Vittorio Gassman, tragico e comico
Uno dei più grandi attori italiani di sempre morì vent'anni fa, dopo aver fatto sia "Riso amaro" che "L'armata Brancaleone", e aver letto sia Dante che le etichette dei capi delicati

Uno dei più grandi attori italiani di sempre morì vent'anni fa, dopo aver fatto sia "Riso amaro" che "L'armata Brancaleone", e aver letto sia Dante che le etichette dei capi delicati

Morì oggi dieci anni fa, e prima fu unica nella storia delle grandi attrici hollywodiane, nel lavoro e nella vita

Massimo Gramellini chiama gli italiani a "un po' di dignità", come il ct del basket Pianigiani

Con ferite da accoltellamento: si sa ancora poco sull'accaduto, un suo coetaneo è stato arrestato

Oltre che attrice in film come “Il sorpasso”, era stata anche presentatrice tv, scrittrice e cantante: aveva 77 anni


È stata una delle più grandi attrici del cinema italiano: aveva 90 anni ed era malata da tempo




Aveva 87 anni, ed era una delle attrici italiane più importanti del cinema italiano e non solo

Sì, "dei", avevano deciso di chiamarsi con un nome e cognome, ma "Spencer Tracy" rischiò di metterli nei guai


Fu probabilmente l'ultima vera star del cinema, e morì dieci anni fa dopo essere stata una celebrità tra le celebrità

«Quelli delle elementari non erano allegri e fantasiosi, erano grigi e sottili, a righe o a quadretti. E con le macchie di inchiostro. Ognuno aveva la copertina illustrata secondo le materie, Giulio Cesare o Augusto per la Storia, Atlante con il mondo sulle spalle per la Geografia... ma i motivi più ricorrenti erano il fascio e il profilo del duce. Solo in seguito, al ginnasio, arrivarono i quaderni eleganti, con la copertina tutta nera, da sera»

Italia-Brasile ai Mondiali, una partita di basket su Rai 4 e diversi film

Storia di come in politica giri da sempre l'accusa di favorire «conventicole», persone di fiducia e familiari

Una raccolta di monologhi, conversazioni e litigate di uno dei più celebri attori di teatro italiani, morto vent'anni fa

«C’è chi grida trenta secondi dopo che il punto è stato fatto e poi emette versi o battute per sfidare il giocatore che andrà a battere. Non si tratta più di tifo, ma di una narcisistica necessità di apparire, di restare memorabili, spesso nel male»
