contano i sì e i no ai seggi elettorali di Atene.

18:57 5 Lug 2015

Su Twitter si fa molta ironia sul tweet in cui Varoufakis accusa la stampa greca di aver travisato le sue parole. In particolare, in molti notano che la precisazione del ministro delle Finanze greco è arrivata soltanto dopo la chiusura dei seggi.

18:53 5 Lug 2015

Il ministro della Difesa Panos Kammenos – del partito di destra Greci Indipendenti – ha fatto un tweet molto netto sul referendum di oggi.

«Oggi è stato dimostrato che il popolo greco NON PUO’ ESSERE RICATTATO, TERRORIZZATO O MINACCIATO. Ha vinto la democrazia»

18:50 5 Lug 2015

Il punto, sia che vincano i “no” come dicono i sondaggi, sia che a sorpresa vincano i “sì”, è che ora la BCE deve continuare a fornire liquidità di emergenza alle banche greche, altrimenti non ci sarà tempo per fare nessuna trattativa.

18:47 5 Lug 2015

Il primo ministro greco Alexis Tsipras è arrivato con la sua compagna Peristera (Betty) Baziana alla Maximos Mansion, la sede del primo ministro ad Atene, vicino a piazza Syntagma.

18:43 5 Lug 2015

Intanto il ministro dell’economia Yanis Varoufakis ha smentito la notizia che in caso di vittoria del “no” il governo potrebbe raggiungere un nuovo accordo in meno di 24 ore.

In particolare Varoufakis dice che i media greci hanno alterato la sua risposta, ma a fargli la domanda è stata una giornalista di CNBC, un network americano.

18:39 5 Lug 2015

Le cose da sapere, per chi è arrivato solo ora:

• Il “No” è avanti di poco in tutti i sondaggi citati dalle televisioni greche (attenzione: non si tratta di exit poll, che vengono condotti fuori dai seggi, ma di “semplici” sondaggi)
• Le prime proiezioni sui voti reali dovrebbero essere diffuse attorno alle 20 italiane
• Un portavoce del governo greco ha detto che i risultati rappresentano «un messaggio per il governo […] per andare avanti velocemente per cercare un accordo e risolvere la situazione del sistema bancario»

18:35 5 Lug 2015

Helena Smith, la corrispondente del Guardian ad Atene, ha detto che i primi sondaggi hanno generato del “cauto ottimismo” riguardo la vittoria del “No” in quelli di SYRIZA, il partito del primo ministro Alexis Tsipras.

18:30 5 Lug 2015

La domanda che tutti si fanno ora: “Cosa succede se vincono i Sì o i No in Grecia?”. La risposta breve è che non si sa. Quella lunga è qui.

18:29 5 Lug 2015

Il governo francese ha detto che domani Hollande e Merkel si incontreranno per fare il punto sul risultato del referendum. 

18:27 5 Lug 2015

Il Guardian ha aperto in maniera piuttosto teatrale la sua copertura dello spoglio dei voti. Noi diremmo «RESTATE INCOLLATI ALLA SEDIA, INIZIA LO SPETTACOLO».

18:26 5 Lug 2015

Quattro cose da sapere per chi arriva adesso. Quelle minime.

1. I seggi hanno chiuso alle 18, non ci sono stati exit poll, ma le TV greche hanno pubblicato dei nuovi sondaggi che danno quasi tutti il “no” in vantaggio. I risultati preliminari sono attesi per le 20-20 e 30 ora italiana. Gli ultimi sondaggi davano “sì” e “no” praticamente alla pari.
2. Comunque vada il referendum, la situazione da tenere d’occhio è quella delle banche greche che hanno praticamente terminato la liquidità e avranno bisogno della BCE o di qualche drastico intervento del governo greco per continuare ad operare la prossima settimana.

3. Non è detto che una vittoria del “no” significhi automaticamente un’uscita della Grecia dall’Euro. In queste ore si moltiplicano le dichiarazioni di leader politici europei che sostengono che le trattative potranno continuare anche se i “no” dovessero ottenere la maggioranza.

4. Qualunque sia il risultato del referendum, è probabile che il governo greco dovrà affrontare un qualche genere di rimpasto. Se dovesse vincere il “sì” Tsipras potrebbe essere costretto a dimettersi, ma anche in caso di vittoria del “no” per continuare i negoziati potrebbe essere necessario sostituire alcuni ministri.

18:24 5 Lug 2015

Reuters ha trascritto quanto detto dal portavoce del governo greco Nikos Filis dopo la diffusione dei primi sondaggi: 

«Credo che sia un messaggio per il governo […] di andare avanti velocemente per cercare un accordo e risolvere la situazione del sistema bancario»

18:20 5 Lug 2015

Molti giornalisti che si occupano di Grecia stanno suggerendo di prendere questi sondaggi con le molle: l’unica cosa che si può intuire, a naso, è che probabilmente non ci sarà una vittoria schiacciante di nessuna delle due opzioni

18:19 5 Lug 2015

Buonasera. In Grecia, i seggi hanno chiuso alle 18 dell’ora italiana: pochi minuti dopo, le principali tv greche hanno diffuso i risultati dei sondaggi effettuati oggi: in tutti i sondaggi che stanno circolando, il “No” è avanti di poco. Ci vuole però molta cautela, dato che questi dati non vanno considerati exit poll – che sono raccolti ai seggi – ma solo dei “semplici” sondaggi.

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