L’Ungheria ha eletto un nuovo presidente dopo la rimozione del precedente, alleato di Orbán


Almeno nel modello economico: il regime comunista vietnamita sta promuovendo grandi gruppi privati, ed è una novità

E com'è che la destra ora sembra volerlo dopo averlo escluso: sì, c'entra ancora lui, Vannacci

È diventato primo ministro dell'Ungheria promettendo di smantellare il sistema illiberale di Orbán: lo sta facendo, anche se non mancano le critiche

Il presidente della federazione calcistica Fouzi Lekjaa potrebbe vincerle e diventare primo ministro

La sua proposta è stata cancellata e l’opposizione lo ha accusato di svendere il paese, cavalcando il patriottismo emerso per i Mondiali


I blackout dovuti al caldo hanno esasperato le persone, tra i problemi dell'economia e le politiche autoritarie del presidente Kaïs Saïed

Sembra un paradosso eppure negli ultimi trent’anni hanno limitato le disuguaglianze e protetto i redditi, mentre l’economia da sola continua a non farcela

Le proteste studentesche che andavano avanti da mesi hanno ottenuto infine le dimissioni del ministro dell'Istruzione Dharmendra Pradhan


Mykhailo Drapatyi è stato nominato dopo giorni di proteste contro il suo predecessore, ed è vicino alle posizioni innovative dell'ex ministro della Difesa


Dopo il dibattito sul caso di Mario Roggero la Lega vorrebbe cambiarla, giudicando insufficiente la legge attuale, fatta sempre dalla Lega

E in mezzo ci è finito il giovane ex ministro della Difesa Mychajlo Fedorov, che stava introducendo cambiamenti e innovazioni

Migliaia di persone hanno chiesto di reintegrare Mychajlo Fedorov, che in poco tempo ha cambiato il modo di combattere contro la Russia

Più carismatico e bravo a comunicare rispetto a Keir Starmer, ma le aspettative sono altissime e lui per ora non si è sbilanciato molto

Avrebbe pure leggi adeguate ma non sa metterle in pratica, secondo la Corte europea dei diritti dell'uomo (sì, si chiama così)

Riguardava un emendamento promosso da Fratelli d’Italia e sostenuto esplicitamente da Meloni, su cui la maggioranza era già divisa
