Il Barcellona sta segnando tantissimi gol
Già 33 in sole 7 partite, tanti anche per i suoi altissimi standard: e senza un vero centravanti
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La squadra di calcio maschile del Barcellona ha iniziato la stagione segnando tantissimi gol. Finora ha giocato sette partite tra campionato spagnolo e Champions League: le ha vinte tutte, e in cinque di queste ha segnato almeno 5 gol. Sono molto in forma soprattutto i suoi due giocatori offensivi di maggior talento, Lamine Yamal e Raphinha, che hanno già fatto 19 gol in due, gli stessi fatti fin qui in totale da tutto il Real Madrid.
Il Barcellona riesce a fare così tanti gol nonostante giochi senza un vero e proprio centravanti, ovvero un attaccante centrale, spesso grande e grosso. Non ha uno come Erling Haaland, insomma, da quando in estate se n’è andato Robert Lewandowski. Durante il calciomercato estivo ha provato a comprare Julián Alvarez dall’Atletico Madrid, ma non c’è riuscita, e per ora non è un problema. «La gente vuole sempre un attaccante che segni 40 gol all’anno, ma posso assicurarvi che a questa squadra non mancheranno di certo i gol», ha detto il centrocampista Pedri.
In questa stagione il Barcellona ha già fatto 33 gol, una media di 4,7 a partita. La squadra italiana che ne ha fatti di più, l’Inter, ha una media di 2,8 gol a partita. In 6 partite di campionato ha fatto più gol di quanti ne fece la scorsa stagione in 38 partite l’Oviedo, ultimo classificato.
Oltre a Yamal e Raphinha, stanno giocando molto bene anche gli esterni d’attacco Karim Adeyemi e Anthony Gordon e il centrocampista offensivo Fermín López. Secondo l’allenatore del Barcellona, il 61enne tedesco Hansi Flick, un centravanti comunque manca, ma ci sono tanti giocatori offensivi che sanno usare «davvero bene gli spazi» in attacco.
Molti giocatori nuovi, come l’inglese Gordon, sono già molto apprezzati
Quello di togliere dalla zona offensiva un centravanti statico e riempirla di volta in volta con tanti giocatori rapidi e tecnici è un concetto che al Barcellona conoscono bene. «Il nostro attaccante è lo spazio», disse una volta Pep Guardiola, che del Barcellona è stato un giocatore e poi un allenatore molto influente.
Fin da quando venne allenato da Johan Cruijff tra gli anni Ottanta e Novanta, infatti, il Barcellona è quasi sempre stato una squadra dal gioco brillante e offensivo, in tante cose anche rivoluzionario. Tra 2008 e 2012, quando fu allenato da Guardiola, basava il proprio attacco su una serie di passaggi molto fitta e sul controllo del pallone e dello spazio, grazie alle straordinarie qualità tecniche di centrocampisti come Sergio Busquets, Xavi e Andrés Iniesta.
Era lo stile di gioco cosiddetto “tiki taka”, con cui il Barcellona vinse due Champions League e Lionel Messi divenne uno dei calciatori più forti di sempre. Era una squadra che faceva tantissimi gol: da solo Messi ne fece 79 nel 2012 (91 considerando anche quelli con la nazionale argentina), tuttora un record per un calciatore in un anno solare. Anche quella squadra non aveva un centravanti: spesso giocavano come falso nueve (cioè come finto numero 9, quello del centravanti) lo stesso Messi o l’ex centrocampista Cesc Fàbregas.
Nel 2014 il Barcellona comprò un centravanti vero, Luis Suárez. L’allenatore Luis Enrique riuscì a farlo giocare benissimo assieme ad altri due attaccanti molto creativi come Neymar e Messi: fu forse il Barcellona più forte di sempre, perlomeno statisticamente. Messi, Suárez e Neymar composero un terzetto d’attacco eccezionale: in tre segnarono 122 gol in tutte le competizioni nella stagione 2014-2015, nella quale il Barcellona vinse tutto e fece 175 gol.
Andando avanti così, questo Barcellona potrebbe battere quel record. Lo scorso anno giocò 57 partite e fece 144 gol. Se ne giocasse 57 anche quest’anno, alla media di 4,7 arriverebbe a 268 gol stagionali: non succederà, ma 175 è un obiettivo verosimile, per quanto visto finora.
Fino a pochi mesi fa il Barcellona aveva un centravanti classico e molto forte, come detto: il polacco Robert Lewandowski, che col Barcellona ha segnato 120 gol in 193 partite, ma ha 38 anni ed è andato a giocare negli Stati Uniti. Fallita la lunga e complicata trattativa per comprare Alvarez, il Barcellona ha comunque comprato dall’Arsenal il 29enne attaccante brasiliano Gabriel Jesus. È il giocatore più simile a un centravanti classico che c’è al Barcellona, ma sta giocando perlopiù come riserva.
Pur privo di centravanti come Suárez o Lewandowski, questo Barcellona sta riuscendo a creare tantissime occasioni per fare gol. Contro il Racing Santander, battuto ieri, mercoledì 16 settembre, per 7-2, l’attacco del Barcellona ha generato 6,65 Expected Goals (xG), un dato che misura la probabilità che un insieme di tiri possa diventare un gol. È il dato più alto di xG delle ultime cinque stagioni nella Liga spagnola.
Ci sta riuscendo soprattutto grazie al brillante inizio di stagione di Lamine Yamal, che dopo un Mondiale condizionato da un infortunio sembra di nuovo il miglior giocatore al mondo, o quasi. Grazie ai due gol segnati contro il Rayo Vallecano il 31 agosto, a 19 anni e 49 giorni è diventato il più giovane giocatore di sempre a segnare 50 gol nel campionato spagnolo.

Lamine Yamal puoi prenderlo solo per i pantaloncini (AP Photo/Joan Monfort)
È in grande forma anche Raphinha, l’attaccante che gioca da “falso nueve” in questo Barcellona. Quando giocava in Inghilterra, al Leeds, e nei primi anni al Barcellona, Raphinha giocava perlopiù come esterno d’attacco. Flick gli ha cambiato ruolo e ne ha sbloccato le potenzialità: oggi Raphinha è il capitano del Barcellona, è fondamentale tatticamente, si scambia spesso di posizione coi compagni d’attacco e fa alcuni passaggi geniali.
Il Barcellona, peraltro, è forte in tante altre fasi di gioco, oltre all’attacco. È stato d’aiuto l’acquisto del centrocampista spagnolo Rodri, vincitore del Pallone d’oro (il premio individuale più importante del calcio) nel 2024 e miglior giocatore dei Mondiali del 2026. Nel descrivere il dominio del Barcellona, il centrocampista del Racing Santander Sergio Canales ha detto che «onestamente è una follia».
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