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  • Martedì 15 settembre 2026

L’indagine sulle pressioni su Claudio Lotito per vendere la Lazio si è allargata

La procura ipotizza che ci fosse un piano, portato avanti da persone influenti, per diffondere notizie false sulla società

Una manifestazione dei tifosi della Lazio contro Claudio Lotito, a Roma (Cecilia Fabiano/LaPresse)
Una manifestazione dei tifosi della Lazio contro Claudio Lotito, a Roma (Cecilia Fabiano/LaPresse)
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Ci sono nuove persone indagate con l’accusa di aver fatto pressioni su Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, per indurlo a vendere la squadra. Sono il giornalista Luigi Bisignani, e Mauro Masi e Francesco Maiolini, rispettivamente presidente e amministratore delegato della Banca del Fucino, una banca romana. Martedì mattina sono stati perquisiti: l’ipotesi di reato è di aggiotaggio, cioè manipolazione del mercato per trarne vantaggio.

Secondo la procura di Roma, a partire dal giugno del 2024 i tre avrebbero collaborato alla diffusione di notizie false, in un modo che avrebbe alterato il prezzo delle azioni della SS Lazio Spa, la società quotata in borsa che gestisce la squadra e di cui Lotito è socio di maggioranza.

Queste false notizie avrebbero riguardato la presunta intenzione, da parte di Lotito, di cedere le azioni della società, o di far retrocedere la squadra per ottenere parte dei 35 milioni del contributo di mutualità per le squadre retrocesse (chiamato spesso “paracadute”), cioè i fondi destinati alle squadre della Serie A che scendono in Serie B. Tra le altre cose, negli articoli si parlava anche di un presunto stato di insolvenza delle società controllate da Lotito. Secondo l’accusa, alla campagna contro Lotito avrebbero partecipato anche altre persone ancora da identificare.

Claudio Lotito, presidente della Lazio e senatore di Forza Italia (Fabrizio Corradetti/LaPresse)

Le notizie sono state diffuse, secondo gli investigatori, tramite social network e attraverso la testata Millenovecento e il quotidiano Il Tempo, con cui Bisignani collaborava. In un articolo di Bisignani sul Tempo del maggio 2026, per esempio, veniva data la falsa notizia di una fantomatica offerta per acquistare la Lazio e veniva consigliato a Lotito di rivolgersi a Masi e Maiolini per la nuova gestione finanziaria della società.

Le pressioni, secondo la procura, sarebbero state portate avanti anche attraverso l’organizzazione e il finanziamento delle contestazioni, a volte anche molto veementi, che Lotito subisce da anni da parte della tifoseria laziale. Il quotidiano Domani dice che gli investigatori stanno indagando sull’ipotesi che Masi e Maiolini abbiano fornito assistenza alla Fondazione Noi Oltre 365, che si sarebbe occupata della raccolta fondi per organizzare le manifestazioni di protesta contro Lotito.

Le indagini erano iniziate dopo che nel giugno del 2025 Lotito aveva denunciato di aver subìto una pesante campagna per danneggiarne la reputazione e convincerlo a vendere la squadra, con post, mail, striscioni e telefonate con minacce di morte. Dopo quella segnalazione erano state indagate per tentata estorsione e manipolazione del mercato cinque persone, a cui erano stati sequestrati i telefoni e altri dispositivi: i giornalisti Stefano Greco e Rodolfo Bada e i tifosi Fabio Russo, Lorenzo Silvestri e Renato Calcara.

Manifesti contro Claudio Lotito in via Ramazzini, a Roma (Francesco Benvenuti/LaPresse)