La discussa esultanza di un calciatore israeliano che ad alcuni è sembrata il gesto di uno sparo
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Durante la partita tra Austria e Israele della prima giornata di Nations League, il torneo biennale a cui partecipano tutte le nazionali europee di calcio e alcune non europee, l’israeliano Sayed Abu Farchi è stato ammonito per la seconda volta (e quindi espulso) per un’esultanza che l’arbitro ha ritenuto punibile. Dopo aver segnato, Farchi ha infatti staccato da terra la bandierina del calcio d’angolo e l’ha usata per mimare quello che a molti è sembrato un colpo di fucile, visto che ha fatto anche il gesto del rinculo, e ad altri un colpo da biliardo, visto come teneva la mano sotto il bastone della bandierina. Non era la prima volta che Farchi esultava così. Alla fine Israele ha perso la partita 3-1.
L’arbitro, il bulgaro Georgi Kabakov, potrebbe aver ammonito Abu Farchi per due motivi: per aver cioè violato la regola 12 dell’IFAB (l’organo internazionale che decide le regole del gioco del calcio), secondo cui le esultanze non devono essere «eccessive» né «provocatorie, derisorie o sediziose»; oppure per aver violato la regola 17, che riguarda però i calci d’angolo e stabilisce che «la bandierina non deve essere spostata». In nessun caso, comunque, l’ammonizione è citata esplicitamente dal regolamento e sta all’arbitro decidere il da farsi.
Dell’ammonizione di Abu Farchi si sta parlando soprattutto perché nel calcio c’è da tempo un ampio movimento di persone comuni, politici e associazioni che chiedono di escludere Israele dalle competizioni internazionali come conseguenza dei massacri compiuti nella Striscia di Gaza.
Durante la stessa partita tra Austria e Israele, Amnesty International (la più famosa ong a occuparsi di difesa dei diritti umani) ha organizzato una protesta sugli spalti facendo apparire la scritta «End genocide», cioè «Fate finire il genocidio». Due anni fa Amnesty aveva pubblicato un rapporto in cui accusava Israele di aver commesso e continuare a commettere un genocidio contro i palestinesi nella Striscia di Gaza. Sugli spalti c’era anche uno striscione con scritto «Free Palestine».

(AP Photo/Matthias Schrader)
Né la UEFA, la confederazione europea che organizza la Nations League, né l’arbitro né il giocatore hanno commentato quello che è successo.
La Nations League è una competizione biennale a cui partecipano tutte le nazionali di calcio affiliate alla UEFA. Pur non essendo fisicamente in Europa, la squadra di calcio di Israele ne fa parte perché fu espulsa dalla confederazione asiatica nel 1974 per motivi politici. Divenne stabilmente un membro della UEFA solo vent’anni più tardi.
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