Casal di Principe è piena di case da demolire, piene di persone
«Non riesco a coniugare legalità e giustizia» dice il sindaco Renato Natale, che si è dimesso per non aver potuto evitare uno sfratto

«Non riesco a coniugare legalità e giustizia» dice il sindaco Renato Natale, che si è dimesso per non aver potuto evitare uno sfratto

«Non riesco a capire buona parte delle leggi italiane, meno che mai quelle che riguardano la scuola e l’istruzione. Nella legge n. 79 del 29 giugno 2022, che mira tra le altre cose a ‘mettere ordine’ nel reclutamento degli insegnanti, c'è un periodo di centosedici parole, ripieno di termini astratti e di reboanti princìpi. Scrivono così, gli hanno insegnato a scrivere così, parte del loro carisma riposa su quest’uso atroce dell’italiano»

«Sebbene Alberto Sordi e Aldo, Giovanni e Giacomo sfottano un mondo che prendo seriamente perché è la mia vita e il mio lavoro, non riesco a non ridere. L’arte non è per tutti come vogliamo invece far credere con la retorica insopportabile della "bellezza che salverà il mondo". Rispetto chi pensa che l’arte contemporanea sia fuffa. Il vero problema è che non c’è comico che possa battere la realtà. L’arte contemporanea è esposta a scherzi, inganni e fraintendimenti, e spesso si prende in giro da sola»

«Ascoltando parlare gli alcolisti anonimi, non riesco a smettere di chiedermi perché alcuni sì e altri no. Quando si passa dal bere solo di sera al bere anche a mezzogiorno, e perché? Penso a chi beve sempre, e penso anche a me che non riesco a non bere alcol la sera. Per la mia amica è stato un crescendo quasi impercettibile. All’inizio lo faceva prima di uscire a cena per essere più simpatica (difficile immaginarla più simpatica), alla fine è arrivata a farsi due birre alle 7 del mattino prima di andare a lavorare. “Le bevevo per terra, come una disperata. Sono arrivata a nascondere il vino nelle borracce di calcio dei miei figli per poter bere alcol durante le partite”. Intorno, nello stesso quartiere, è l'ora dell'aperitivo»

«Romanzi con un “messaggio” più o meno esplicito sono stati scritti (basti pensare al realismo socialista) e vengono scritti tutt’oggi. Ma leggere pensando che l’autore avesse in mente fin dall’inizio una replica a qualche grande domanda, e l’abbia distillata in forma romanzata, è un modo di leggere che non riesco nemmeno a concepire. Quale sarebbe il messaggio delle "Memorie di Adriano", o di "Gita al faro"? E di "Anna Karenina"? "Non suicidatevi"? E della "Metamorfosi"? "Non trasformatevi in insetti"?»

«Non si tratta solo di immagini o di gol. Per gran parte della mia vita vedere è stato sufficiente. Oggi è il contrario. Tutto può essere ricreato, smentito, confermato da un secondo parere. Si è modificato il ritmo con cui un’emozione riesce a diventare tale. Tra l’evento e la reazione si apre sempre più spesso un intervallo, uno spazio vuoto che non riesco a riempire»

Due uomini di Troy, in Michigan (USA) si sono sottoposti a una simulazione del dolore del parto, in un tentativo piuttosto originale di celebrare la festa della mamma. Le contrazioni del travaglio sono state simulate attraverso scariche di intensità crescente trasmesse da elettrodi posizionati sull'addome. Hanno concluso che sì, fa male.

E non è affatto un caso isolato: la legge locale sull'aborto è molto restrittiva, per ragioni culturali e religiose

Lo dicono i dati dell'OMS: la mortalità materna si è quasi dimezzata negli ultimi 25 anni ma non sono stati raggiunti gli obiettivi fissati dall'ONU

Un articolo del New Scientist sostiene e argomenta una posizione controcorrente e critica la "glorificazione" del parto naturale



Permette alle donne di dare in adozione un neonato in condizioni di riservatezza, ma è una possibilità utilizzata raramente

I casi di cronaca che raccontano le "gravidanze criptiche" fanno spesso scalpore, ma il fenomeno non è così insolito e può avere molte spiegazioni

Ma di questo disturbo si parla poco, è molto stigmatizzato e difficile da misurare

Il ministro dell'istruzione: "I tre mesi di riposo dopo il parto sono un privilegio"

Almeno secondo una nuova ricerca, che ha analizzato le variazioni nella materia grigia in un gruppo di donne prima e dopo il parto

Un libro fotografico prova a raccontare e mostrare l'esperienza del parto: perché tutti possano imparare a parlarne con più naturalezza

Cosa dicono i dati dell'ISTAT: l'età media alla nascita del primo figlio, quante fanno un figlio senza essere sposate né convivere e quante smettono del tutto di lavorare dopo il parto
