Tra l’Italia e l’Egitto c’è di mezzo anche un altro caso diplomatico
Quello di Nessy Guerra, una 27enne bloccata lì con la figlia: l'ha citata il ministro Tajani per spiegare le sue dichiarazioni sulla sentenza Regeni

Quello di Nessy Guerra, una 27enne bloccata lì con la figlia: l'ha citata il ministro Tajani per spiegare le sue dichiarazioni sulla sentenza Regeni

C'è una condanna che non può essere eseguita, un paese autoritario che non collabora e il governo italiano nel mezzo

Ha parlato di una «fede nella giustizia ben riposta» e invitato il governo italiano a «rompere i rapporti» con l'Egitto

Tre agenti dei servizi di sicurezza egiziani sono stati condannati a dieci anni per sequestro di persona, un altro è stato assolto e non ci sono condanne per omicidio

Lunedì è prevista la sentenza di primo grado, un fatto che per molto tempo era sembrato impensabile ed era stato ostacolato in ogni modo

«Se c’è un momento nel quale vacilla ogni solida e ragionevole visione della società e della politica come una faccenda collettiva, nella quale ognuno di noi ha una sua parte, è questo»

Ora che la notizia è diventata un caso politico e due membri della commissione che li assegna si sono dimessi


Una mobilitazione senza precedenti ha impedito che si smettesse di parlarne, ma ancora oggi non c'è una verità giudiziaria

Stefano Nazzi racconta le indagini e i depistaggi tra Italia ed Egitto, nella puntata del podcast per abbonate e abbonati del Post

Deve esprimersi la Corte costituzionale su una questione che riguarda il diritto degli imputati a difendersi

È il colonnello Uhsam Helmi: lo provano alcune foto mostrate durante un'udienza del processo a suo carico in corso in Italia

Era bloccato per l'impossibilità di notificare gli atti ai quattro agenti dei servizi segreti egiziani accusati, poi risolta da una deroga della Corte Costituzionale

Quattro agenti egiziani sono stati rinviati a giudizio, dopo che il processo era rimasto fermo per anni: la prima udienza si terrà il 20 febbraio


Con tentativi di depistaggio, bugie, falsi documentari e tattiche burocratiche per ostacolare le indagini e rallentare il processo

La Corte costituzionale ha deciso che il processo può iniziare anche se gli imputati sono irreperibili

È tutto fermo perché non si possono notificare gli atti agli imputati, Meloni e Tajani non testimonieranno

Nonostante il processo sia fermo proprio a causa dell'indisponibilità del governo egiziano, e dopo vari tentativi di depistaggio

Perché continuano a mancare gli indirizzi dei quattro agenti egiziani imputati, a cui non possono essere notificati gli atti
