L’unico titolo che manca a questa Nazionale
È quello dell'Europeo, che comincia oggi e dove le pallavoliste allenate da Julio Velasco puntano a una tripletta che sarebbe storica
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Venerdì a Göteborg, in Svezia, cominciano gli Europei femminili di pallavolo, che per la Nazionale italiana sono un appuntamento molto atteso. Quello degli Europei è infatti l’unico trofeo internazionale a mancare al gruppo di giocatrici allenato da Julio Velasco, dopo l’oro olimpico di Parigi 2024, quello ai Mondiali del 2025 e quello, sempre nel 2025, in Nations League, il torneo tra le migliori 18 nazionali al mondo.
Grazie agli eccezionali risultati degli ultimi due anni Anna Danesi, Paola Egonu, Myriam Sylla e compagne sono state soprannominate la nuova “generazione di fenomene”, come la Nazionale maschile che negli anni Novanta vinse tre Mondiali consecutivi, due dei quali proprio con Velasco come allenatore. Agli Europei l’Italia arriva dopo qualche assestamento, con alcune nuove giocatrici e con il probabile proseguimento di un esperimento tattico che ha fatto molto parlare esperti e appassionati: far giocare Egonu con Kate Antropova, che come lei è una delle opposte più forti al mondo. Velasco ci aveva già provato, senza grandi risultati, durante l’ultima Nations League.
«Siamo affamate», ha detto Alessia Orro, palleggiatrice titolare della Nazionale e a sua volta una tra le migliori al mondo nel suo ruolo. Prima della sconfitta di luglio contro il Brasile nella Nations League di quest’anno l’Italia femminile aveva vinto 39 partite consecutive. Non perdeva cioè da due anni. Nell’ultima Nations League l’Italia ha vinto medaglia di bronzo, giocando forse un po’ al di sotto delle attese, ma soprattutto con molte giocatrici giovani o al primo ingresso in squadra che si sono unite a un gruppo già molto consolidato.
Agli Europei la Nazionale femminile ha già vinto tre ori (nel 2007, nel 2009 e nel 2021, con solo alcune delle titolari di oggi) ma nel 2023 si è fermata al quarto posto. Se dovesse vincere diventerebbe la seconda squadra a essere contemporaneamente campione in carica di Olimpiadi, Mondiali ed Europei dopo l’Unione Sovietica, che tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Novanta ci riuscì due volte.
Orro, Sylla, Egonu, Danesi e la centrale Sarah Fahr – le migliori pallavoliste italiane – avevano partecipato solo alle ultime fasi della Nations League, per prendersi un periodo di riposo più lungo. Nel frattempo l’Italia aveva messo in campo tra le altre la centrale Linda Manfredini e l’opposta Merit Adigwe, che hanno rispettivamente 20 e 19 anni e sono già campionesse del mondo con la Nazionale Under 21.
Eleonora Fersino sta poi mostrando di essere assai affidabile come libero al posto di Monica De Gennaro, che ha deciso di non giocare più in Nazionale (ma continua a farlo nella fortissima Conegliano), mentre Stella Nervini è ormai una presenza fissa come schiacciatrice, sebbene abbia solo 22 anni.
L’Italia insomma ha dimostrato di essere una squadra altamente competitiva anche senza le sue titolari, grazie a un ricambio generazionale fondamentale e in corso già da tempo, pur con qualche adattamento, a partire dal più discusso.
Far giocare Antropova come schiacciatrice anziché come opposta è un cambiamento pensato per rafforzare il comparto in cui l’Italia è meno dominante, ma è molto complicato anche per una giocatrice alta, potente e talentuosa come lei. L’opposta attacca e mura dalla parte destra del campo e di solito ha le responsabilità maggiori in attacco; la schiacciatrice invece sta nella parte sinistra e deve anche ricevere, cioè rispondere alla battuta avversaria. È un fondamentale che richiede tecnica ed esperienza, per cui le opposte non sono allenate: uno spostamento da un ruolo all’altro di conseguenza può costringere le altre giocatrici a doversi adattare a nuovi schemi, per esempio per coprire chi in ricezione è meno sicura.
Malgrado avesse detto che l’esperimento era concluso, per gli Europei Velasco l’ha convocata sempre come schiacciatrice: è dipeso anche dall’infortunio al ginocchio sinistro subìto da Loveth Omoruyi in una delle amichevoli delle ultime settimane, e che la costringerà a un lungo periodo di recupero.
Dopo giorni di ipotesi più o meno fondate su quale schiacciatrice si sarebbe potuta unire alla squadra, Velasco ha quindi chiamato come riserva un’altra opposta, Adigwe, che aveva esordito nella Nazionale maggiore sempre nella scorsa Nations League.
Nonostante qualche comprensibile difficoltà, come schiacciatrice Antropova ha dimostrato di essere a un buon livello sia durante la Nations League, poi vinta dalla Turchia, sia durante la recente amichevole contro la Polonia, in cui ha giocato assieme a Egonu, in campo come opposta. Farle giocare insieme è un modo in più per mettere in difficoltà proprio la Turchia, che è l’altra squadra più forte a questi Europei e nelle fasi finali del torneo giocherà in casa, dove ha un tifo particolarmente sfegatato.
Gli Europei cominciano con quattro gironi da sei squadre ciascuno, che si giocheranno tra il 21 e il 28 agosto tra Svezia, Azerbaijan, Cechia e Turchia. La fase a eliminazione diretta si giocherà in questi ultimi due paesi, e semifinali e finali appunto in Turchia tra il 5 e il 6 settembre. Il girone D, quello in cui gioca l’Italia, è relativamente semplice: ci giocano Montenegro, Francia, Slovacchia, Croazia e Svezia, che è la squadra di casa e tra queste la più ostica assieme alla Francia, ma non abbastanza da impensierire la Nazionale (agli ottavi passano le prime quattro classificate in ogni girone).
La prima partita sarà Croazia-Italia alle 16 di venerdì 21 agosto, poi seguiranno Italia-Montenegro sabato 22, Svezia-Italia domenica 23, Italia-Slovacchia martedì 25 e Francia-Italia mercoledì 26 agosto. Le partite si potranno seguire in diretta su Rai 2, Sky, DAZN e su EuroVolley.tv.
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