Dovremmo rivolgerci agli altri in modo più formale?
L’attitudine a darsi del tu e chiamarsi per nome più spesso che in passato non implica che sia sempre appropriato e inoffensivo farlo

L’attitudine a darsi del tu e chiamarsi per nome più spesso che in passato non implica che sia sempre appropriato e inoffensivo farlo

«In un articolo pubblicato sull’“Unità” il 29 maggio 1989, Ginzburg cita Wittgenstein e fa una serie di esempi: da una parte ci sono “non vedente”, “non udente”, “anziano”, “colf”, “operatore ecologico”, “persona di colore”; dall’altra: “cieco”, “sordo”, “vecchio”, “donna di servizio”, “spazzino”, “negro”. Le prime sono parole-cadaveri, le seconde parole della realtà. Quell’articolo è stato usato più volte proprio dai critici del politicamente corretto. Ma la citazione è immaginaria»

Per ribadire l'importanza del linguaggio inclusivo il nuovo regolamento dell'ateneo è stato scritto usando il femminile per tutte le persone al singolare e al plurale: una cosa molto rara in contesti istituzionali

Il presidente argentino, ultraliberista e di estrema destra, ha vietato di usarlo nella pubblica amministrazione: è una decisione in linea con le politiche antifemministe e contro l'uguaglianza di genere adottate finora

Per chi ci crede, Dio è un essere puramente spirituale, non ha sesso, ma le raffigurazioni e le parole usate per descriverlo sono maschili

Un tweet dell'agenzia di stampa che invitava a non usare “etichette” per definire vari gruppi di persone è stato contestato, frainteso e deriso

Per la nuova presidente del Consiglio la libertà delle donne non è «farsi chiamare capatrena»

A voto segreto è stato respinto un emendamento che chiedeva l'introduzione del linguaggio inclusivo negli atti ufficiali

È stato introdotto un mese fa dalla ministra dell'Istruzione della città, poi è diventato una questione politica nazionale

Secondo i giornali di destra conteneva divieti del Natale e negazioni delle radici cristiane dell'Europa: in realtà era assai innocuo

È il pronome neutro sempre più usato da chi non si riconosce né nel genere femminile né in quello maschile: ma è intraducibile e non vuol dire “loro”

La candidata cancelliera dei Verdi tedeschi, semi-sconosciuta fino a poco tempo fa, ha una storia particolare e grandi ambizioni di prendere il posto di Angela Merkel

È quella che si voterà domenica in Cile, definita così sia per come è stata scritta sia per il suo contenuto

No, ovviamente, ma le sue raffigurazioni e le parole usate per descriverlo lo trattano da maschio: la Chiesa episcopale statunitense ne sta parlando, per cambiare le cose

La parola finita in prima pagina su Repubblica indicava un atteggiamento consapevole delle ingiustizie sociali, ma oggi ha una connotazione spesso dispregiativa e sarcastica

I software che automatizzano la selezione del personale sono sempre più diffusi, ma c'è un esteso dibattito sui limiti e il rischio di discriminazioni

Perché l'assenza di ministre espresse dal principale partito progressista italiano non è sorprendente, secondo le femministe

Dall'Argentina al Sudan all'Italia, per cosa hanno lottato e cosa hanno ottenuto in quest'anno difficile i movimenti femministi

