Si è votato in Iran, ma senza candidati riformisti
I politici più progressisti sono stati esclusi di nuovo dalle elezioni per rinnovare il parlamento e l'Assemblea degli esperti: uno dei dati più importanti da guardare sarà quello dell'affluenza

I politici più progressisti sono stati esclusi di nuovo dalle elezioni per rinnovare il parlamento e l'Assemblea degli esperti: uno dei dati più importanti da guardare sarà quello dell'affluenza

A meno di sorprese vincerà il candidato degli ultraconservatori, Ebrahim Raisi, mettendo fine a otto anni di amministrazione dei moderati

I più importanti candidati riformisti e moderati sono stati esclusi dalle elezioni presidenziali di giugno, come risultato di un processo iniziato tempo fa

Al primo turno delle presidenziali nessun candidato ha superato il 50 per cento, e si voterà di nuovo venerdì per scegliere tra Massoud Pezeshkian e Saeed Jalili: l'affluenza è stata bassissima

Ha vinto le elezioni nettamente, come previsto, ottenendo il 62% delle preferenze

Il nuovo presidente dell'Iran, eletto al primo turno, era uno dei due candidati "moderati" (ma anche l'unico rappresentante del clero)

È stato escluso insieme a moltissimi altri candidati riformisti per una decisione che ha fatto protestare anche il presidente Rouhani

Il fronte riunito attorno al presidente Rouhani ha ottenuto più voti degli altri, e insieme ai conservatori pragmatici ha la maggioranza: per gli ultraconservatori è una sconfitta

Le Olimpiadi, nuovi sindaci per Roma e Milano, gli Europei di calcio e forse un referendum costituzionale, elezioni in Russia e Iran e poi anche un nuovo presidente degli Stati Uniti

Dice diverse cose del conflitto politico interno in Iran, e potrebbe avere conseguenze importanti sulle elezioni presidenziali di giugno

Il nome Muqtada al Sadr vi dice qualcosa? È un controverso religioso sciita che si è alleato con i comunisti e gli attivisti anti-corruzione, e critica sia Iran che Stati Uniti

Esistono e si stanno organizzando per votare il meno peggio per loro – i moderati del presidente Rouhani – perché quasi tutti i loro candidati sono stati esclusi dalle liste elettorali

Si vota per scegliere il nuovo presidente in un paese difficile da incasellare, con un sistema istituzionale creato dopo la rivoluzione islamica e sopravvissuto fino a oggi

I moderati e i riformisti, certo, e soprattutto a Teheran: ma gli ultraconservatori – i grandi sconfitti – continueranno a essere la fazione più potente ancora per parecchio tempo

Cosa è cambiato con la rivoluzione del 1979, che non fu fatta solo da estremisti, e perché uno come il presidente Rouhani si può definire "moderato": una breve guida

La HBO apre la rassegna estiva di documentari con un film su Neda, la ragazza iraniana uccisa durante le manifestazioni dell'estate scorsa

Al Jazeera e il Guardian stanno pubblicando documenti riservati sull'intelligence di mezzo mondo, la fonte è probabilmente sudafricana: e il primo in difficoltà è Benjamin Netanyahu

Oramai sembrano certe, si dovrebbe votare il 4 settembre: Netanyahu vuole un governo più stabile e una campagna elettorale più breve

Si rinnova il Parlamento, per la prima volta dopo la sconfitta dell'ISIS, e a giocarsela sono soprattutto tre coalizioni sciite amiche del governo di Teheran
