I Giochi del Mediterraneo: perché?
Che storia e che senso hanno le mini-Olimpiadi che quest'anno saranno a Taranto, con gare di nuoto pinnato e il Portogallo tra i paesi in gara
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Venerdì sera a Taranto, in Puglia, ci sarà la cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo, un evento multisportivo sovracontinentale che esiste dal 1951. Delle piccole Olimpiadi, insomma, con decine di sport e migliaia di atleti e atlete in rappresentanza di paesi del bacino del mare Mediterraneo (con qualche aggiunta).
I Giochi del Mediterraneo sono arrivati alla loro ventesima edizione e quelli di Taranto saranno i più grandi di sempre, con 26 paesi, 33 sport e quasi 4mila atleti e atlete. Ma sono stati anticipati da grandi problemi organizzativi (che sono quasi la norma per eventi di questo tipo, almeno in certi paesi) e costi per oltre 300 milioni di euro. Inoltre, l’interesse per l’evento sportivo è scarso, perché i Giochi del Mediterraneo sono sempre più marginali, schiacciati tra tanti altri eventi più seguiti e con maggiore competizione, e ci sono sempre meno atleti che sono davvero tra i migliori nel loro sport.
In passato vi parteciparono alcuni dei migliori atleti italiani di sempre, come Livio Berruti e Pietro Mennea, Sara Simeoni e Novella Calligaris, Jury Chechi e Federica Pellegrini. Nel 1997 il torneo di calcio fu giocato dalle nazionali Under 23, le stesse delle Olimpiadi, e a vincere fu l’Italia, che in porta aveva Gianluigi Buffon e che in attacco aveva Francesco Totti e Nicola Ventola.
Quest’anno nel torneo di calcio ci saranno le nazionali Under 18, e i tornei di sport di squadra hanno numeri di partecipanti tra loro diversi (spesso bassi e in certi casi dispari, cosa che complica i gironi) perché molte delegazioni non hanno portato una loro squadra. Per il nuoto, per l’atletica e per diversi altri sport i Giochi del Mediterraneo arrivano inoltre pochi giorni dopo i ben più importanti Europei; per la pallavolo saranno durante o appena prima degli Europei femminili e maschili.

La finale dei 400 metri ai Giochi del Mediterraneo di Atene, nel 1991 (REUTERS/Paris Sarricostas)
L’idea di organizzare i primi Giochi del Mediterraneo venne nel 1948 all’egiziano Mohammed Taher Pacha, vicepresidente del CIO, il Comitato olimpico internazionale. La proposta era semplice: partire dall’esempio di qualche competizione sportiva in cui già gareggiavano paesi affacciati sul Mediterraneo – per esempio la Coppa mediterranea di calcio e i Campionati mediterranei di atletica leggera – per un evento multisportivo da organizzarsi ogni quattro anni. Come le Olimpiadi, ma per i paesi del Mediterraneo, e con il benestare del CIO, che li vedeva come una prova generale in tono minore. E con una bandiera che con le Olimpiadi ha molto a che fare: tre cerchi anziché cinque, come i tre continenti uniti – o separati – dal Mediterraneo.

Il logo – sulla bandiera in basso a destra – nel 2009. La parte bassa è mossa, come se i cerchi fossero in parte immersi in acqua. (Getty Images)
Non a caso, vista la nazionalità del loro ideatore, nel 1951 la prima edizione fu ad Alessandria d’Egitto. Con 13 sport, dieci paesi (Egitto, Francia, Grecia, Jugoslavia, Italia, Libano, Malta, Siria, Spagna e Turchia) e poco meno di 800 atleti.
Negli anni i Giochi del Mediterraneo aumentarono sport e partecipanti, crescendo di rilevanza. Le Olimpiadi restavano le Olimpiadi, ma comunque – almeno in certi sport – il livello era alto. Nel 1963, quando l’Italia organizzò i Giochi a Napoli, gli sport furono 17; nel 1967 a Tunisi furono introdotte le prime gare femminili; nel 1975 ad Algeri si superarono i duemila partecipanti. Dal 2015 ci sono anche, in anni diversi e sedi diverse, i Giochi del Mediterraneo sulla spiaggia, dedicati a sport d’acqua e da spiaggia.

Giovani siriani in abiti tradizionali durante le prove generali per la cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo, Latakia, Siria, 10 settembre 1987 (REUTERS/Ali Jarekji)
Le 19 edizioni disputate finora sono state ospitate in dodici paesi, sempre in città costiere (per l’Italia dopo Napoli e prima di Taranto ci sono state Bari nel 1997 e Pescara nel 2009), ma non sempre in città costiere del Mediterraneo: nel 1983 furono a Casablanca, città del Marocco che si affaccia sull’oceano Atlantico.
E negli anni hanno partecipato anche paesi che con il Mediterraneo c’entrano relativamente: come il Portogallo, che si affaccia solo sull’Atlantico, o come il Kosovo, paese privo di sbocchi al mare che nel 2030 organizzerà l’evento nella città di Pristina.
L’Italia ha vinto il medagliere nella maggior parte delle edizioni (la Francia ha vinto quattro volte e la Jugoslavia una) e nel medagliere complessivo di tutte le edizioni ha qualche centinaio di medaglie d’oro in più rispetto a Francia, Turchia, Grecia e Spagna.
Quest’anno i Giochi del Mediterraneo assegneranno circa 2.500 medaglie, con quasi 300 diversi eventi di gara in decine di sedi e impianti: la maggior parte a Taranto, alcuni altri in diverse aree della Puglia. Le delegazioni straniere alloggeranno perlopiù su una nave da crociera e gli atleti italiani su un traghetto: il noleggio di entrambi è costato circa 30 milioni di euro.
Oltre a molti sport olimpici ai Giochi del Mediterraneo ci saranno le bocce, il padel, il nuoto pinnato (sì, con le pinne) e la roller marathon, la maratona con i pattini a rotelle.
La cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo di Taranto sarà la sera di venerdì 21 agosto allo stadio Erasmo Iacovone. In diretta su Rai Due, alla presenza di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, e Giorgia Meloni, presidente del Consiglio. Tra gli altri si esibiranno Serena Brancale, Mietta e Al Bano, che canterà l’Inno di Mameli.
I portabandiera per l’Italia saranno la pugile Irma Testa e il velocista Filippo Tortu. Oltre a Tortu, tra i quasi 500 atleti della delegazione italiana, ci saranno altri quattro atleti ad aver vinto un oro olimpico: l’altista Gianmarco Tamberi, Diana Bacosi e Gabriele Rossetti nel tiro a volo e Mauro Nespoli nel tiro con l’arco. Le gare principali si potranno seguire su Rai Sport.
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