Le contestazioni contro Netanyahu all’Assemblea generale dell’ONU
Molti delegati se ne sono andati in segno di protesta, Netanyahu ha dato loro dei «codardi»
- Condividi
- X
- Regala il Post

Giovedì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto un discorso all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York. Come già era capitato l’anno scorso, prima del suo discorso ci sono state contestazioni e una certa confusione: decine di delegati hanno deciso di lasciare la sala prima che iniziasse a parlare, in segno di protesta nei confronti del governo israeliano. Diverse persone tra quelle rimaste lo hanno applaudito e incoraggiato rumorosamente.
Netanyahu durante il suo discorso ha tenuto spesso un tono volutamente aggressivo. Prima di iniziare l’intervento si è anche rivolto direttamente ai delegati che lo criticavano, dicendo: «se ci sono altri codardi che non hanno ancora lasciato quest’aula, per favore, fatelo ora».
Netanyahu ha usato il suo discorso per difendere le scelte del suo governo e mostrarsi come un leader forte e determinato. Era una cosa che ci si aspettava, anche perché tra un mese in Israele ci saranno le elezioni parlamentari, e per Netanyahu questa era un’occasione di tenere un discorso in un contesto di grande visibilità. Ha usato toni molto enfatici e sopra le righe: tra le altre cose, ha anche criticato il sindaco di New York, Zohran Mamdani, di sinistra e musulmano, accusandolo di antisemitismo. Mamdani ha accusato Netanyahu di essere un criminale di guerra e in diverse occasioni si è schierato a sostegno dei palestinesi.


