(David Ramos/Getty Images)
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  • sabato 13 Febbraio 2016

Questo Barcellona è il migliore di sempre?

Stando ai dati e ai risultati sì, migliore pure di quello allenato da Pep Guardiola fra il 2008 e il 2012

(David Ramos/Getty Images)

Con il pareggio nella semifinale di ritorno della Coppa del Re contro il Valencia giocata mercoledì sera, sono passati 4 mesi e 29 partite dall’ultima sconfitta del Barcellona in un incontro ufficiale: è un nuovo record di imbattibilità nella storia del club, che ha superato le 28 partite senza sconfitte della stagione 2010/2011, quando la squadra era allenata da Pep Guardiola. Se il Barcellona dovesse riuscire a non perdere nelle prossime sei partite, supererebbe anche il record assoluto del campionato spagnolo, stabilito dalle 34 partite consecutive senza sconfitte del Real Madrid fra il 1988 e il 1989. Dopo il record di imbattibilità e il numero impressionante di vittorie ottenute dalla squadra durante la gestione di Luis Enrique (80 in 101 partite), in molti si stanno chiedendo se il Barcellona degli ultimi due anni possa essere considerato il Barcellona più forte di sempre.

Da metà Novecento a oggi per il Barcellona hanno giocato alcuni dei più grandi calciatori della storia del calcio. Gli ungheresi László Kubala, Zoltán Czibor e Sándor Kocsis, che giocarono con il Barcellona negli anni Cinquanta, sono considerati da molti come i giocatori che “iniziarono” la storia moderna del club e introdussero lo stile di gioco costituito da molti passaggi e pochi lanci lunghi, storica caratteristica del gioco del club catalano. Poi arrivarono Luisito Suarez (che giocò con gli ungheresi), Johan Cruyff, Johan Neeskens, Ronald Koeman, Diego Armando Maradona, Ronaldo, Michael Laudrup, Hristo Stoičkov, Kluivert, Rivaldo e Ronaldinho, solo per dirne alcuni. Il miglior Barcellona della storia è molto probabilmente quello allenato da Pep Guardiola tra il 2008 e il 2012, stando ai risultati ottenuti da quella squadra ma soprattutto per via dell’efficacia del gioco e delle innovazioni tattiche introdotte. Fra il 2008 e il 2012 il Barcellona di Guardiola vinse tre campionati spagnoli, due coppe nazionali, due Champions League, tre coppe del mondo per club e due supercoppe europee.

Guardiola riuscì a vincere campionato, coppa nazionale e Champions League al suo primo anno da allenatore (nelle due stagioni precedenti era stato allenatore della squadra riserve), con una squadra simile a quella che non vinse niente nella stagione precedente al suo arrivo. Il Barcellona di Guardiola divenne famoso per il suo stile di gioco, il cosiddetto “tiki taka”, basato su una serie di passaggi molto fitta e sul controllo assoluto del centrocampo grazie alle straordinarie qualità tecniche dei suoi calciatori, fra tutti Xavi, Iniesta e Messi. I gol arrivavano molto spesso da azioni di gruppo che si sviluppavano nella zona centrale del campo. La squadra non giocava con un attaccante vero e proprio: «Il nostro attaccante è lo spazio», disse una volta Guardiola.

 

Se si paragonano le prime cento partite da allenatore di Luis Enrique con quelle di Johan Cruyff e Guardiola, i due allenatori considerati i migliori nella storia di Barcellona, Luis Enrique è quello che ha ottenuto i risultati migliori: ha vinto 80 partite, ne ha pareggiate 11 e ne ha perse 9. Guardiola ne vinse 71 e Cruyff 60. Negli ultimi due anni il Barcellona ha segnato 282 gol e ne ha subiti 72: la squadra di Guardiola ne segnò 40 in meno, quella di Cruyff addirittura 80. Anche nel numero delle partite terminate senza aver subito gol il Barcellona di Luis Enrique è superiore.

Oggi il Barcellona è ancora una squadra che preferisce controllare la partita e praticare un esteso possesso palla, anche se non si può più parlare di tiki taka. Lo schema principale di ogni azione è diventato cercare di fare arrivare la palla fra i piedi dei tre attaccanti il più rapidamente possibile. Questo per sfruttare le enormi qualità dei tre titolari in attacco, e cioè Lionel Messi, Neymar e Luis Suarez, che insieme formano il miglior reparto offensivo in circolazione e probabilmente uno fra i più forti di sempre. La scorsa stagione hanno realizzato complessivamente 120 gol e possono segnare in svariati modi: ciascuno di loro ha un dribbling eccellente e un’intelligenza tattica tale da permettergli di scambiarsi la posizione a seconda della direzione che prende la partita. Lo scorso anno Messi, che pochi mesi fa ha vinto il suo quinto Pallone d’Oro, ha segnato 58 gol in 56 partite ed è tornato ad essere decisivo come nelle migliori annate di Guardiola.

Un giocatore fondamentale nel Barcellona di Luis Enrique è però il centrocampista croato Ivan Rakitić, comprato quasi due anni fa dal Siviglia. Rakitić è uno dei centrocampisti più abili nel gioco verticale, cioè nel saper cercare e trovare direttamente gli attaccanti con un lancio o un passaggio lungo. Rakitić è diventato fondamentale per come ha imposto il suo gioco nello stile del Barcellona –un’unione sulla carta innaturale – già dalla passata stagione.

 

Nel suo primo anno al Barcellona, Luis Enrique ha vinto gli stessi trofei di Guardiola e quasi con la stessa facilità. Ora la squadra è al primo posto nel campionato spagnolo con 54 punti, con una partita in meno di Atletico e Real Madrid, al secondo e terzo posto con 50 e 51 punti. In Champions League si è qualificata senza il minimo problema agli ottavi di finale è ed una delle favorite per la vittoria finale. Il trio di attaccanti continua a segnare un gran numero di gol: finora Suarez ne ha fatti 36, Messi 24 e Neymar 21.

 

Per tutto il 2015, tra l’altro, il Barcellona non ha potuto acquistare nuovi calciatori per via della sanzione stabilita dalla FIFA per l’acquisto irregolare di alcuni giocatori minorenni. La sanzione è scaduta a gennaio e il club ha potuto completare così l’acquisto del turco Arda Turan e dello spagnolo Aleix Vidal, incrementando ancora di più la qualità della squadra. Sebbene si possa considerare il Barcellona di oggi più forte, almeno sulla carta, di quello di sei anni fa, il Barcellona di Guardiola non è stata solo una squadra formata da molti campioni ma ha saputo anche dominare molte delle competizioni a cui ha partecipato grazie ad uno stile di gioco inedito e molto più efficace di quello di tutte le altre squadre d’Europa. Oggi la squadra di Guardiola viene citata come una delle più grandi squadre della storia del calcio, al fianco dell’Ajax di Rinus Michels o del Milan di Arrigo Sacchi.