Anche Baricco ha contestato il presidente del Torino


In giro per i teatri, con uno spettacolo-concerto insieme a Cesare Picco, Roberto Tarasco e Nicola Tescari: da oggi è anche un podcast sul Post



Parlare di sé, dalla politica all'amore al calcio, in un lungo podcast del Post insieme a Feltrinelli: "Wild Baricco"

«Era attore ammirevole, maestro amato e persona che passava sulla terra leggero, spesso con l’aria di scusarsene. Se n’è andato d’improvviso, senza avvertire nessuno, probabilmente neanche se stesso. Sapiente della commedia dell’arte, ne insegnava lo spirito e la prassi. Sapiente della scena, vi stava con immensa leggerezza: era uno di quegli attori, rarissimi, che sanno trovare l’alba dentro l’imbrunire».


«Apparentemente, si sa, gran parte delle Opere ha uno schema narrativo tanto elementare da sembrare stucchevole: un tenore e un soprano vorrebbero amarsi ma un baritono non glielo lascia fare»

«Stiamo in bilico tra una intelligenza scaduta e un’altra ancora non adulta, che tarda ad arrivare. Anche per questo, oggi, la scelta sul vaccino sta assumendo questi toni drammatici: casca in pieno nel bel mezzo di un solenne crepuscolo degli dei, e diventa così, immediatamente, scena madre di un finale tragico. Difficile mantenere lucidità e misura»

«Come in un racconto di Philip K. Dick, s’è formata una crepa temporale e lì dentro abbiamo vissuto cinque anni in uno. Dunque, vorrei avvertirvi, siamo nel 2025. Se detta così suona come una boiata, la formulo in modo più razionale»

Gli articoli scritti da Alessandro Baricco per il Post, letti da Luca Bizzarri

«Insomma, non stiamo parlando di qualcosa di folle o utopico, stiamo parlando di qualcosa che c’è. E allora dove sta il problema? Il problema è che se guardate tutta quella gente la vedrete costantemente in lotta con una qualche organizzazione più grande di lei, che non lascia passare quel tipo di intelligenza»

«Continuiamo a metterci nelle mani di un’intelligenza che procede per sistemi poco flessibili, sotto la spinta di saperi che non comunicano, senza l’energia di rivedere i propri punti d’appoggio concettuali e intorpidita dal mito leggendario della razionalità»

«Educhiamo i giovani a una situazione che poi, nella vita vera, quasi non si dà: gestire una realtà che resta ferma. Risolvere problemi che non cambiano regole. Trovare significati che sopravvivono inalterati a generazioni di umani completamente differenti. Lo vedete il culto della permanenza, l’ambizione a fermare il mondo, il bisogno di fermezza? Lo riconoscete il ponte Morandi?»

«Esiste un’intelligenza non novecentesca? La stiamo formando da qualche parte, in qualche scuola, in qualche azienda, in qualche centro sociale? Abbiamo ragione di pretendere che emerga in superficie nella gestione del mondo, e di pretenderlo con una rabbia pericolosa?»

Un estratto da "The Game Unplugged", lo spin-off dell'ultimo libro di Alessandro Baricco sul cambiamento digitale

Pubblicato su "Repubblica" venerdì, racconta come sono entrate in crisi le élite e suggerisce come provare a sistemare le cose

Una considerazione nel nuovo libro di Alessandro Baricco può valere per descriverne gli eccessi

Una delle poche cose non riuscite, nel libro di Baricco che racconta cosa è cambiato nei nostri mondi e nelle nostre teste dall’inizio della “rivoluzione digitale”, è il titolo [Continua]

La lettura e il racconto di uno dei grandi romanzi della letteratura americana – andato in onda lunedì su Raitre – si può rivedere su Raiplay
