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  • Giovedì 17 settembre 2026

L’uomo che fa fallire le squadre di calcio

O comunque le lascia molto, molto peggio di come le trova: auguratevi che Gerard López non compri quella per cui tifate

di Valerio Moggia

Gerard López nel 2019 (Xavier Laine/Getty Images)
Gerard López nel 2019 (Xavier Laine/Getty Images)
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A inizio settembre la Federazione calcistica francese (FFF) ha confermato la retrocessione d’ufficio del Bordeaux nel Régional 1, la sesta divisione del calcio francese, a causa della grave situazione finanziaria della società. Il Bordeaux esiste da oltre un secolo, rappresenta la sesta città più popolosa del paese, ha vinto sei volte il campionato (l’ultima nel 2009) e ci hanno giocato alcuni tra i migliori calciatori francesi di sempre, tra cui Zinédine Zidane. La storia del Bordeaux è inoltre rilevante perché ha al centro Gerard López, l’imprenditore lussemburghese ritenuto il principale responsabile di questo fallimento.

E non solo di questo: è la quarta volta che una sua squadra arriva a un passo dalla bancarotta. Il Luxembourg Times lo ha definito un «becchino» per la sua tendenza ad acquistare società già indebitate e a peggiorarne rapidamente la situazione.

López ha 54 anni. Da oltre venti gestisce il fondo d’investimento Mangrove Capital Partners, attraverso il quale nei primi anni Duemila investì in Skype ed eBay. Nel 2008, assieme al socio Eric Lux, un imprenditore lussemburghese impegnato nell’edilizia, fondò la società d’investimento Genii Capital, attraverso la quale l’anno seguente acquistò il team di Formula 1 della Renault, a quei tempi in difficoltà economiche.

Quella prima esperienza in Formula 1 fu una sorta di anteprima di quello che López avrebbe poi fatto nel calcio. Nel 2012 il marchio Renault si ritirò dalla scuderia e Genii Capital lo sostituì con Lotus, una storica casa automobilistica britannica con una lunga presenza in Formula 1 tra gli anni Cinquanta e Novanta. I risultati furono però assai deludenti: la scuderia accumulò 140 milioni di euro di debiti e nel 2015 fu di nuovo ceduta a Renault per la cifra simbolica di un euro. Non il migliore degli investimenti.

Gerard López, all’epoca co-proprietario della squadra Lotus di Formula 1, regala un casco al primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, nel 2014 (EPA/Diego Crespo)

Nel 2017 López acquistò il Lille dal produttore cinematografico Michel Seydoux, prozio dell’attrice Léa Seydoux. López puntò anzitutto a fare cassa tramite alcune cessioni molto remunerative: la squadra, che cinque anni prima aveva vinto il campionato, aveva infatti diversi giocatori promettenti e ambiti. Tra il 2019 e il 2020 ricavò oltre 200 milioni di euro dalla vendita di Nicolas Pépé, Rafael Leão, Gabriel Magalhães e Victor Osimhen. Nonostante questo nel 2020 il club arrivò ad avere debiti per oltre 50 milioni di euro e a dicembre il principale creditore, il fondo statunitense Elliott Management, forzò López a cedere le proprie quote. Solo sei mesi dopo l’avvenuta cessione il Lille tornò a vincere il titolo nazionale francese.

In quegli stessi anni López acquistò il Royal Excel Mouscron, una squadra belga che era già stata legata al Lille ai tempi di Seydoux, e il Boavista, squadra portoghese che aveva vinto il campionato nel 2001, e che era tornata nella massima divisione dopo essere passata da due retrocessioni a causa di uno scandalo di corruzione.

Anche con Boavista e Royal Excel Mouscron le cose finirono male. Un anno dopo l’arrivo di López il Mouscron retrocesse in seconda divisione e nell’estate del 2022 finì in quarta divisione per irregolarità finanziarie, fallendo prima dell’inizio del nuovo campionato. Il Boavista è retrocesso l’anno scorso nella seconda serie portoghese, e a causa degli oltre 150 milioni di euro di debiti è stato ulteriormente declassato in quinta divisione. A luglio un tribunale ne ha ordinato la liquidazione, ma una raccolta fondi organizzata dai tifosi ha raccolto i 55mila euro necessari a evitarla, almeno per ora.

Ma torniamo al Bordeaux. López arrivò nel giugno 2021 promettendo di salvare il club dopo la pessima gestione finanziaria del fondo statunitense King Street. Nel 2022 la squadra retrocesse in seconda divisione (non succedeva da decenni), poi arrivarono altre retrocessioni stabilite dai tribunali sportivi fino all’attuale sesta divisione (che è già iniziata, per ora senza il Bordeaux). Quando arrivò López la squadra aveva circa 50 milioni di euro di debiti, dopo tre anni della sua gestione erano più che raddoppiati. In estate López ha venduto la squadra, anche stavolta per un euro, anche questa volta lasciandola a un passo dal fallimento.

Un meme in cui Gérard López (allora presidente di Bordeaux, Boavista e Mouscron) veniva paragonato a Bart Simpson che gioca a scacchi su più tavoli e perde sempre.

Come e perché Gérard López continui ad acquistare club sportivi per poi portarli sull’orlo del fallimento non è chiaro. Di sicuro, rivolgendosi già a società in difficoltà economiche, il costo dell’acquisizione è abbastanza ridotto. E in genere cerca di guadagnarci soprattutto attraverso la cessione dei calciatori più forti. López agisce principalmente attraverso una delle società che controlla, Jogo Bonito, il cui patrimonio stimato è di circa 70 milioni di euro.

Già nel 2022 The Observer gli aveva dedicato un ritratto molto critico, raccontando i suoi legami commerciali con tre banche russe sottoposte a sanzioni. Il titolo – poi fatto cambiare dai legali di López – lo presentava come “collaboratore di Vladimir Putin”. In effetti in un’intervista del 2015 con il settimanale spagnolo XL, López aveva detto di inviare ogni anno una lettera di auguri di compleanno a Putin, dicendo di avere con lui un «ottimo rapporto» e di avergli messo a disposizione un’auto di Formula 1 per fare un giro a San Pietroburgo.

A dicembre López andrà a processo in Lussemburgo con l’accusa di falso, in relazione ad ambigui trasferimenti di denaro tra il Regno Unito e Hong Kong.