I video della bizzarra intervista televisiva di Javier Milei

Javier Milei
Javier Milei (Twitter)

L’economista ultraliberista e di estrema destra Javier Milei, che il 19 novembre sfiderà Sergio Massa (della coalizione Unión por la Patria) al ballottaggio delle elezioni presidenziali in Argentina, giovedì sera ha partecipato a una trasmissione televisiva molto seguita nel paese, La cruda verdad (La cruda verità). La sua è stata un’intervista piuttosto bizzarra durante la quale ha dato diverse risposte confuse ed è apparso più eccentrico del solito.

A una domanda del giornalista, Milei ha reagito in maniera scomposta sostenendo di sentire delle voci in studio. «Possiamo chiedere che finiscano i mormorii dietro la telecamera?», ha detto prima di innervosirsi. «È molto difficile parlare con così tante persone che parlano. Sono argomenti delicati e vedo che non smettono di parlare nonostante abbia cambiato il tono per chiedere implicitamente di smettere».

https://twitter.com/davidrkadler/status/1717910419606790442

Milei ha poi risposto in maniera insolita a una domanda in merito all’accordo raggiunto con Patricia Bullrich, la candidata di centrodestra esclusa dal ballottaggio che ha annunciato il suo sostegno a Milei, scatenando critiche all’interno del suo partito. Per festeggiare l’accordo, Milei ha pubblicato sui suoi profili social un meme con l’immagine di un leone – Milei si fa chiamare El León – e di un’anatra – dal diminutivo di Patricia, Pato, che in spagnolo significa anatra – che si abbracciano insieme a una bandiera argentina.

«Qualcuno ha visto le interazioni di quel tweet? Ha più di 250mila Mi piace. Ha quasi 16 milioni di visualizzazioni. Il post ha un milione di Mi piace solo sul mio account Instagram», ha detto Milei. Un giornalista ha cercato di replicare dicendo che i Mi piace non sono voti e il candidato gli ha dato una strana risposta. «Quello che voglio dire è: c’è un salame o tre salami [imbecilli] che danno la loro opinione [sulla decisione di Bullrich] da un computer… Sai una cosa? Mentre guardano le signorine su internet, io sono tra le loro lenzuola». Al giornalista che gli ha chiesto di chiarire la sua metafora, Milei ha risposto chiamando in causa la sua compagna, Fátima Flórez. «Fátima si arrabbierà…», ha detto senza concludere il suo ragionamento.

Oltre che sulle tematiche classiche dell’estrema destra Milei ha impostato la sua campagna in modo fortemente anticonvenzionale, con una grande componente di teatralità: messaggi semplici e estremi, accompagnati da gesti, retorica e atteggiamenti fortemente populisti. Durante alcuni incontri elettorali ha brandito una motosega. La motosega è un’immagine ricorrente della sua retorica, ma in America Latina è anche uno dei simboli di varie formazioni paramilitari, del neoliberismo e della destra radicale.

Milei propone misure immediate e radicali per “curare” l’economia. Per combattere l’inflazione e la costante svalutazione del peso argentino promette di rendere effettiva la dollarizzazione, ossia l’abbandono della moneta nazionale a favore del dollaro: nonostante sia una misura controversa e di difficile applicazione, il candidato dell’estrema destra la riassume in immagini e slogan semplici. Negli ultimi comizi si è presentato con un enorme dollaro con la sua faccia.

Un’altra proposta ricorrente è quella di «bruciare la Banca Centrale argentina». La distruzione fisica dell’edificio è evidentemente un’esagerazione da comizio, ma anche in contesti più ufficiali Milei ha definito l’abolizione dell’ente che regge il sistema finanziario argentino come una «condizione non negoziabile». Del resto la battaglia contro la Banca Centrale è uno dei suoi argomenti forti sin da prima di diventare deputato.