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  • lunedì 2 Settembre 2013

Merkel Steinbrück zero a zero

Che cosa hanno detto, e come se la sono cavata, i due candidati all'atteso dibattito televisivo per le elezioni politiche in Germania

Nella sera di domenica 1 settembre, si è svolto l’unico dibattito televisivo della campagna elettorale tedesca fra Angela Merkel, il Cancelliere uscente e capo del partito dei Cristiani democratici (CDU), e Peer Steinbrück, sostenuto dai socialdemocratici (SPD) e dai Verdi. Il dibattito è andato in onda su quattro reti televisive ed è durato circa 90 minuti: i due candidati avevano a disposizione al massimo un minuto e mezzo per rispondere alle domande dei quattro giornalisti che hanno moderato il dibattito. Si è discusso molto di politica estera e di economia, ed entrambi i candidati se la sono cavate bene, anche se non è comunque chiaro chi ne sia uscito meglio: diversi osservatori hanno scritto che Steinbrück è risultato generalmente più convincente di Merkel, la quale più che altro ha cercato di apparire rassicurante e sicura di sé. Il dibattito è stato visto da oltre 20 milioni di spettatori; le elezioni si terranno fra circa tre settimane, il 22 settembre.

La situazione di partenza
Durante la campagna elettorale si è scritto molto riguardo la presunta inadeguatezza di Steinbrück come candidato della coalizione di centrosinistra: sebbene sia stato scelto per le sue posizioni generalmente moderate e per essere conosciuto come un apprezzato economista (fu il Ministro delle Finanze nel governo di coalizione fra CDU e SPD fra il 2005 e il 2009), ha commesso una ricca serie di errori di comunicazione. Nel dicembre 2012, per esempio, disse che Merkel era più avvantaggiata rispetto a lui perché «è una donna», e che le elettrici avevano apprezzato il modo in cui si era imposta nel partito e in Europa.

Merkel, al contrario, è apprezzata anche dagli elettori di sinistra per il suo carattere pragmatico e per il modo con cui ha gestito l’economia tedesca durante la crisi economica. La sua campagna elettorale ha puntato molto sul fatto che la buona situazione della Germania è merito del suo governo, e che per questo non dovrebbe esserci alcun motivo per cambiare. Più che dalle dichiarazioni di Steinbrück, negli ultimi mesi i casi più complicati da gestire nel mezzo di una campagna elettorale sono arrivati dall’esterno: il governo tedesco è stato accusato di debolezza sia in occasione della notizia che la NSA (l’agenzia di sicurezza americana) aveva avuto accesso a molti dati relativi a cittadini tedeschi, sia recentemente, sulla complicata questione di un intervento militare in Siria.

Nei sondaggi precedenti al dibattito, la coalizione di centrodestra che sostiene Merkel era data attorno al 47 per cento, mentre quella di centrosinistra a circa 12 punti di distanza, vicino al 35 per cento. Per questo motivo, secondo gli osservatori, Steinbrück era in qualche modo obbligato a risultare molto deciso e incalzante, con il rischio però di apparire arrogante. Per Merkel il compito era più facile: essendo molto avanti nei sondaggi, il suo obiettivo era ridurre al minimo le possibilità di fare errori o risultare troppo sicura della vittoria.

Di che cosa si è discusso
Merkel ha insistito molto sul fatto che la Germania sia riuscita a gestire meglio di altri paesi la crisi economica, aggiungendo che «le cose che abbiamo fatto negli ultimi quattro anni sono semplicemente incredibili». Steinbrück ha risposto dicendo che in realtà nel paese la distanza fra ricchi e poveri è aumentata negli ultimi anni, e che il governo non tiene conto dei 7 milioni di persone che vivrebbero con uno stipendio inferiore agli 8,5 euro all’ora, che la SPD ha intenzione di stabilire come nuova soglia della povertà. Steinbrück ha poi detto che è necessario aumentare gli stipendi minimi attraverso l’introduzione di nuove tasse per i redditi superiori ai 100.000 euro, e in generale finanziare l’istruzione statale con nuove tasse. Merkel ha risposto dicendo che le tasse proposte dalla SPD, se introdotte, metterebbero a rischio la buona situazione economica che la Germania è riuscita a mantenere negli ultimi anni.

Steinbrück ha anche detto che la politica di eccessiva austerità che la Germania ha imposto alla Grecia (riguardo alla quale poco tempo fa il ministro delle finanze tedesco ha detto che servirà una terza serie di aiuti europei) è fallita: «ciò che manca è un programma di ricostruzione, un impulso alla crescita, un impegno contro la disoccupazione giovanile». Merkel ha risposto che fu il governo del socialdemocratico Gerhard Schröder, nel 2001, a spingere affinché la Grecia adottasse l’euro, e che l’Unione Europea, in questi mesi, si sta occupando di creare nuovi posti di lavoro.

Merkel ha poi respinto le accuse di debolezza del proprio governo dichiarando che – per quanto riguarda la vicenda dell’NSA – si fida delle rassicurazioni che il governo americano ha fatto sul tema. Ha poi aggiunto che la Germania non parteciperà ad un attacco militare in Siria portato avanti solo dagli Stati Uniti, e ha insistito sul fatto che un’eventuale azione militare dovrà essere legittimata da una decisione presa dalla NATO con le Nazioni Unite o dall’Unione Europea. SPD e Verdi si erano già dichiarati contrari all’intervento militare.

Qualche commento, e cosa succederà adesso
Alcuni sondaggi effettuati dalla televisione ARD immediatamente dopo il dibattito hanno rilevato che Steinbrück è risultato «più convincente» per il 49 per cento degli spettatori (Merkel 44), in particolare per il 54 per cento di coloro che non hanno ancora deciso per quale partito votare. Secondo un altro sondaggio, condotto dalla rete televisiva ZDF, Merkel sarebbe invece uscita meglio dal dibattito per il 40 per cento delle persone interpellate, contro il 33 per cento assegnato a Steinbrück.

L’Economist ha commentato che Merkel ha utilizzato il suo consueto atteggiamento materno, rassicurando e al contempo «mettendo al loro posto i tedeschi, ma in una maniera non troppo dolorosa». L’analista politico Juergen Falter ha detto che Steinbrück è riuscito a essere efficace e «potrebbe aver segnato qualche punto, ma bisogna vedere se sarà sufficiente per attirare voti verso la SPD». Secondo lo Spiegel dopo il dibattito «un nuovo governo di coalizione è sempre più probabile».

Poiché il sistema elettorale tedesco è un proporzionale puro, ottenere una maggioranza solida è comunque molto difficile: nel caso l’SPD riuscisse a guadagnare voti e ottenere un «solido secondo posto», Merkel potrebbe essere costretta a formare un nuovo governo di coalizione, dopo quello che è rimasto in carica dal 2005 al 2009.

foto: MAX KOHR/AFP/Getty Images