Capire le ragioni dei sostenitori italiani di Javier Milei
Nel gruppo eterogeneo di chi non ritiene il presidente argentino un pazzo c'è un generale apprezzamento per il suo approccio all'economia, ritenuto in qualche modo utile anche per noi

Nel gruppo eterogeneo di chi non ritiene il presidente argentino un pazzo c'è un generale apprezzamento per il suo approccio all'economia, ritenuto in qualche modo utile anche per noi


La cosiddetta “legge omnibus” proposta dal nuovo presidente argentino è stata rinviata in commissione per via della mancanza di sostegno parlamentare su alcuni articoli


«I prezzi cambiano tutti i giorni. È difficile dare un valore alle cose. È come se il mondo avesse rimescolato le carte senza avvisarmi: un piccolo mazzo di gelsomini costa 8.000 pesos (8 euro); fare colazione per tre giorni 12.000; un taglio di capelli da donna 4.000; farsi le unghie, smalto semipermanente, 3.500, dieci volte meno che in Italia, ma il pedaggio dall’aeroporto al centro di Buenos Aires costa 150 pesos (0,15 centesimi). Usare la carta di credito è quasi impossibile e cambiare è difficile. Per fortuna c'è Alejandro, l’arbolito privato di mia mamma, un cambiavalute che arriva a domicilio anche alle nove e mezza di sera»

Hanno protestato decine di migliaia di persone, in particolare contro le politiche economiche del nuovo presidente

Il nuovo presidente argentino, ultraliberista e di estrema destra, sta già mostrando di voler ribaltare leggi considerate grandi conquiste del femminismo

L'aumento è un problema storico del paese, e di recente si è aggravato per alcune decisioni del nuovo presidente Javier Milei


Il nuovo presidente di estrema destra vuole abrogare o cambiare decine di leggi, limitare il diritto a manifestare e prendersi pezzi di potere del parlamento


A Buenos Aires, dove migliaia di persone hanno contestato i grossi tagli alla spesa pubblica annunciati dal governo del nuovo presidente

Con una cerimonia di fronte al parlamento, a cui hanno partecipato migliaia di suoi sostenitori

Coinvolgono circa centomila soci ma sono state sospese su richiesta dei candidati filo-governativi, avversari dell'idolo locale Riquelme

Il nuovo presidente argentino Javier Milei vorrebbe fare a meno di quella del suo paese: ci sono dei precedenti, ma non troppo indicativi

Il presidente argentino ha poca esperienza e pochi collaboratori, e per questo sta cercando alleanze nei partiti tradizionali

Le prime analisi sulle elezioni presidenziali argentine indicano che il candidato di estrema destra è piaciuto soprattutto ai meno ricchi, ai giovani e ai militari

Il presidente eletto dell'Argentina ha fatto molte dichiarazioni ultraliberiste e di estrema destra, ma poi ha cercato di moderarsi creando parecchia confusione

Il candidato ultraliberista e di estrema destra ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali argentine superando Sergio Massa, di centrosinistra

Al ballottaggio ci sono Sergio Massa, di centrosinistra, e Javier Milei, di estrema destra: non potrebbero essere più diversi
