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  • Lunedì 25 maggio 2026

Il torneo del Roland Garros dall’esito incerto

Nel maschile c'è Sinner e poi tutti gli altri, nel femminile ci sono tante favorite, e quindi nessuna tennista davvero favorita

Un momento della finale del Roland Garros dello scorso anno tra Coco Gauff e Aryna Sabalenka (Tim Clayton/Getty Images)
Un momento della finale del Roland Garros dello scorso anno tra Coco Gauff e Aryna Sabalenka (Tim Clayton/Getty Images)
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Nel tabellone maschile del Roland Garros, cominciato domenica, c’è un favorito abbastanza evidente, e cioè Jannik Sinner, che quest’anno ha perso 2 partite su 38 e di recente ha vinto i tre principali tornei giocati sulla terra rossa: i Masters 1000 di Monte Carlo, Madrid e Roma. In quello femminile invece c’è più incertezza, con quattro tenniste che hanno tutte discrete possibilità di vincerlo, e almeno altrettante che possono giocarsela.

Tra i quattro tornei del Grande Slam, i più importanti del tennis mondiale, il Roland Garros è già di per sé quello in cui più spesso si vedono vittorie o eliminazioni a sorpresa (tranne quando c’era Rafael Nadal). Si gioca infatti sulla terra, la superficie più lenta e logorante, in cui a volte conta soprattutto superare i momenti difficili e avere grande resistenza.

Aryna Sabalenka, la tennista numero 1 del ranking mondiale, non l’ha mai vinto: lo scorso anno perse in finale contro Coco Gauff. La numero 2 Elena Rybakina nemmeno, anzi non è mai andata oltre i quarti di finale. Entrambe, soprattutto Rybakina, sono più a loro agio sulle superfici veloci, che esaltano i loro colpi potenti da fondo campo. La miglior tennista su terra rossa di questa generazione è Iga Swiatek, che ha vinto per quattro volte il Roland Garros, e che però arriva da due stagioni abbastanza ondivaghe: non vince un torneo su terra rossa dal Roland Garros del 2024. Nel frattempo ha vinto però un altro Slam, Wimbledon, e a Roma ha giocato di nuovo a buon livello.

C’è poi la statunitense Coco Gauff, la campionessa in carica, che nonostante i 22 anni ha già grande esperienza ad alto livello. Nel 2026 non ha ancora vinto un torneo, ma ha già vinto 8 partite in rimonta, dimostrando di essere una giocatrice paziente e combattiva. A Roma ha vinto tre partite dopo aver perso il primo set, una delle quali annullando alcuni match point all’avversaria. Ha perso poi in finale contro Elena Svitolina.

«Quest’anno non sembra esserci una favorita indiscussa», ha scritto L’Équipe: «Questo rende la difesa del titolo di Coco Gauff, la ricerca del primo titolo da parte di Aryna Sabalenka e la possibilità di una sorpresa tutte cose ugualmente probabili e intriganti».

Coco Gauff durante la finale contro Svitolina (Silvia Lore/Getty Images)

Il sito specializzato Tennis.com mette Sabalenka, Rybakina, Swiatek e Gauff, che sono anche le prime quattro tenniste del ranking mondiale, tra le favorite, e poi ne nomina altre tra coloro che possono vincere il Roland Garros: Elina Svitolina, Marta Kostyuk, Mirra Andreeva, Jessica Pegula e Karolina Muchova.

Svitolina ha appena vinto gli Internazionali d’Italia, giocando un torneo straordinario. Dai quarti di finale in poi ha battuto in sequenza Rybakina, Swiatek e Gauff, sempre al terzo set, annullando in totale 41 palle break alle sue avversarie (su 53 fronteggiate). Ha giocato cioè alla grande i punti sotto pressione, ed è tornata a vincere il torneo di Roma otto anni dopo l’ultima volta, e dopo essersi presa una pausa dal tennis tra il 2022 e il 2023, prima per gli effetti psicologici della guerra in Ucraina, e poi per la gravidanza.

Anche Kostyuk è ucraina e domenica, dopo la prima partita vinta al Roland Garros, si è commossa raccontando di un missile caduto a 100 metri dalla casa dei suoi genitori. Kostyuk ha 23 anni e il mese scorso ha vinto il suo primo WTA 1000 a Madrid, affermandosi nell’élite del tennis dopo essere stata, da adolescente, una delle tenniste più promettenti. È una giocatrice aggressiva, esuberante fisicamente e molto rapida. Ha scelto di non giocare gli Internazionali per riposarsi e arrivare più fresca a Parigi.

In finale a Madrid ha battuto la russa Mirra Andreeva, che ha 19 anni ma è già da un po’ tra le giocatrici migliori al mondo, forse il più grande talento venuto fuori tra le donne negli ultimi anni. Andreeva ha già vinto due tornei WTA 1000 lo scorso anno, e ha un gioco vario e completo; non ha ancora raggiunto la finale di uno Slam, ma per la maggior parte degli esperti è solo questione di tempo.

Marta Kostyuk durante la finale contro Andreeva (Alberto Gardin/Eurasia Sport Images/Getty Images)

Nonostante Sabalenka sia al numero 1 del ranking da quasi due anni, ai vertici del tennis femminile c’è grande incertezza. Dal 2024 in poi ci sono state 9 finali diverse sui 9 Slam giocati, con 6 vincitrici; nel maschile è tutto un po’ più prevedibile, visto che nello stesso periodo hanno vinto sempre e solo Jannik Sinner o Carlos Alcaraz, e solo altri 4 giocatori sono riusciti a raggiungere una finale.

Non sarebbe così strano, di certo molto meno strano che a livello maschile, se la vincitrice del Roland Garros di quest’anno non fosse nessuna tra le tenniste nominate in questo articolo, o tra quelle presentate come favorite nelle principali guide al torneo.

Nel femminile può succedere che una giocatrice come Amanda Anisimova, numero 36 del ranking alla fine del 2024, nel 2025 faccia due finali Slam. Da un lato è un bene per il circuito, perché tornei imprevedibili sono in genere più avvincenti, d’altro canto manca una rivalità di riferimento che porti interesse e attenzioni, come quella tra Sinner e Alcaraz.