• Mondo
  • Martedì 9 settembre 2025

L’attacco aereo di Israele contro i funzionari di Hamas in Qatar

Secondo Hamas l’obiettivo era la sua delegazione nelle trattative per il cessate il fuoco in corso a Doha: il Qatar sta valutando una risposta

Un edificio danneggiato dall'attacco israeliano del 9 settembre, a Doha, in Qatar
Un edificio danneggiato dall'attacco israeliano del 9 settembre, a Doha, in Qatar (REUTERS/Ibraheem Abu Mustafa)
Caricamento player

Martedì l’esercito israeliano ha compiuto un attacco aereo contro alcuni funzionari di Hamas a Doha, la capitale del Qatar. Secondo Hamas l’attacco era diretto contro la delegazione che si trova nel paese per partecipare ai negoziati per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, finora inconcludenti. In un comunicato, Hamas ha fatto sapere che nell’attacco non è stato ucciso alcun leader del gruppo, ma sono stati uccisi cinque suoi membri, tra cui il figlio del capo negoziatore Khalil al Hayya, Humam, e uno dei suoi collaboratori.

Il ministero dell’Interno del Qatar ha confermato inoltre la morte di un agente delle forze di sicurezza del paese, e ha detto che altre persone sono state ferite.

In una conferenza stampa tenuta a tarda sera il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha accusato Israele di voler sabotare i negoziati in corso, ma ha detto che ciononostante il Qatar proseguirà nel suo ruolo di mediatore. Al Thani ha aggiunto che il paese sta valutando se e come rispondere all’attacco israeliano.

Il fumo nel cielo di Doha, 9 settembre 2025

Il fumo nel cielo di Doha, 9 settembre 2025 (REUTERS/Ibraheem Abu Mustafa)

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato l’attacco di martedì, sostenendo che sia stato «un’operazione interamente indipendente di Israele». Pochi giorni fa il capo delle forze armate israeliane, il generale Eyal Zamir, aveva detto che le operazioni successive dell’esercito avrebbero preso di mira i leader di Hamas all’estero, una tattica non nuova per Israele, anche perché da tempo ha già ucciso quelli nella Striscia di Gaza. A maggio il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, aveva esplicitamente minacciato Khalil al Hayya.

Netanyahu e Katz hanno detto di aver ordinato l’operazione militare lunedì in risposta all’attacco armato a una fermata dei bus a Gerusalemme in cui erano state uccise 6 persone. In quel momento l’attacco non era stato ancora rivendicato. Hamas lo ha fatto martedì pomeriggio.

Subito dopo l’attacco il ministero degli Esteri qatariota ha accusato Israele di essere responsabile di una «flagrante violazione» del diritto internazionale, peraltro colpendo all’interno di un quartiere residenziale. Diversi paesi del Medio Oriente, tra cui Arabia Saudita, Iran ed Emirati Arabi Uniti, e occidentali, come Germania, Canada e Regno Unito, hanno condannato l’attacco.

Netanyahu ha seguito l’attacco dalla sede dello Shin Bet, il servizio segreto interno di Israele,
che ha condotto l’operazione insieme all’esercito e all’aeronautica

La delegazione coinvolta nell’attacco doveva riunirsi per discutere l’ultima proposta per il cessate il fuoco avanzata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che finora Hamas aveva respinto. In questi giorni Trump aveva minacciato ripetutamente il gruppo, ordinandogli di restituire gli ostaggi israeliani (48 tra quelli ancora in vita e morti). Dopo l’attacco ha detto che la decisione di attaccare Doha era stata di Netanyahu, e non sua. Ha aggiunto che Israele aveva avvisato gli Stati Uniti dell’attacco imminente, e che lui stesso aveva dato istruzioni all’inviato statunitense per il Medio Oriente Steve Witkoff di avvertire il Qatar, ma che non ce n’era stato il tempo.

Al Thani ha detto che gli Stati Uniti avevano avvisato le autorità qatariote solo dieci minuti dopo l’inizio dell’attacco.

– Leggi anche: L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione della città di Gaza

È la seconda volta dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza che il Qatar, che è uno dei paesi mediatori tra Israele e Hamas, viene attaccato sul suo territorio. Lo scorso giugno, durante la guerra dei 12 giorni combattuta con Israele, l’Iran aveva lanciato alcuni missili contro un’importante base militare degli Stati Uniti vicino a Doha, senza fare grossi danni, come ritorsione per i bombardamenti statunitensi ai siti del suo programma di arricchimento dell’uranio.