• Mondo
  • sabato 27 giugno 2015

Un incredibile venerdì di notizie

Gli attentati in Francia, in Tunisia e in Kuwait, la storica decisione sui matrimony gay negli Stati Uniti e il referendum in Grecia: per chi si è perso dei pezzi

Venerdì 26 giugno è stata una giornata molto agitata in diverse parti del mondo. Ci sono stati tre violenti attentati in tre continenti diversi: in Europa, con l’attacco alla fabbrica vicino a Lione, in Africa, con il brutale attentato su una spiaggia turistica di Susa, e in Asia, con l’esplosione a Kuwait City di una moschea frequentata da sciiti. Ma venerdì è stato anche un giorno storico per la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di dichiarare incostituzionali i divieti ai matrimoni gay in tutto il territorio nazionale. E poi altre cose più piccole, che abbiamo messo in ordine per chi si è perso dei pezzi ed era distratto.

La strage in un resort in Tunisia. Intorno alle 13 un uomo ha attaccato la spiaggia del resort Imperial Marhaba di Susa, sul Golfo di Hammamet, molto frequentato da turisti europei: ha sparato e ucciso almeno 39 persone, tra cui cittadini britannici, belgi e tedeschi. L’attentato, che è stato rivendicato dall’ISIS, è stato il più violento mai compiuto nella storia della Tunisia.

L’uomo decapitato in Francia. Almeno due uomini hanno provocato un’esplosione a una fabbrica di Saint-Quentin-Fallavier, nel sudest della Francia, nei pressi di Lione. Sul posto un uomo è stato trovato decapitato, con delle scritte in arabo sul corpo, e sono state trovate anche due bandiere islamiste. Un attentatore è stato ucciso, un altro arrestato: non ci sono ancora rivendicazioni di gruppi terroristici internazionali.

L’attentato suicida in Kuwait. Venerdì mattina un uomo si è fatto esplodere in una moschea di Kuwait City, la capitale del Kuwait, uccidendo almeno 27 persone. La moschea colpita è frequentata soprattutto da sciiti. L’attacco è stato rivendicato dall’ISIS: è il primo che l’ISIS compie in Kuwait.

La Corte Suprema sui matrimoni gay. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha reso incostituzionali le leggi statali che vietano il matrimonio gay, rendendolo di fatto legale in tutto il paese (fino a ieri era riconosciuto “solamente” dal governo federale e da 37 stati). La decisione è stata presa con 5 giudici favorevoli e 4 contrari: è una decisione storica, festeggiata da Obama (#LoveWins) e ripresa da tutti i siti di news americani.

L’accordo europeo sui migranti. Nella notte tra giovedì e venerdì i leader dei paesi europei si sono accordati sulla redistribuzione in diversi stati europei di 40mila richiedenti asilo nel corso dei prossimi due anni. All’accordo non partecipano il Regno Unito, la Bulgaria e l’Ungheria. Matteo Renzi ha definito l’accordo “modesto”.

Il referendum in Grecia sul piano di aiuti. Il primo ministro Alexis Tsipras lo ha annunciato poco prima della mezzanotte tra venerdì e sabato. Si terrà il 5 luglio, i greci dovranno decidere se accettare il programma di riforme che l’Europa ha chiesto in cambio di un prestito. L’estrema sinistra di Syriza, la coalizione di cui Tsipras è leader, ha già annunciato che voterà contro l’accordo.

Le altre notizie della giornata di venerdì: Barack Obama ha cantato “Amazing Grace” nella chiesa di Charleston, durante il funerale del pastore ucciso la scorsa settimana dal 21enne Dylann Roof. Il Banco di Sardegna Sassari ha vinto lo scudetto del basket, battendo Reggio Emilia in gara-7 in una bellissima serie finale dei playoff. Alcuni esponenti dei gruppi consiliari calabresi della scorsa legislatura sono stati arrestati per una storia di rimborsi illeciti: l’inchiesta riguarda anche l’attuale senatore di Nuovo Centrodestra Giovanni Bilardi.

Richard Matt, uno dei due uomini scappati da una prigione dello stato di New York lo scorso 6 giugno è stato trovato e ucciso dalla polizia. Trenta persone sono state uccise in un attacco di al Shabaab a una base militare dell’Unione Africana nel sud della Somalia. A Kobane, città siriana abitata da curdi, sono proseguiti gli scontri tra i miliziani dell’ISIS e i curdi siriani: dal 25 giugno sono state uccise a Kobane almeno 146 persone.

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