La spettacolare traversata tra le Torri gemelle di Philippe Petit
Sono passati cinquant'anni da quando il funambolo francese camminò su un cavo a 400 metri senza protezioni: adesso ne ha quasi 75 e non sembra voler smettere

Sono passati cinquant'anni da quando il funambolo francese camminò su un cavo a 400 metri senza protezioni: adesso ne ha quasi 75 e non sembra voler smettere

Compì la sua impresa nel 1974, camminando su un filo sospeso a 400 metri di altezza

Un famoso equlibrista ha camminato su una fune sospesa tra due grattacieli, senza reti di sicurezza e bendato – foto e video

Il 7 agosto 1974 il famoso funambolo francese compì un'impresa che passò alla storia a New York, a 400 metri di altezza



Un sacco di gente acrobaticamente appesa e sospesa, nelle migliori immagini di oggi

La finale di "Ora o mai più", un'altra puntata di "C'è posta per te" e l'ennesima replica di "I due superpiedi quasi piatti"

Ci sono "The Walk" di Robert Zemeckis e il nuovo horror di Guillermo del Toro, tra gli altri: e lunedì ri-esce il primo "Fantozzi"

Notizie e storie veloci passate inosservate in questi giorni particolari: Ronaldinho è in carcere e qualcuno ha camminato sul cratere di un vulcano attivo, per esempio

Ci sono "Belli di papà" con Diego Abatantuono e "Mustang", il primo film della regista turca Deniz Gamze Ergüven, tra gli altri

Il timido e riservato filosofo pubblica, negli ultimi anni, molti libri. Quando facevo l’editore ricordo che, alla Fiera di Francoforte, venni avvicinato da un circospetto editore cinese [Continua]

«Mentre scrivo la guardo in "Café Müller". Sembra venuta dal mondo dei morti per mostrarmi la frattura tra chi avrei voluto essere e chi avrei potuto essere; tra la pulizia falsa e la sporcizia vera. A volte mi domando se riguardi solo me, quella frattura, o se altre donne la avvertano: se l’abbiano riempita di terra o distolgano lo sguardo per non esserne attirate. Mi domando che forma assuma, se c’è, in loro: per me ha gli occhi di Pina Bausch»

Alessandro Piperno riflette sulla versione di noi che spacciamo agli altri, e a noi stessi, a partire da una giornataccia in università

Nel gennaio del 1985 Dylan atterrò nella base segreta californiana [Continua]

«Eppure Maradona vive. E vive moltissimo nelle contraddizioni innumerevoli di una città e di un paese. Arrivato in un’Argentina travolta da Javier Milei, presidente più liberista del più sfrenato liberista, mi ritrovo a vagare nella torrida estate. Ripercorro al contrario il muro nero dove trovano posto i nomi degli scomparsi. All’inizio le buttavano troppo vicino alla costa: i corpi riaffioravano a riva. Quindi si sono spinti più in là con l’aereo. Viene da chiedersi come sia stato possibile organizzare i Mondiali di calcio del 1978 in Argentina proprio in quel momento, quando il massacro era in corso»

La storia del suicidio di un calciatore molto amato e rispettato e quella di una partita – e che partita – che si giocò esattamente dieci anni prima, in un libro pubblicato da Fandango

Lo racconta un capitolo del nuovo libro di Filippo Facci, "Misteri per orchestra"
