L’unico posto di Tokyo dove si può essere trattati male
È il mercato del pesce, fino al 2018 nella leggendaria sede di Tsukiji, raccontato da Flavio Parisi in “Tokyo è una grande cucina”

È il mercato del pesce, fino al 2018 nella leggendaria sede di Tsukiji, raccontato da Flavio Parisi in “Tokyo è una grande cucina”

Come essere “gaijin” senza diventare “urusai”, nella puntata extra di Viaggio a Tokyo

Come ci si sposta in un’area metropolitana in cui ogni giorno viaggiano 40 milioni di persone?

Matteo Bordone e Flavio Parisi raccontano di musei, mostre, riviste molto specializzate, e di fioritura dei ciliegi, finalmente

La seconda puntata del podcast di Flavio Parisi e Matteo Bordone racconta i luoghi comuni e la realtà della cucina giapponese

Il nuovo podcast del Post è un po’ un manuale, un po’ una raccolta di curiosità sul Giappone e sui giapponesi

Spiegato da Flavio Parisi, che vive tra di loro da vent'anni, nel suo libro "Cadere sette volte, rialzarsi otto"

Una settimana in cui abbiamo parlato di vetro soffiato, soldi, e poi Russia, Cina e Giappone: ce n'è per tutti i gusti

Tre giorni di incontri con la redazione del Post e tanti ospiti, dal 19 al 21 settembre: i biglietti saranno in vendita da giovedì 4

A Yasukuni sono venerati 14 criminali di guerra responsabili di atrocità durante le occupazioni della penisola coreana e della Cina, ma ciononostante la politica giapponese continua a frequentarlo

C'entrano il principale gruppo della criminalità organizzata giapponese e un paese che sta cambiando

Quest'anno con l'intelligenza artificiale ci si è andati molto vicini

Le nevrosi feline per il cibo se la giocano solo con quelle dei loro umani, racconta Matteo Bordone nel suo libro “Confessioni di un gattaro”

Perché sono anziani che soffrono di demenza senile, una condizione sempre più presente in un paese che invecchia inesorabilmente

«Un migrante che non ha le carte in regola è criminalizzato come “clandestino”. Ma moltissimi italiani e americani che conosco, gli “expat”, vivono da anni senza le carte in regola, pagando le tasse in patria e tornandoci per appoggiarsi al sistema sanitario. Non mi è mai capitato, né è capitato a loro, di considerarci clandestini, solo troppo pigri per fare la coda all’anagrafe degli stranieri»

«Il periodo in cui mi trovavo a Kyoto coincideva con i pochi giorni di fioritura dei ciliegi, una occasione notoriamente sentitissima per i giapponesi che spesso accorrono nei luoghi più poetici dell’antica capitale, ma un motivo in più di attrazione per i turisti. Così ho deciso di raccogliere un po’ di impressioni dei kyotesi (aggettivo sostantivato non ancora nei dizionari, mi pare) riguardo al fenomeno dell’iperturismo nella loro città»

«È un rito che ripeto ogni anno in vacanza: scegliermi un posto semplice e riempirlo giorno dopo giorno con poco o niente, oltre ad aiutarmi a sbrigare qui e là qualche faccenda pratica, mi regala la sciocca ma anche impagabile illusione di sentirmi una del posto: una turista, certo, ma almeno una turista habituée»

Lo stigma su chi la consuma è molto pesante, e alcuni attivisti stanno provando a cambiare le cose aiutandosi con una mascotte

«Mi siedo al bar accanto a una coppia di turisti americani che conversano con il barman. C'è la statua di una donna che partorisce un gatto. Non provo più la sensazione di spaesamento dell’inizio. Tutto è vivo, allegro, esuberante. Tranne certe spiagge al tramonto, è uno dei posti più belli dove abbia mai bevuto un cocktail»
