Giorgia Meloni la ritardataria
A volte è disorganizzazione, più spesso è un modo per segnalare fastidio o imbarazzo: è successo anche all'incontro della NATO

A volte è disorganizzazione, più spesso è un modo per segnalare fastidio o imbarazzo: è successo anche all'incontro della NATO

Matteo Pandini, che lavora con lui dal 2018, cambierà lavoro: anche questo è un segnale della crisi del partito


Abbiamo scoperto che il suo progetto politico cominciò ben prima del libro “Il mondo al contrario”, che resta un successo editoriale quasi inspiegabile

Un luogo di feste sfarzose ma anche sede di incontri con leader internazionali, che aveva persino un vulcano per impressionare gli ospiti

I partiti radicali europei che volevano copiarla ci hanno ripensato, vedendo come è andata: ma forse nemmeno all'epoca facevano sul serio

Una caotica riunione tra i dirigenti ha mostrato che il partito così com’è non funziona più, e non c'è accordo su come cambiarlo

Dopo mesi di discussioni e proclami, il parlamento sta per convertire in legge un decreto per contrastare la crisi abitativa

Trump ha detto che Meloni al G7 gli ha «fatto pena» e lo ha «supplicato di fare una foto»; il governo ha parlato di «delirio»

La presidente del Consiglio si era presentata come la leader europea più vicina al presidente statunitense, poi ne sono successe molte

E in cosa è diverso da quello di un addetto stampa e di un social media manager



La procura di Roma sospetta che abbiano condizionato le verifiche della Corte dei conti per cercare di farlo approvare

In quali città si vota nel 2027, cosa c'è in ballo, e perché è così importante che il governo sta pensando di spostare le elezioni politiche

Spesso in conventi o abbazie sperdute, secondo una vecchia tradizione democristiana ora recuperata da Salvini e Tajani: di solito non porta bene

Davide Bergamini, che proprio per questo era passato a Forza Italia

È il dilemma che in vista delle politiche si trova ad affrontare Giorgia Meloni, che intanto chiede ai suoi parlamentari di ignorarlo

A Reggio Calabria e Messina ci sono due sindaci più o meno favorevoli al progetto, che però in campagna elettorale lo hanno citato a malapena
