Il florido mercato dello sperma di Varenne
Costava migliaia di euro e ne sono nati centinaia di cavalli, qualcuno anche forte ma mai altrettanto
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Uno degli aspetti più noti di Varenne, il pluripremiato e straordinariamente vincente cavallo da trotto morto martedì a 31 anni, era l’alto valore del suo sperma, molto richiesto dagli allevatori perché il suo patrimonio genetico poteva contribuire a trasmettere alla progenie le caratteristiche che lo avevano reso un fenomeno dell’ippica. Per questo motivo la seconda parte della sua vita, quella da stallone da cui si sperava sarebbe nata una nuova dinastia di fenomeni, fu discussa e commentata almeno quanto quella agonistica.
Le aspettative furono in parte soddisfatte. Diversi figli di Varenne hanno ottenuto risultati importanti in questa disciplina, anche se imparagonabili a quelli del padre. Parliamo ovviamente di quelli che conosciamo, che però sono solo una parte: si stima infatti che esistano circa 2.000 figli di Varenne, e che alcuni siano nati dal suo sperma venduto illegalmente.
Varenne smise di gareggiare nell’ottobre del 2002, dopo aver totalizzato montepremi per più di 6 milioni di euro. Da quel momento in poi, come succede di solito a cavalli con capacità atletiche straordinarie come le sue, fu trasferito in un allevamento: “Il Grifone” di Vigone, in provincia di Torino, dove cominciò a essere sfruttato come stallone, cioè appunto come cavallo destinato alla riproduzione.
Varenne non montava direttamente la fattrice, come viene chiamata in gergo la femmina adulta usata per la riproduzione: gli allevatori raccoglievano in provetta il suo sperma che poi veniva usato per l’inseminazione. In questi casi solitamente il maschio effettua la monta su un apposito manichino, utilizzato per raccogliere il seme, che viene successivamente impiegato per inseminare la femmina.
Per via delle sue doti eccezionali e della mito che stampa e addetti ai lavori avevano costruito attorno alle sue vittorie, i diritti di monta di Varenne, ossia la possibilità di utilizzare il suo sperma, erano comprensibilmente molto alti.
Secondo il quotidiano La Stampa nel 2008 una monta costava circa 15mila euro in Italia e 3mila euro in più in Svezia, che ospita l’Elitloppet, una delle gare di trotto più famose al mondo, e dove Varenne era particolarmente popolare.
Quello stesso anno il giornalista del Corriere della Sera Francesco Battistini seguì una giornata di monta di Varenne a Ekerö, vicino Stoccolma, dove trascorreva ogni anno alcuni mesi per svolgere la sua attività da stallone. «La monta di Varenne è pianificata, rapida e ricca come un Grand Prix. Tre volte la settimana. Traguardo in tre minuti. Cinquecento milioni di spermatozoi. Non sgarra, non trasgredisce, non fa cilecca […]. Da sei anni, la sua second life di campione dell’inseminazione non prevede applausi, né corone d’alloro, né un Arc de Triomphe. Non prevede nemmeno la giumenta», scrisse al tempo Battistini.
In un ricordo il giornalista di Repubblica Maurizio Crosetti ha scritto di aver saputo dagli allevatori che l’inseminazione artificiale era l’unica strada percorribile per Varenne, perché se si fosse accoppiato con una cavalla vera non avrebbe poi accettato «nessun altro accoppiamento meccanico».
Nel 2004 Icaro del Ronco, il primogenito di Varenne, fu acquistato all’asta per 150mila euro dallo stilista Atos Lombardini. La notizia fu ampiamente discussa e commentata, ma il cavallo non riuscì mai a eguagliare i risultati di Varenne, anche perché un grave infortunio ne condizionò la carriera.
Andò meglio a Lana Del Rio, figlia di Varenne nata nel 2005 che tre anni dopo vinse il Derby del Trotto, la gara di trotto italiana più importante. Ottennero lo stesso risultato altri quattro figli di Varenne: Nadir Kronos (nel 2010), Olona Ok (nel 2011), Pascià Lest (nel 2012) e Testimonial Ok (nel 2015).
Ma hanno raggiunto obiettivi importanti anche altri figli di Varenne, tra cui Vernissage Grif, vincitore del campionato Europeo nel 2020 e nel 2021 e del Gran Premio della lotteria di Agnano nel biennio successivo; e Napoleon Bar, che ha superato il milione di euro di montepremi e ha generato a sua volta un campione, Zlatan, vincitore del Derby Italiano del Trotto nel 2018. Tra i figli di Varenne che hanno ottenuto risultati di rilievo ci sono anche Twister Bi, Arazi Boko, Zarenne Fas, Princess Grif e Tony Gio.
Nel 2019 Enzo Giordano, il proprietario di Varenne, presentò un esposto da cui iniziò un’indagine della procura di Torino che riguardava l’attività di Varenne Forever, la società che tra il 2003 e il 2019 si era presa cura del cavallo diventato stallone.
Valter Ferrero e Salvatore Roberto Brischetto, rispettivamente amministratore unico della Varenne Forever e socio di maggioranza dell’allevamento “Il Grifone”, furono accusati di aver venduto illecitamente campioni di sperma di Varenne per arricchirsi. Secondo l’accusa avrebbero venduto lo sperma senza il consenso dei proprietari del cavallo e avrebbero impedito loro di controllare i documenti relativi alle monte, rendendo così più difficile verificare quante dosi fossero state vendute e a quali allevatori.
La procura sostenne che, per la sola stagione di monta del 2018, Brischetto e Ferrero ottennero profitti superiori ai 200mila euro vendendo illegalmente campioni di sperma di Varenne. Ansa ha scritto che il procedimento si è concluso con un accordo economico tra le parti e il ritiro della querela.
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