Che si dice a Roma?

Una rubrica ad uso di chi si trova, volente o nolente, a dover rispondere alla fatidica domanda

Ricominciata la scuola, ricominciata la vita “normale”, basta un attimo per dimenticarsi di quanto era pulita la Norvegia, o di quanto si fermano prima sulle strisce in Germania. Ma lì è “diverso”. Perché? Boh, non si è mai capito.

Siamo nel fine settimana festaiolo per la celebrazione dei 140 anni di Roma Capitale, ma il tema centrale delle ultime due settimane è stato indubbiamente la questione dei rom. Sono partiti gli sgomberi dei mini-insediameti abusivi, ma la faccenda è solo una parte di un più ampio dibattito a livello europeo, partito dalle espulsioni francesi.

C’è stato poi il fine settimana di Monza. E che c’entra Monza? C’entra perché molti occhi erano puntati anche sull’Eur, dove con buona probabilità si cominceranno a correre Gran Premi di Formula 1 dal 2012. Siamo nella fase delle dichiarazioni in cui si dice che tutte le polemiche saranno superate e tutto sarà risolto, ma in realtà ce ne saranno ancora.

Ossevatorio Olimpiadi: giusto un piccolo rilancio in occasione di un convegno in vista dei Mondiali di Pallavolo, in realtà di tempo prima della scelta della città vincitrice ne manca molto (metà 2013). Programmazione lunga, una volta tanto, o super-volatona per la rielezione non-si-possono-lasciare-le-cose-a-metà di Alemanno (metà 2013)?

E poi, non si può non citare la questione delle proteste per il logo di Roma, della quale si è occupato anche il Post grande. Stanno a rosica’? Forse, ma intanto si preparano cause e ricorsi.

Per chiudere: detenuti senz’acqua calda, la scorta di Cossiga che sta ancora lì, nuovi regolamenti (forse) per i camion-bar, il rilancio sulla tassa e la limitazione delle manifestazioni.