Il più grande anno della storia del jazz
Il 1959, i dischi di Davis, Coltrane, Brubeck, Mingus e Coleman e le tante cose che cambiarono in quei mesi, raccontati in un podcast per gli abbonati

Il 1959, i dischi di Davis, Coltrane, Brubeck, Mingus e Coleman e le tante cose che cambiarono in quei mesi, raccontati in un podcast per gli abbonati

60 anni fa Miles Davis pubblicò il disco più venduto della storia del jazz, che non sarebbe mai più stato la stessa cosa

Non c'era prima e non c'è stato dopo: storia e musica del più grande jazzista di sempre, morto oggi 25 anni fa

Per qualcuno è stato uno dei più grandi sassofonisti di sempre, per altri IL più grande: quelli a cui non bastava ci costruirono intorno una religione

È diretto e interpretato da Don Cheadle e nel cast c'è anche Ewan McGregor: uscirà negli Stati Uniti l'1 febbraio

Il leggendario trombettista jazz dipingeva anche, e i quadri a volte finivano nelle copertine dei suoi dischi

La storia e le foto del più illustre festival jazz italiano, da cui sono passati i grandi musicisti del mondo

Lo volevano a suonare il basso con loro a Londra, ma lui era via: è il supergruppo che non ci fu

Ha cantato intorno a generazioni di cultura francese, a cominciare dagli esistenzialisti e dai poeti francesi della Rive Gauche. Si veste sempre di nero, è bellissima e non ha ancora smesso


Morì 20 anni fa oggi, e lo racconta un bel documentario della BBC

Era uno dei più famosi pianisti jazz e fusion di sempre, e aveva 79 anni

«Che pareva troppo persino a me»

Che si può ascoltare facendosi confondere da ogni singola cosa, o accettandole tutte senza domande

Doveste portarvi un solo artista su un’isola deserta, chi sarebbe?

È tra i jazzisti più influenti e amati e uno dei più grandi pianisti del mondo: ha raccontato al New York Times di avere avuto due ictus e di passarsela piuttosto male

La sensazione di appagamento che dà dipende da un collegamento tra due aree cerebrali: lo sappiamo perché ad alcune persone manca

Quando cinquant'anni fa Keith Jarrett vide il pianoforte che gli avevano preparato all'Opera di Colonia si rifiutò di suonare: per fortuna alla fine una 18enne lo convinse

Prima con i Soft Machine poi con “Rock Bottom” definì quella ricordata come “scena di Canterbury”, senza l'uso delle gambe
