Le critiche alle regole di Associated Press sul linguaggio inclusivo
Un tweet dell'agenzia di stampa che invitava a non usare “etichette” per definire vari gruppi di persone è stato contestato, frainteso e deriso

Un tweet dell'agenzia di stampa che invitava a non usare “etichette” per definire vari gruppi di persone è stato contestato, frainteso e deriso



Cioè "ə", il simbolo citato sempre più spesso nel dibattito per una lingua italiana più inclusiva

"Hen" potrà essere usato da chi o per chi non si riconosce né nel genere femminile né in quello maschile

È la frase con cui la banca britannica Halifax ha introdotto una misura che permette ai e alle dipendenti di indicare sul proprio badge aziendale il genere in cui si riconoscono

La linguista Vera Gheno sostiene che le discussioni sulla lingua che cambia fanno bene in ogni caso, al contrario degli «arrocchi sdegnosi»

L'edizione online del Robert ora include “iel”, una scelta che è stata criticata dal ministro dell'Istruzione Jean-Michel Blanquer

E una spiccia lezione di fonetica francese

"Dai, va tutto bene"

Cioè quello che associa le parole alle lettere con cui iniziano: alcuni termini vennero introdotti dai nazisti e sono considerati ancora oggi antisemiti

Il presidente argentino, ultraliberista e di estrema destra, ha vietato di usarlo nella pubblica amministrazione: è una decisione in linea con le politiche antifemministe e contro l'uguaglianza di genere adottate finora

Per ribadire l'importanza del linguaggio inclusivo il nuovo regolamento dell'ateneo è stato scritto usando il femminile per tutte le persone al singolare e al plurale: una cosa molto rara in contesti istituzionali

È stato introdotto un mese fa dalla ministra dell'Istruzione della città, poi è diventato una questione politica nazionale

Secondo i giornali di destra conteneva divieti del Natale e negazioni delle radici cristiane dell'Europa: in realtà era assai innocuo

Negli anni Sessanta fu insegnato in decine di scuole per facilitare l'apprendimento della lettura, ma non funzionò

È il pronome neutro sempre più usato da chi non si riconosce né nel genere femminile né in quello maschile: ma è intraducibile e non vuol dire “loro”

La lista più di sinistra presente sulle schede è guidata dall'ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris, e si è strutturata intorno a Potere al Popolo

O "non binary" o "enby": rientrano nella definizione di transgender ma non riconoscendosi né nel genere femminile né in quello maschile fanno particolare fatica a farsi capire
