Il Gran Premio del Bahrein è in Malaysia
A causa della guerra in Medio Oriente e per ragioni di geografia, politica e interessi della Formula 1
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Domenica 4 ottobre a Sepang, in Malaysia, si corre la sedicesima gara del Mondiale di Formula 1. Vicino al circuito è pieno di cartelli con scritto “Benvenuti al Gran Premio del Bahrein”, un paese che si trova nel golfo Persico, a più di seimila chilometri da Sepang. Si sarebbe in effetti dovuta disputare in Bahrein lo scorso aprile, ma insieme a quella programmata in Arabia Saudita era stata cancellata a causa della guerra in Medio Oriente.
A differenza della gara in Arabia, però, il Gran Premio del Bahrein è stato riorganizzato altrove in circa 10 settimane, mantenendo il suo nome (circa), i suoi sponsor e le sue tradizioni. Alla Formula 1 serviva un Gran Premio, il Bahrein ha preferito un suo Gran Premio altrove all’assenza di un suo Gran Premio, e la Malaysia era al posto giusto.
Sia il Bahrein che la Formula 1 avevano tutto l’interesse a riorganizzare il Gran Premio.
La Formula 1 perché guadagna da una gara soprattutto dopo che questa si è corsa: con quote pagate per ospitarla, con i ricavi per i diritti TV e con le sponsorizzazioni. Si ipotizza che solo la quota annuale del Bahrein valga oltre 53 milioni di euro, molto di più di quanto paghino i tracciati europei.
E visto che nei prossimi mesi la Formula 1 rischia di perdere altre due gare in Medio Oriente, non si è lasciata sfuggire l’occasione di riorganizzarne almeno una.
L’accordo commerciale della Formula 1 con le sue scuderie e con le reti televisive internazionali prevede infatti che la stagione non possa scendere sotto le 22 gare: quella attuale ne aveva inizialmente 24, ed è parte del motivo per cui si parla da settimane della possibilità che la Formula 1 faccia un Gran Premio a Imola a dicembre.
Il Bahrein, poi, si è mostrato disposto a spostare altrove la propria gara pur di farla: un atteggiamento molto diverso da quello degli organizzatori degli altri Gran Premi in Medio Oriente, che non hanno mostrato la stessa disponibilità.
Il Bahrein probabilmente ha fatto questa scelta per sfruttare comunque l’occasione di dare visibilità ai propri sponsor e per rafforzare la sua associazione con la Formula 1, una cosa molto utile per un paese che usa lo sport per migliorare la propria immagine e che tra l’altro partecipa attivamente al Mondiale. Il fondo sovrano del Bahrein possiede infatti tutte le quote del gruppo McLaren, e quindi anche della scuderia.
Per questo motivo gli organizzatori hanno fatto di tutto per rendere il Gran Premio in Malaysia (ma non di Malaysia) il più possibile simile a come sarebbe stato in Bahrein, mantenendo quasi tutte le sue tradizioni. Alla partenza si sentirà l’inno del Bahrein e un aereo di Gulf Air (la compagnia di bandiera bahreinita, nonché sponsor principale della gara) volerà sopra le macchine, il trofeo sarà lo stesso di sempre (una coppa d’argento placcata d’oro) e alla premiazione al posto dello champagne ci sarà l’acqua di rose.

Solo il nome del Gran Premio è leggermente diverso: “Gran Premio del Bahrein in Malaysia” (AP Photo/Vincent Thian)
L’unica cosa che sarà diversa dalle edizioni degli anni scorsi, insomma, sarà la pista.
Il circuito di Sepang – su cui si sono già corsi parecchi Gran Premi di Formula 1, tra 1999 e 2017 – è sembrato la soluzione migliore per tutti. La Formula 1 lo ha scelto perché era una delle poche piste disponibili in grado di ospitare una gara di questo tipo, nonché la più comoda: è vicina a un aeroporto e in questo periodo della stagione il Mondiale è già in Asia, quindi tornare in Europa avrebbe avuto poco senso.
Hanno contato anche le ottime relazioni diplomatiche tra Bahrein e Malaysia e lo stretto rapporto personale tra i rispettivi sovrani. Secondo ESPN, l’idea di spostare il Gran Premio a Sepang sarebbe nata proprio da una conversazione tra i due.
La Malaysia ha accettato di ospitare un Gran Premio con il nome e gli sponsor di un altro paese anche perché una gara di Formula 1 rappresenta sempre un’ottima opportunità economica. In questo caso, poi, a sobbarcarsi la maggior parte dei costi sarà il Bahrein, che si stima pagherà tra gli 8 e i 18 milioni di euro in più del solito.
Non è comunque la prima volta che un Gran Premio si chiama con il nome di un altro paese. Succede spesso, anche per rispettare la regola della Formula 1 che impone nomi sempre diversi per un Gran Premio: per questo dal 1981 al 2006 il Gran Premio di San Marino si chiamava così, pur correndosi a Imola, in Emilia-Romagna (quello d’Italia era già a Monza).
Il Gran Premio di Bahrein si potrà vedere su Sky Sport dalle 9 di mattino di domenica.



